E la Confcommercio prende posizione anche a favore di Malcesine

Le sorti dell’ospedale davanti ai giudici per la quarta volta

25/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

È tor­na­ta nuo­va­mente nelle mani del Tar la soprav­viven­za dell’ospedale capri­nese. Domani infat­ti il tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale veneziano è chiam­a­to a pro­nun­cia­r­si in mer­i­to al ricor­so, pre­sen­ta­to dal Comune sia con­tro la delib­era assun­ta dal­la Giun­ta regionale nel novem­bre scor­so (la 3223), che con­tro il piano attua­ti­vo pro­pos­to a dicem­bre 2002 dall’allora diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 di Bus­solen­go, Fil­ip­po Marel­li. Provved­i­men­ti che di fat­to declas­sano la strut­tura capri­nese da ospedale a un non meglio defini­to cen­tro san­i­tario polifun­zionale. Momen­to e deci­sione quan­to mai atte­sa quel­la di domani, anche se non è com­pi­to del tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo entrare nel mer­i­to del prob­le­ma, ma soltan­to provvedere a una sospen­si­va oppure rin­viare il tut­to a una suc­ces­si­va sen­ten­za. «Atten­di­amo con seren­ità il verdet­to», fa pre­sente il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di, spal­leg­gia­ta nel­la battaglia in dife­sa dell’ospedale dall’assessore comu­nale Anto­nio Gas­pari. «Tran­quil­lità data dal fat­to che alle spalle abbi­amo ben due prece­den­ti sen­ten­ze favorevoli», pun­tu­al­iz­za il sin­da­co, «quel­la appun­to del Tar veneziano del 2000 che ave­va uni­fi­ca­to i prece­den­ti nos­tri ricor­si, nonché quel­la del Con­siglio di Sta­to del 2002». Entram­bi i dis­pos­i­tivi ave­vano accolto l’impostazione sec­on­do la quale la strut­tura di Capri­no va vista in dero­ga alle lim­i­tazioni del­la legge regionale in «quan­to area mon­tana con vas­to baci­no d’utenza aggra­va­to da dif­fi­coltà via­bilis­tiche e sovrac­cari­co di pre­sen­ze par­ti­co­lar­mente durante la sta­gione tur­is­ti­ca». «Queste ragioni le invochi­amo da sem­pre e oggi», pun­tu­al­iz­za Anto­nio Gas­pari, «acqui­sis­cono mag­giore peso di fronte al sem­pre più squili­bra­to rap­por­to pub­bli­co-pri­va­to, per­centu­ali che non han­no eguali non solo nel Vene­to ma in tut­ta Italia, con posti let­to per acu­ti che non super­a­no l’1,9 per mille abi­tan­ti nel pub­bli­co con­tro il 3,1 del pri­va­to». Capri­no con questo quar­to ricor­so diven­ta di fat­to nave capofi­la del­la flot­ta dei Comu­ni che han­no pre­sen­ta­to oppo­sizione alla «chiusura ingius­ti­fi­ca­ta» dei rispet­tivi ospedali. «Una san­ità, quel­la dis­eg­na­ta negli ulti­mi anni da Venezia, orga­niz­za­ta tut­ta in fun­zione del­la cit­tà e dei Comu­ni che grav­i­tano nel­la cin­tu­ra urbana», sot­to­lin­ea il sin­da­co Girar­di, «las­cian­do scop­erte le zone per­iferiche. Pro­prio da questo quadro prende vita la serie di ricor­si sul­la fal­sari­ga del nos­tro pri­mo inter­ven­to, a fronte di un gov­er­no regionale che non ha mai gius­ti­fi­ca­to il per­ché del­la volon­tà di chi­ud­ere l’ospedale del -Gar­da». E se per la con­ser­vazione dell’ospedale è battaglia aper­ta, seg­nali più dis­ten­sivi arrivano per quan­to riguar­da il miglio­ra­men­to dei servizi diurni. «Con l’avvento del nuo­vo diret­tore gen­erale Rena­to Pic­coli», ammette il sin­da­co, «ci sem­bra di avere colto una mag­giore sen­si­bil­ità nell’ascoltare le nos­tre richi­este ». Intan­to anche i diri­gen­ti del com­pren­so­rio Gar­da Bal­do di Con­f­com­mer­cio sono sce­si in cam­po a favore dell’ospedale, invian­do a tut­ti i ref­er­en­ti politi­ci scaligeri impeg­nati local­mente, a Venezia e a Roma un doc­u­men­to a sosteg­no anche di Mal­ce­sine. «L’eventuale can­cel­lazione dei due cen­tri», scrive il pres­i­dente Fer­nan­do Moran­do, «com­porterebbe gravi riper­cus­sioni sul tes­su­to sociale ed eco­nom­i­co di una vas­ta area. Il dan­no sarebbe sociale ed eco­nom­i­co, vis­to che agli ospi­ti stranieri e non solo che affol­lano il Gar­da ver­rebbe a man­care un servizio essen­ziale. Anco­ra una vol­ta, si fa di tut­to per penal­iz­zare il tur­is­mo».

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