Le Tavine viste da Tullio Ferro

09/02/2010 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Gabriella Poli

Dette Tavine o Aiguane, sono le ninfe del lago, le sig­nore delle acque, le sirene che han­no il potere di incantare pesca­tori e nav­i­gan­ti, di ispi­rare poeti e can­tori. Molti ne han­no immag­i­na­to l’aspetto e un artista eclet­ti­co, garde­sano  doc, quale Tul­lio Fer­ro le ha rap­p­re­sen­tate uti­liz­zan­do mate­ri­ali di prove­nien­za lacus­tre: pic­coli tronchi, ram­et­ti, cortec­ce, por­tati dalle acque che, oppor­tu­na­mente dip­in­ti e dec­o­rati, diven­tano nelle sue mani mer­av­igliose ninfe, streghette suaden­ti dal potere sedut­ti­vo che riem­pi­ono gli occhi di chi le guar­da di col­ori  bril­lan­ti e la mente di sog­ni fan­tas­ti­ci.   Sono gli stes­si mate­ri­ali e le stesse magiche atmos­fere can­tate da Bon­gian­ni Grat­taro­lo nel­la sua His­to­ria del­la Riv­iera di Salò (1599). Nel­la sua opera — ricor­da Fer­ro — Grat­taro­lo scrive: “Dopo questo gol­fo a piè d’una col­li­na, che fa gio­condis­si­ma spagliera dirimpet­to alla ter­ra, in una con­tra­da det­ta Tavine (…) sono alcu­ni antri benis­si­mo incro­sta­ti di tuffi (for­mazione cal­carea) che paiono lavo­rati ad arte, in varie fig­ure gen­er­ate dalle acque, che ci sor­gono e trapelano (…) han­no la forza di con­ver­tir in pietra le cose da loro lunga­mente bag­nate”.  Con­tin­ua il Grat­taro­lo:  “Io ci ho trova­to non pur diverse foglie di alberi, can­nuc­cie, ramus­cel­li et herbe, ma gomi­toli ancor di reffe trasfor­mati in duris­si­ma pietra. In questi antri ho già sen­ti­to dir alcu­ni vec­chi, fin quand’io era fan­ci­ul­lo, sol­e­vano alber­gar alcune Ninfe, che si dice­vano Aiguane (cioè figlie dell’acqua, sec­on­do una leggen­da dif­fusa tra i pesca­tori, era­no esseri miti­ci con sem­bianze umane, al pari delle sirene, sen­za però la coda e con le dita delle mani con­giunte da una mem­brana). E anco­ra “Queste Aiguane can­ta­vano non meno dol­cemente addor­men­tan­do i pesca­tori e i passeg­geri ci facessero le Sirene di Home­ro”. Sul Gar­da queste Ninfe era­no dette Aguane, Anguane, Acquane, da acqua. La Nin­fa era anche det­ta Sig­no­ra delle Acque sor­give, in gra­do di creare nuove sor­gen­ti o di far­le inaridire.