Il vicesindaco Pietro Matteotti ha scritto alla Provincia affinché venga riconosciuto lo stato d'emergenza per Riva «Problema risolto entro il 31 agosto o la centrale dovrà chiudere»

Le schiume sul lago? Calamità naturale

16/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Le schi­ume che ormai da anni si for­mano nelle acque anti­s­tan­ti la cen­trale elet­tri­ca, infe­s­tando le coste del Gar­da trenti­no, rap­p­re­sen­tano una calamità nat­u­rale e ambi­en­tale. Il vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti ne è più che con­vin­to tan­to d’aver chiesto alla Provin­cia il riconosci­men­to di ques­ta eccezion­al­ità. Se “cer­ti­fi­ca­ta” la grav­ità del­la situ­azione, con­sen­tirebbe una notev­ole accel­er­azione nel­l’iter buro­crati­co per l’avvio dei lavori delle opere che con­sen­ti­ran­no l’ab­bat­ti­men­to delle schi­ume stesse e la con­tem­po­ranea sis­temazione del lun­go­la­go D’An­nun­zio. Solo così, è pos­si­bile pen­sare di com­pletare il tut­to entro il 31 agos­to, appe­na pochi giorni pri­ma che l’at­ten­zione del mon­do si riv­ol­ga al meet­ing dei min­istri europei.La let­tera è par­ti­ta nei giorni scor­si e di cer­to è già sulle scrivanie del Pres­i­dente del­la Giun­ta provin­ciale Loren­zo Del­lai, degli asses­sori provin­ciali Sil­vano Grisen­ti, Segio Muraro e Iva Berasi, oltre che degli ingeg­neri Raf­faele Decol, diri­gente del Servizio opere stradali, e Sefano Plotegheri, diri­gente del servizio pre­ven­zione calamità pub­bliche. La richi­es­ta è chiara: le schi­ume sono una calamità e occorre avviare le pro­ce­dure spe­ciali pre­viste in queste situ­azioni. L’im­per­a­ti­vo è altret­tan­to cristalli­no: fare in fret­ta. «Solo così — spie­ga Mat­teot­ti — pos­si­amo pen­sare di real­iz­zare il sis­tema sper­i­men­tale di abbat­ti­men­to delle schi­ume pri­ma di Pasqua, di met­tere in fun­zione quel­lo defin­i­ti­vo e com­pletare la sis­temazione del lun­go­la­go (con pro­ce­du­ra nor­male ndr) entro il 31 agos­to, pochi giorni pri­ma che arriv­i­no i min­istri europei». poi, in otto­bre, con tut­ta cal­ma, provved­er­e­mo al ripristi­no del­l’an­ti­ca limon­a­ia sul lun­go­la­go». Ma anche l’avvio del­la sper­i­men­tazione, che prevede la demolizione delle schi­ume con get­ti d’ac­qua a pres­sione, è sta­to al cen­tro di dis­cus­sioni tra Enel, cui com­pete la mes­sa in opera del sis­tema, e comune. Per i pri­mi “entro pri­mav­era” vol­e­va dire “fine pri­mav­era”, ma per l’am­min­is­trazione rivana quel ter­mine fis­sa­va la data a dieci giorni dal­la Pasqua. Ora l’ac­cor­do sem­bra essere sta­to rag­giun­to e si attende che la Provin­cia riconosca lo sta­to di calamità. Mer­coledì, intan­to, la con­feren­za dei servizi val­uterà l’ul­ti­ma mod­i­fi­ca al prog­et­to del­l’ar­chitet­to Lucio Dona­ti­ni che, in estrema sin­te­si, prevede un allunga­men­to ver­so sud di 50 metri del per­cor­so di lavag­gio delle schi­ume, por­tan­do­lo a 100 metri colpes­sivi, e alla sos­ti­tuzione del vas­cone cilin­dri­co dal diametro di 10 metri (in cui le schi­ume residue dove­vano essere con­vogli­ate) con quat­tro vasche più pic­cole dal diametro di tre metri ciscuna.E se l’Enel non rius­cisse a sper­i­menta­re pri­ma e com­pletare poi il sis­tema anti­s­chi­ume entro la data del 31 agos­to? «Chieder­e­mo la chiusura del­la cen­trale del Ponale» taglia cor­to Mat­teot­ti.

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