Gli ambientalisti contro i progetti di riduzione numerica

Le nutrie salvate da una sentenza

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Di Luca Delpozzo

Il piano di abbat­ti­men­to delle nutrie del­la Provin­cia di Bres­cia finisce nel miri­no del­la asso­ci­azioni che tute­lano gli ani­mali. E viene annun­ci­a­ta uffi­cial­mente la pre­dis­po­sizione di un ricor­so che ver­rà for­mal­iz­za­to appe­na finite le ferie estive. Qua­si cer­ta­mente la stra­da segui­ta sarà quel­la del Tar di Bres­cia in alter­na­ti­va al ricor­so al capo del­lo Sta­to. Ne dà notizia il dot­tor Ric­car­do Ercoli, impeg­na­to da tem­po sul fronte del­la tutela degli ani­mali. A portare in pri­mo piano il prob­le­ma delle nutrie (myocas­tor cay­pus) era sta­to il con­sigliere di Desen­zano Pao­lo Abate. Egli si era infat­ti riv­olto al sin­da­co di Desen­zano con una let­tera nel­la quale chiede­va con urgen­za di pre­sentare richi­es­ta alla Provin­cia di Bres­cia affinché anche a Desen­zano venisse atti­va­to il «piano di eradica­men­to delle nutrie» Il con­sigliere di mino­ran­za sostene­va infat­ti che la pre­sen­za delle nutrie era diven­ta­ta allar­mante per la den­sità degli esem­plari. Dunque si ren­de­va nec­es­sario un inter­ven­to attra­ver­so un piano di con­trol­lo anche per evitare dan­ni alle zone umide che e i gravi rischi di ordine san­i­tario. Il piano provin­ciale risale al 10 mar­zo del 1998 e affi­da l’incarico di attuar­lo agli agen­ti del Cor­po di vig­i­lan­za provin­ciale con l’ausilio dei sogget­ti pre­visti dal­la legge. Il 31 mag­gio di quest’anno il set­tore cac­cia e pesca, in base a delib­era del 2 mag­gio autor­iz­za­va una guardia vena­to­ria volon­taria (in pos­ses­so dei req­ui­si­ti richi­esti) a col­lab­o­rare con gli agen­ti dipen­den­ti per real­iz­zare il piano di abbat­ti­men­to delle nutrie. Autor­iz­zazione val­i­da per i Comu­ni di Fiesse, Gam­bara, Got­tolen­go, Calvisano, Ghe­di, Isorel­la, Visano, Remedel­lo, Acquafred­da e Carpenedo­lo. Ma gli ambi­en­tal­isti con­tes­tano il piano stes­so avval­en­dosi delle stesse fonti citate nei provved­i­men­ti region­ali e provin­ciali e cioè i pareri dell’Istituto nazionale per la fau­na sel­vat­i­ca. A questo riguar­do il dot­tor Ric­car­do Ercoli sot­to­lin­ea come sot­to il pro­fi­lo igien­i­co san­i­tario la nutria sia por­ta­tore sec­on­dario e occa­sion­ale di lep­tospirosi e quin­di di scar­so val­ore quale ser­ba­toio del­la malat­tia. Even­tu­ali dan­ni a barba­bi­etole, soia, non sono attribuibili alla nutria come è già sta­to sci­en­tifi­ca­mente dimostra­to. E para­dos­sale viene defini­to il peri­co­lo di disses­to idro­ge­o­logi­co. Per questi motivi ver­rà pro­pos­to il ricor­so che dovrebbe essere fir­ma­to dal­la Lac di . Va det­to che il Tar di Bres­cia ha già accolto favorevol­mente la richi­es­ta di sospen­si­va per l’abbattimento delle nutrie dell’ordinanza del sin­da­co di Mar­tig­nana Po. Il pro­nun­ci­a­men­to è sta­to deposi­ta­to il 14 luglio.

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