A migliaia i visitatori del sito archeologico di fama mondiale Catullo, Grotte di successo

Le vestigia della villa romana risalgono al 1° secolo a.C.

08/01/2003 in Storia
A Affi
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Di Luca Delpozzo
Sandro Albertini

Le ogni anno accol­go­no migli­a­ia di tur­isti e cos­ti­tu­is­cono con la Roc­ca Scalig­era, la chiesa di S. Maria Mag­giore e quel­la di S. Pietro in Mavi­no un polo cul­tur­ale di pri­ma grandez­za nell’ambito del pat­ri­mo­nio stori­co, artis­ti­co e architet­ton­i­co del Gar­da. È ris­a­puto che le grotte cos­ti­tu­is­cono le ves­ti­gia di una vil­la romana, la più vas­ta dell’Italia set­ten­tri­onale, eretta fra il pri­mo sec­o­lo a.C. e il pri­mo d.C. prob­a­bil­mente appartenu­ta alla ric­ca e potente famiglia veronese dei Valeri Cat­ul­li, par­en­ti del som­mo poeta lati­no Cat­ul­lo, mor­to in gio­vane età, ma già famo­sis­si­mo a Roma. La cadu­ta dell’Impero provocò anche l’abbandono di ques­ta grande vil­la che, nei sec­oli suc­ces­sivi, subì pesan­ti dan­ni da parte degli agen­ti atmos­feri­ci, tan­to da essere let­teral­mente som­m­er­sa dal­la veg­e­tazione, men­tre le mura crol­larono orig­i­nan­do delle vere e pro­prie grotte. Nel XV sec­o­lo, quan­do ci fu la riva­l­u­tazione del mon­do clas­si­co in tutte le sue espres­sioni, anche questo sito venne pre­so in con­sid­er­azione, ma venne «etichet­ta­to» non come rov­ina romana ben­sì come Grotte di Cat­ul­lo. Il nome rimase anche nei sec­oli suc­ces­sivi e, ancor oggi, impro­pri­a­mente la denom­i­nazione rimane. Sap­pi­amo che Sirmione non è conosci­u­ta solo come impor­tante luo­go tur­is­ti­co ma anche come famoso cen­tro ter­male: d’altro can­to, già lo era al tem­po dei romani, con una esten­sione di ben 800 metri qua­drati e vari ambi­en­ti. Purtrop­po, il degra­do del­la vil­la ha intac­ca­to anche questo set­tore e oggi è dif­fi­cile ricostru­ire l’esatta fun­zione che ebbero questi ambi­en­ti. La zona meglio con­ser­va­ta è quel­la det­ta del­la «pisci­na», un grande vano ret­tan­go­lare che ospi­ta­va una vas­ca. Il pavi­men­to era rialza­to, sostenu­to da pilas­tri­ni e si trova­va sopra gli archi pre­sen­ti lun­go le pareti. Alle spalle del­la pisci­na si trova­va un ambi­ente dove veni­va acce­so il fuo­co (prae­furni­um). L’aria cal­da entra­va in un con­dot­to, o meglio in una inter­ca­pe­dine che cir­con­da­va intera­mente la pisci­na.

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