Le guardie dei Savoia in visita alla Torre

Di Luca Delpozzo
s.st.

Sono sem­pre più numerose le per­sone che ogni anno vis­i­tano gli stori­ci luoghi di San Mar­ti­no e Solferi­no dove nel 1859 si svolse una delle più san­guinose battaglie del Risorg­i­men­to. Fra le comi­tive ne è arriva­ta una par­ti­co­lare: quel­la dell’Istituto nazionale per la guardia d’Onore alle Reali tombe del Pan­theon. Il grup­po, prove­niente da Pado­va, era guida­to dal gen­erale in con­ge­do Pietro Gras­si. Con lui Giulio De Re’, respon­s­abile stam­pa del Movi­men­to monar­chico e Rossel­la Fil­ip­pone, pres­i­dente vene­ta del movi­men­to. Il gen­erale Pietro Gras­si ha spie­ga­to cosa sono le «Guardie del Pan­theon». L’idea è sca­tu­ri­ta da alcu­ni reduci delle battaglie risorg­i­men­tali all’in­do­mani del­la morte di Vit­to­rio Emanuele II nel 1878. A ogni ader­ente viene chiesto come impeg­no «morale» di montare la guardia per due ore all’an­no alla tom­ba del Re. L’iniziativa è sta­ta este­sa anche agli altri reali. L’as­so­ci­azione venne fon­da­ta e legit­ti­ma­ta da un Regio decre­to fir­ma­to da Umber­to I e anco­ra oggi è inseri­ta nelle asso­ci­azioni riconosciute dal min­is­tero del­la Dife­sa. Con­ta cir­ca 5000 iscritti.