Dove il lago sprofonda, riempimenti sempre a rischio

Le sfòndrie difficili da domare

04/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

L’al­tro ieri, mer­coledì, ver­so le 14,30 un’im­pre­cisa­ta, ma cer­to notev­ole, quan­tità di sas­si scar­i­cati a nord del­la casa Rossa, dove il lun­go­la­go si restringe ed il Gar­da spro­fon­da subito, s’è inabis­sa­ta provo­can­do un’on­da di notevoli dimen­sioni, alta almeno un metro, che ha col­pi­to tut­to il litorale dal por­to di piaz­za Cate­na a pun­ta Lido. Tec­ni­ca­mente si trat­ta di un «sifone». Il mate­ri­ale, man a mano che viene ammas­sato, preme e pesa su quel­lo sot­tostante. Sul fon­dale incli­na­to c’è uno stra­to di limo scivoloso. Ad un cer­to pun­to, sen­za preavvi­so, la pres­sione vince e la mon­tagna di sas­si si inabis­sa, di colpo. Niente di par­ti­co­lare, affer­ma l’asses­sore Mat­teot­ti, un even­to che si pote­va tran­quil­la­mente met­tere in pre­ven­ti­vo. Lo scari­co con­tin­ua, con le iden­tiche modal­ità, e con la certez­za che il fon­dale rip­uli­to del fan­go offrirà una mag­giore resisten­za. A riem­pi­men­to fini­to occor­rerà ver­i­fi­care con i som­moz­za­tori la sta­bil­ità del­lo zoc­co­lo sas­soso cre­ato arti­fi­cial­mente, in maniera da ess­er cer­ti che non finis­ca, fra qualche mese o qualche anno, per spro­fon­dare il nuo­vo lun­go­la­go tut­t’in­tero, con pan­chine, alberi e vialet­ti (e mag­a­ri even­tu­ali pas­san­ti). Mario Mat­teot­ti, rivano doc e cus­tode di mem­o­rie patrie, è fra quel­li che condis­cono l’op­er­azione lun­go­la­go con un pizzi­co di sano scetti­cis­mo. Le «sfòn­drie» — luoghi dove il lago s’in­abis­sa a pre­cip­izio vici­no alla riva- sono fre­quen­ti dal­la Casa rossa alla Roc­ca. La parte più ester­na del molo del­la Fraglia è sta­ta inghiot­ti­ta in una notte e l’han­no dovu­to ricostru­ire con un nuo­vo riem­pi­men­to di sas­si. Vici­no allo sboc­co del­l’Adi­ge Gar­da, in tem­pi ancor più remoti, ha cedu­to il ter­reno e s’è inabis­sato un camion: ci furono due mor­ti. Ed anche alla Casa Rossa, durante i lavori del pri­mo lun­go­la­go, per un ced­i­men­to del fon­do, un moto­car­ro finì inghiot­ti­to dal lago: anche in quel caso il guida­tore ci rim­ise la vita. Seg­nali tut­ti che fan­no dubitare del­l’­ef­fi­ca­cia dei riem­pi­men­ti. Il lago è tra­di­tore, anche sul­la sponda.