Scuola sotto le stelle e incontri ravvicinati con le marmotte

Le medie Virgilio a lezione sul Baldo

05/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Enrico Santi

I sen­tieri al pos­to dei lib­ri e il monte come lavagna. Per una ses­san­ti­na di alun­ni di terza media del­la scuo­la Vir­gilio di Sona la lezione, con tan­to di per­not­ta­men­to per osser­vare le stelle, è sta­ta di quelle indi­men­ti­ca­bili. L’ideatore dell’iniziativa, avvi­a­ta per la pri­ma vol­ta quat­tro anni fa, è il pro­fes­sor Bruno Leoni, esper­to alpin­ista ed eccel­lente conosc­i­tore del­la flo­ra e del­la fau­na del Bal­do. Lo scopo è far conoscere agli alun­ni la mon­tagna veronese. La parten­za dal piaz­za­le del­la scuo­la è alle 9. Poi, in pull­man, i ragazzi rag­giun­gono una vec­chia casara a Val­fred­da, sopra Capri­no, affit­ta­ta per l’occasione dagli inseg­nan­ti. «Nel pomerig­gio, dopo un pran­zo spar­tano», rac­con­ta il pro­fes­sor Leoni, «fac­ciamo un’escursione nei din­torni. La sera, dopo cena, tut­ti sul pra­to per la lec­tio astro­nom­i­ca, un’esperienza stra­or­di­nar­ia per i ragazzi che, purtrop­po, nel­la vita quo­tid­i­ana sono poco abit­uati all’osservazione del­la natu­ra». La mat­ti­na dopo sveg­lia all’alba. «Imboc­chi­amo il sen­tiero 656 che si sno­da su aspri tor­nan­ti fino alla piana delle mar­motte», riprende Gio­van­na Cor­si, una delle inseg­nan­ti che accom­pa­gna i ragazzi nell’escursione alpina, «e lì, in asso­lu­to silen­zio, pos­si­amo osser­vare questi mam­miferi nel loro ambi­ente nat­u­rale. Quin­di, insieme alla nos­tra gui­da, saliamo fino alla boc­chet­ta di Naole, con sos­ta nei pres­si del forti­no aus­tri­a­co. Poi, attra­ver­so il sen­tiero 658, rag­giun­giamo il rifu­gio Fiori del Bal­do, l’unico a rimanere aper­to tut­to l’anno, dove ci atten­dono Anna e Adri­ano, i gestori che ormai sono diven­tati degli ami­ci». Dopo il riposo, i mini alpin­isti ripren­dono il cam­mi­no ver­so rifu­gio Chierego, Boc­chet­ta Coal San­to, pas­so del Camino fino a Rifu­gio Telegrafo a quo­ta 2.219. All’imbrunire i ragazzi con i loro inseg­nan­ti pren­dono la stra­da del ritorno. «Una gior­na­ta dura, ma ric­ca di sod­dis­fazioni», com­men­tano gli inseg­nan­ti, «i ragazzi sono provati dal sole, dal ven­to e dal­la fat­i­ca ma rag­gianti per aver vis­to, toc­ca­to e appre­so diret­ta­mente. E poi impara­no a con­di­videre le dif­fi­coltà». La mon­tagna inseg­na ad essere sol­i­dali. «Abbi­amo vis­to ragazzi portare lo zaino di com­pag­ni in dif­fi­coltĂ . Sono gesti che ci con­fer­mano quan­to siano educa­tive queste uscite», osser­va la pro­fes­sores­sa Cor­si. Le cam­mi­nate sono pre­ce­dute da lezioni teoriche in classe sull’ambiente mon­tano veronese, la con­fig­u­razione del ter­ri­to­rio, l’insediamento umano, il cli­ma, la flo­ra e la fau­na. «Obi­et­ti­vo del­la scuo­la», spie­ga Leoni, «è sti­mo­lare la curiositĂ , l’interesse, la respon­s­abil­itĂ  e il rispet­to. Il Bal­do è una palestra di vita dove si impara che le cose piĂą belle e le sod­dis­fazioni piĂą gran­di sono quelle che ci costano mag­gior fat­i­ca». Le escur­sioni con­tin­uer­an­no anche dopo la fine dell’anno sco­las­ti­co, con gen­i­tori ed ex allievi che, gra­zie ai loro inseg­nan­ti, si sono innamorati delle cime. Per la sua attiv­itĂ  con gli alun­ni, il pro­fes­sor Leoni è sta­to pre­mi­a­to a Capri­no dal pres­i­dente del­la comu­nitĂ  mon­tana del Baldo.

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