La Provincia autonoma di Trento ha varato un progetto di salvaguardia di questa specie a rischio, tipica del lago. I pesci potranno risalire il Sarca. A buon fine anche la riproduzione artificiale

Le «scale» salveranno la trota del Garda

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Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

La sal­va­guardia del­la tro­ta del Gar­da inizia dal­l’al­to lago. La Giun­ta del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to ha vara­to un pro­gram­ma per la sal­va­guardia di questo pesce che, insieme al , è tipi­co del Bena­co. Pro­gram­ma che sarà attua­to in col­lab­o­razione con le province di Verona e Bres­cia. Le trote del più grande lago ital­iano da qualche decen­nio a ques­ta parte han­no avu­to vita dif­fi­cile. Lun­go il fiume Sar­ca, l’im­mis­sario del Gar­da, che scorre in ter­ra trenti­na, soprat­tut­to nel bas­so cor­so, sono state costru­ite bar­riere arti­fi­ciali impos­si­bili da super­are per le trote super­sti­ti. L’in­quina­men­to, la pres­sione sem­pre più inva­si­va delle attiv­ità legate all’industria del tur­is­mo e la pesca han­no fat­to il resto. Ora si è deciso di cor­rere ai ripari. I tren­ti­ni han­no per­tan­to mes­so a pun­to un prog­et­to di ripristi­no ambi­en­tale nel­l’area del Bas­so Sar­ca e del­l’Al­to Gar­da speci­fi­co per la tro­ta lacus­tre. Lo stu­dio di fat­tibil­ità si è con­clu­so nel 2001. A ques­ta pri­ma fase ora seguirà un lavoro più appro­fon­di­to, che ha come scopo lo svilup­po sosteni­bile e il man­ten­i­men­to del­la bio­di­ver­sità degli ambi­en­ti acquati­ci nat­u­rali. Per questo la Provin­cia di Tren­to ha avvi­a­to una serie di con­sul­tazioni che oltre a coin­vol­gere i Comu­ni di Riva del Gar­da, Nago-Tor­bole e Arco, riguar­da pure le province di Verona e Bres­cia. Sarà avvi­a­to per­tan­to un pro­gram­ma inter­provin­ciale di ripro­duzione e ripopo­la­men­to del­la tro­ta del Gar­da. Nel frat­tem­po il servizio Opere idrauliche del­la Provin­cia di Tren­to ha mod­i­fi­ca­to i prin­ci­pali sbar­ra­men­ti sul Sar­ca, in prossim­ità di Arco, cre­an­do delle «scale» di risali­ta per le trote ed è anda­to a buon fine anche il pri­mo esper­i­men­to di ripro­duzione arti­fi­ciale del­la tro­ta lacus­tre, mes­so a pun­to dal­l’As­so­ci­azione pesca­tori bas­so Sar­ca e dal­l’Is­ti­tu­to Agrario di San Michele all’Adige, dal­la Provin­cia di Verona e da quel­la di Bres­cia. Infine l’an­no scor­so l’Enel, con la real­iz­zazione del­la «scala» di risali­ta itti­ca in prossim­ità del­la cen­trale idroelet­tri­ca di Tor­bole, ha con­clu­so il prog­et­to di ripristi­no fisi­co-bio­logi­co del cor­so del Bas­so Sarca.

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