Il volume è l’omaggio natalizio del Comune alle famiglie

Le fotografie Negri suggestioni del ’900

21/12/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sta­mat­ti­na, sulle due piazze di Mader­no e di Toscolano, all’ester­no delle chiese par­roc­chiali, ver­rà allesti­to il banchet­to del munici­pio per la dis­tribuzione (gra­tui­ta) alle famiglie locali del vol­ume appe­na stam­pa­to, con le immag­i­ni del fotografo Negri. Un lavoro di 100 pagine, splen­di­do affres­co degli inizi del sec­o­lo. «Le immag­i­ni — affer­ma il sin­da­co Pao­lo Ele­na — han­no il mer­av­iglioso potere di riportare alla memo­ria di col­oro che li han­no vis­su­ti fat­ti ed even­ti del pas­sato con stra­or­di­nar­ia nitidez­za, qua­si si ripresen­tassero e potessero essere vis­su­ti una sec­on­da vol­ta. Allo stes­so tem­po con­sentono a chi non è sta­to tes­ti­mone del­la realtà raf­fig­u­ra­ta di poter­visi immerg­ere, in un mon­do appartenu­to ad altri. Abbi­amo pen­sato di fare cosa gra­di­ta pub­bli­can­do un vol­ume che rimar­rà come tes­ti­mo­ni­an­za dei cam­bi­a­men­ti avvenu­ti». Tut­to è com­in­ci­a­to quest’estate con la mostra delle fotografie del­l’archiv­io Negri, allesti­ta nei cor­ri­doi del Palaz­zo comu­nale. Le gigan­tografie (una deci­na) e «i quadri» del paese (una trenti­na) del peri­o­do 1895–1913 han­no sus­ci­ta­to notev­ole inter­esse. Qual­cuno, ad esem­pio, ha riv­is­to con stu­pore una chiesa del cen­tro stori­co abbat­tuta tan­ti anni fa per con­sen­tire la costruzione di case, di cui molti non ricor­da­vano nem­meno l’e­sisten­za. Da qui l’idea di pub­bli­care un vol­ume che rac­cogliesse gli scat­ti di Gio­van­ni Negri, giun­to a Bres­cia nel 1880, prob­a­bil­mente da Pavia, tito­lare di uno stu­dio in via Battaglie (ma per un cer­to peri­o­do ha vis­su­to a Gargnano, otte­nen­do nel 1895 il riconosci­men­to dei Savoia per un album sul ), tes­ti­mone atten­to del­la grande trasfor­mazione che ha investi­to la provin­cia. Il testo è sta­to cura­to da Andrea De Rossi e Domeni­co Fava, che ram­men­tano come Mader­no e Toscolano siano sta­ti due comu­ni dis­tin­ti fino al giug­no 1928. Tra le foto più belle, quelle del­la limon­a­ia in local­ità Bor­ni­co e di vil­la Zanardel­li, dove l’ex min­istro (dei Lavori pub­bli­ci, degli Interni, di Grazia e gius­tizia) e capo del gov­er­no morì il 26 dicem­bre 1903. Poi c’è piaz­za S.Marco, con la chieset­ta di San­t’An­drea, la colon­na di S.Marco pri­va del leone e la pen­sione Amman, ora caf­fè Cen­trale: sulle fac­ciate delle case preval­go­no le scritte in lin­gua tedesca, a dimostrazione del­l’im­por­tan­za del tur­is­mo già in quei tem­pi lon­tani. E la stra­da provin­ciale, i bina­ri del tram, il piroscafo, il «Cig­no» (l’u­ni­co moto­scafo del gol­fo), i ven­di­tori ambu­lan­ti, le car­rozze, la cartiera, il seti­fi­cio, lo spac­cio di generi ali­men­ta­ri, il depos­i­to del leg­name, le fab­briche nel­la valle, il promon­to­rio con gli oliveti, la costruzione del­la stra­da per Gargnano con lo sca­vo del­la roc­cia. «In pri­mo luo­go — ripete il ricer­ca­tore Car­lo Simoni — ci colpisce la vastità e la disponi­bil­ità di spazio. L’abi­ta­to è con­tenu­to entro lim­i­ti iden­ti­fi­ca­bili; il monte è pun­teggia­to solo da qualche abitazione; le strade e le piazze, pur non essendo mai deserte, in rari casi sono affol­late. Le foto sono pro­va di irripetibil­ità, uno spi­raglio su momen­ti di vita: i suoni che non pos­si­amo udire, le parole che non pos­si­amo decifrare, le iden­tità e le sto­rie che tra­spaiono in quel­l’at­ti­mo irrag­giun­gi­bile e vicinis­si­mo, trascor­so e intramontabile».

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