«Progetto Braille» della casa vinicola Tinazzi. Parte del ricavato dalle vendite sarà donato all’Unione ciechi

Le etichette sulle bottiglie leggibili dai non vedenti

24/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Sug­li scaf­fali di enoteche e super­me­r­cati è arriva­ta una bot­tiglia spe­ciale che apre un’altra pic­co­la ma sig­ni­fica­ti­va fines­tra di sol­i­da­ri­età. I non veden­ti pos­sono infat­ti sceglier­si da soli il poten­do leg­gere con i pol­pas­trel­li delle dita l’etichetta. L’idea di fare le scritte sulle bot­tiglie in alfa­beto Braille è di un’azienda di Cavaion, la Tinazzi Euge­nio e Figli gui­da­ta da Gian Andrea Tinazzi. Un’idea che coro­na un per­cor­so di col­lab­o­razione che dura da anni fat­to con la sede veronese dell’Uic, l’Unione ital­iana ciechi. Il sodal­izio scaligero, nell’ambito di questi rap­por­ti di col­lab­o­razione, è sta­to anche ospite tra i vigneti e le can­tine del­la Tinazzi, che com­prende anche le aziende Ca’ Isido­ra di Lazise e la Tenu­ta Valle­selle di Bar­dolino, dove ven­gono prodotte le uve da cui si otten­gono Bar­dolino doc, Cus­toza doc e altri vini verone­si e veneti di qual­ità. Sui ter­reni di pro­pri­età ven­gono anche colti­vati olivi dai quali si ottiene olio extravergine di oli­va a denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta. Il «prog­et­to etichette in Braille» prevede anche la don­azione, da parte del­la Casa Vini­co­la, di una som­ma per ogni bot­tiglia «leg­gi­bile» dai ciechi ven­du­ta. Il rica­va­to dell’iniziativa ver­rà con­seg­na­to all’Uic in occa­sione del­la fes­ta di San­ta Lucia, patrona dei non veden­ti. «È nos­tra pre­cisa con­vinzione», affer­ma Gian Andrea Tinazzi, «che dall’apparente diver­sità nasce il con­fron­to e dal con­fron­to nasce la cresci­ta. Nes­suno può essere esclu­so dal quo­tid­i­ano vivere; siamo cer­ti che questo nos­tro prog­et­to con­tribuirà a rin­no­vare il nobile sen­ti­men­to del­la sol­i­da­ri­età che è pro­prio di tut­ti noi».

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