Frane e dissesti di origine alluvionale sono i maggiori rischi geologici del Baldo. Invece è solamente strumentale l'attività sismica rilevata in "una delle montagne più belle delle prealpi" come l’ha definito il ge-ologo Enrico Castellacelo.

Le Malattie del Monte Baldo

03/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Frane e dissesti di origine alluvionale sono i maggiori rischi geologici del Baldo. Invece è solamente strumentale l’attività sismica rilevata in “una delle montagne più belle delle prealpi” come l’ha definito il ge-ologo Enrico Castellacelo, durante il convegno sui rischi ambientali di questo monte, svoltosi a Caprino.”Il Monte Baldo è una montagna carsica, alta più di 2000 metri, caratterizzata da grandi dislivelli su piccole distanze e con pendii ripidi”, ha Spiegato Castellacelo. “Formatasi nell’epoca mesozoica è costituita per lo più da rocce calcaree dolomitiche compatte e stratificate e proprio questo rende alcuni pendii rocciosi instabili e determina dissesti e frane”.! maggiori rischi di crollo si trovano nelle grandi scarpate di erosione che si trovano in Valdadige, nel Vajo dell’Orsa a Ferrara, ma anche sul monte Moscai, sulla Rocca di Garda, a San Vigilie e sul Senglo Rosso. “Si tratta di zone considerate attive dal punto di vista geologico, dove il rischio è il distacco di blocchi di grandi dimensioni i più pericolosi perché quelli più difficili da prevedere.”Sul versante del lago si trovano anche le cossidette valli e cicli cataclinali che arrivano ad immergersi nell’acqua. Qui le frane sono dovute a grandi blocchi che si staccano e scivolano sugli strati sottostanti fino a sprofondare nel Benaco. Lungo il .percorso trascinano con sé tutto ciò che trovano.Alcune di queste aree, come ad esempio le cosiddette Marocche che sovrastano Pai e Cassone, apparentemente sono quiescenti, ma per i geologi costituiscono zone attive da tenere sotto osservazione perché hanno una pericolosi-tà latente.Discorso analogo per l’acqua. “Il Baldo è percorso da corsi d’acqua e fiumane che in caso di eventi piovosi eccezionali possono provocare tracimazioni, allagamenti e dissesti”. Un esempio è il torrente Tasso tracimato nel ’66 e nell’ottobre del ’92. L’alluvione del ’92 ha interessato anche il torrente Tesina, che da Castione sfocia nel lago passando attraverso il paese di Garda.”All’interno del paese il corso d’acqua è stato ristretto per motivi urbanistici. Nel ’92 la quantità di pioggia caduta ha provocato un aumento della portata del torrente che è straripato provocando crolli di argini e inghiaiamenti dei terreni”.Caratteristiche dell’alto lago sono invece le Vallate, come ad esempio la Val del Zocco, del Sandolino, la Val Trovaj e la Perara, che si incuneano e sfociano sulla sponda. Anche qui quando la piovosità è elevata ci possono essere fenomeni di piena, con tracimazioni e trasporto a valle di detriti.Un esempio quella del 1963 in località Piaghen di Torri che travolse un campeggio provocando due morti.”L’unico modo per prevenirle è considerare che si tratta di eventi ciclici che si ripetono anche a distanza di generazioni e pertanto non costruire in una zona a rischio sia alluvionale che di frana”.”Che il Monte Baldo sia una zona particolare dal punto di vista ambientale e dimostrato dal fatto che la pianificazione che lo riguarda ha come caratteristica principale la tutela dell’ambiente”, ha spiegato Giacomo Sandri, urbanista. “Qui sono state individuati ambiti di interesse particolare come il parco naturale regionale del Monte Baldo, la riserva integrale del Monte Baldo, Monte- Luppia, Moscai, San Vigilie e alto lago, l’anfiteatro morenico di Rivoli rientra nelle aree di massima tutela. Per tutte queste zone è previsto un piano di valorizzazione ambientale o piano d’area che da non sofo vincoli, ma anche possibilità di sviluppo compatibili con l’ambiente, come ad esempio le piste ciclabili”.

Antonella Traina
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