Il Comune fa il punto sugli immobili danneggiati dal sisma del novembre 2004. Il futuro resta incerto per Villa Alba, Cinema Casinò e centro sportivo Terrazze

Le «ferite» aperte del terremoto

02/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sol­lecita­to da una inter­rogazione del­la mino­ran­za, il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, ha fat­to il quadro del­la situ­azione degli edi­fi­ci pub­bli­ci dopo il ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, nien­t’af­fat­to consolante.All’interno del Palaz­zo comu­nale sono state dan­neg­giate alcune stanze del piano più alto, un tem­po uti­liz­za­to come appar­ta­men­to dal seg­re­tario. La pri­ma gara d’ap­pal­to per eseguire le opere di mes­sa in sicurez­za, svoltasi a fine aprile, è anda­ta deser­ta. La sec­on­da è sta­ta vin­ta dal­la soci­età Costruzioni gen­er­ali, che inizierà i lavori in settembre.Uno degli edi­fi­ci da «riparare» è il cen­tro sporti­vo Ter­raz­za. «Abbi­amo effet­tua­to un’indagine pre­lim­inare per ver­i­fi­care lo sta­to del­l’im­mo­bile — ha spie­ga­to il sin­da­co -. Bisogna effet­tuare alcu­ni inter­ven­ti per met­tere a nor­ma gli impianti. E’ pos­si­bile con­tin­uare a uti­liz­zare la strut­tura, esclu­den­do però alcu­ni locali, come la salet­ta per le riu­nioni politiche. Il prossi­mo 31 otto­bre scadrà il con­trat­to di locazione. Inten­di­amo pro­rog­a­r­lo per un cer­to peri­o­do, in atte­sa di eseguire i lavori».Sul ris­torante «La stal­la», Baz­zani ha det­to che l’ed­i­fi­cio è sta­to mes­so in sicurez­za, ma le opere non sono anco­ra com­ple­tate. Il Cin­e­ma Cas­inò, dopo il sis­ma, non ha più ria­per­to. «Ha ripor­ta­to dan­ni seri. Le travi si sono sbri­ci­o­late. Abbi­amo effet­tua­to la gara d’ap­pal­to. L’im­pre­sa inizierà il 1 otto­bre, e avrà 180 giorni di tem­po. Non sapen­do dove trasferire le attrez­za­ture, il vec­chio gestore ci paga 100 euro al mese. E’ tut­tavia nec­es­sario ripen­sare alla des­ti­nazione futu­ra. A noi sem­bra assur­do rimet­tere il cin­e­ma nel­l’ex salone delle feste. Forse potremo ricavare una sala da 100 posti, trasfor­man­do la parte rima­nente. Un dis­cor­so che dovre­mo affrontare tut­ti assieme».La mino­ran­za ha espres­so per­p­lessità sul fat­to che non sia anco­ra sta­ta deciso cosa diven­terà il Casinò.È però Vil­la Alba il nodo più grosso da risol­vere. «Abbi­amo incon­tra­to tre volte i fun­zionari del­la Soprint­en­den­za — ha ricorda­to il sin­da­co -. Entro la fine di set­tem­bre dovreb­bero esprimere un parere defin­i­ti­vo sul­l’in­ter­ven­to da effet­tuare. Poi si svol­gerà la gara di appal­to. Entro la fine del 2007 il cen­tro con­gres­si tornerà funzionante».Lo splen­di­do com­p­lesso mon­u­men­tale, di pro­pri­età del comune (2.717 metri quadri di super­fi­cie calpesta­bile e un par­co pub­bli­co di 19.380 mq.), era sta­to con­ces­so a un grup­po di quat­tro imp­rese. La cor­da­ta ave­va offer­to l’1% in più rispet­to al canone base, che era di 720 mila euro per l’in­tera dura­ta del con­trat­to (otto anni, con­trat­to fir­ma­to nel gen­naio 2004), così sud­di­visi: 60 mila per cias­cuno dei pri­mi due anni, 80 mila per i suc­ces­sivi, 100 mila per gli ulti­mi due, da cor­rispon­dere in rate trimes­trali anticipate.L’impegno assun­to include­va anche l’arreda­men­to dei locali, la manuten­zione ordi­nar­ia (con l’il­lu­mi­nazione ester­na del­lo scalone e delle fontane), la stip­u­la di una poliz­za assi­cu­ra­ti­va per even­tu­ali dan­ni a terzi o a beni, met­ten­do a dis­po­sizione la strut­tura dieci giorni all’an­no per man­i­fes­tazioni tur­is­ti­co-ricre­ative. Vil­la Alba può essere uti­liz­za­ta per meet­ing, con­veg­ni, sem­i­nari, ris­torazione, mostre, espo­sizioni e rasseg­ne di vario genere, spet­ta­coli teatrali e musi­cali, pranzi mat­ri­mo­ni­ali, sfi­late di moda, e così via.Successivamente la vicen­da si è ingar­bugli­a­ta, ed è tutt’ora in atte­sa di pot­er­si profi­cua­mente sbloc­care. I pri­vati han­no com­in­ci­a­to a non pagare più l’af­fit­to, con­te­s­tando la man­ca­ta ese­cuzione di una serie di lavori da parte del munici­pio: la cen­trale ter­mi­ca, l’impianto elet­tri­co, cuci­na, bar, eccetera, per un impor­to com­p­lessi­vo di un mil­ione e 53 mila euro, cir­ca due mil­iar­di di vec­chie lire.Lo scor­so autun­no la giun­ta comu­nale ha rice­vu­to il «no» del­la per un con­trib­u­to a fon­do per­du­to e un finanzi­a­men­to a tas­so agevola­to. Il con­trat­to con i pri­vati è sta­to sospe­so, in atte­sa di trovare un accordo.«Stiamo anco­ra trat­tan­do». ha taglia­to cor­to il sin­da­co, che, in novem­bre, sper­a­va di chi­ud­ere entro il dicem­bre 2005.

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