In dirittura d'arrivo la mostra dell'artista veneziana

Le stagionidi Cavaggioniin mostrasugli arazzi

20/03/2008 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
G.B.

Chi­ude questo fine set­ti­mana «Di certe sta­gioni»: per­son­ale di Lil­li­na Cav­ag­gioni, pit­trice veneziana ma veronese d’adozione. L’antologica, orga­niz­za­ta e patro­ci­na­ta dal Comune, pro­pone qua­si cen­to opere dell’artista diplo­matasi nel­la sua cit­tà al Cor­so supe­ri­ore di Indus­tri­al Design. Una for­mazione che ha in qualche modo seg­na­to tut­to il per­cor­so cre­ati­vo del­la Cav­ag­gioni inizia­to con la creazione e real­iz­zazione di tes­su­ti uni­ci per l’arredamento e la tec­ni­ca del­la stam­pa a mano.E pro­prio il tes­su­to, diver­so per ognuna delle sta­gioni del­la vita, e la pit­tura su tes­su­to riman­gono come filo con­dut­tore delle sue opere: una pro­duzione sicu­ra­mente val­oriz­za­ta dal cura­to alles­ti­men­to sot­to le volte del­la Sala Radet­zky di Peschiera (orario: ven­erdì 16–19, saba­to e domeni­ca 11–12.30/15–19).Ecco allo­ra l’occasione per conoscere gli “Arazzi” degli anni Ottan­ta, stampe su tes­su­to non di serie, che sono qua­si una sor­ta di impronta fon­da­men­tale del suo lavoro: per l’u­so dei mate­ri­ali, la tec­ni­ca del ritaglio per scom­porre e ricom­porre geome­trie sin­u­ose rega­lan­do loro un inaspet­ta­to movi­men­to. Ci sono poi i «Muri», con l’idea del ritaglio che si spos­ta su super­fi­ci doc­u­men­tate come se fos­sero state trovate già fat­te, e le «Ombre»: mate­ri­ali tes­sili e sin­teti­ci che inter­agis­cono con la luce.E anco­ra le «Stele», i «Fram­men­ti di sed­i­ment», recu­perati dal tavo­lo di lavoro del­la pittrice.

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