Affollatissimo il concerto del cantante di Nuvolento a Manerba, nell’ambito del Festival «Garda & Canta». Poche parole e tanta musica: ritorno alle origini fra canzoni da amarcord e frasi dialettali

Leali, l’abbraccio dei tremila per Faustì

04/08/2002 in Spettacoli
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Di Luca Delpozzo
Manerba del Garda

Sono accor­si in più di trem­i­la al con­cer­to di Faus­to Leali, ven­erdì sera al Cam­po sporti­vo di Maner­ba del Gar­da. Ed è sta­to un grande abbrac­cio che il pub­bli­co, in gran parte bres­ciano, ha trib­u­ta­to al «suo» can­tante, a quel­la voce uni­ca che da più di quarant’anni (Leali ha inizia­to a cantare da ragazz­i­no) con­tin­ua ad emozionare. «Siete tan­ti — dice, scherzan­do, il can­tante di Nuv­o­len­to, sal­en­do sul pal­co sor­mon­ta­to da oltre cinquan­ta fari — e questo fa bene a me, alla mia psiche e anche a quel­li che han­no fat­to un po’ di incas­so». Poi subito, bres­ciana­mente, promette «poche parole e tante can­zoni», anche per­ché — aggiunge — «non sono un grande par­la­tore. È per quel­lo — scherza anco­ra — che non mi fan­no mai con­durre una trasmis­sione tele­vi­si­va, per­ché so mìa bù de par­là…». Faus­to nos­tro è così, leale come indi­ca il suo cog­nome, e al pub­bli­co piace per­ché è sem­pre rimas­to se stes­so. Una grande voce vesti­ta di ver­ità, quel­la ver­ità che si sente vibrare sul pal­co, fra una can­zone nuo­va e una ascolta­ta tante volte, in un con­cer­to estro­gena­to di deci­bel, com’è d’uso ai tem­pi nos­tri. Leali — che con evi­dente piacere recu­pera il suono del­la lin­gua madre — chiede al pub­bli­co di chia­mar­lo in coro: «Faustì!», e il pub­bli­co — trasver­salmente gen­er­azionale — mater­na­mente esegue, pen­san­do a lui, che las­ciò la casa a 14 anni per portare nel mon­do quel dono di Dio che è la sua incred­i­bile voce. Orgoglioso del nuo­vo album usci­to dopo San­re­mo («Sec­on­do me… io ti amo», che con­tiene la can­zone can­ta­ta con Luisa Cor­na «Ora che ho bisog­no di te»), Faus­to Leali ne pro­pone alcu­ni pezzi (chieden­do: «Bel­lo, no?»), anche se il pub­bli­co preferisce cantare con lui i brani scol­pi­ti nel­la sua sto­ria: «Amer­i­ca», «Malafem­me­na», «Deb­o­rah». Brani inten­si, come quel­la voce che graf­fia il cuore, ma dol­cemente, spri­gio­nan­do un’energia pri­mor­diale, sen­za medi­azioni. L’umidità del lago cala come una cap­pa sul cam­po sporti­vo ben attrez­za­to, ma il con­cer­to ha già pre­so il volo e il calore umano prevale sul fres­co del­la sera, men­tre le casse spara­no suoni che arrivano nelle asson­nate casette lacus­tri, fino a Moni­ga e oltre. Via ai duet­ti cele­bri, con la bion­da Ger­mana a sos­ti­tuire Oxa & c., un toc­co di nos­tal­gia («Un’ora fa»), due nuovi motivi e il sem­pre­verde «Angeli negri». Poi la can­zone di San­re­mo e «Io cam­min­erò», «Mi manchi» (sen­za indugia­r­ci tan­to) e «Pregherò». Pre­mi­azione a cura degli orga­niz­za­tori di «Gar­da & Can­ta» (l’agenzia It’s con il Comune di Maner­ba e la Pro Loco) poi, men­tre il Faus­to las­cia la cam­i­cia rossa per una bian­ca e si asci­u­ga il copioso sudore, spazio ai solisti del­la band, bat­tuta col bat­ter­ista Toni­no Maz­za, alto quan­to Leali («Dopo la Cor­na e la Oxa, tutte altissime, final­mente fac­cio bel­la figu­ra anch’io…!») e finale in crescen­do, con il pub­bli­co a cantare e a fare la «ola» su «Ti lascerò», «Io amo», «A chi», atte­sis­si­ma, recla­ma­ta (per quell’inizio da briv­i­do) e non a caso mes­sa per ulti­ma. Applausi a raf­fi­ca e bis («Ora che ho bisog­no di te» e «A chi»), per una ser­a­ta indi­men­ti­ca­bile per il pub­bli­co e anche, forse, per quel «Faustì» che anco­ra vive nel grande Leali. Che il 24 agos­to sarà ad Orz­in­uovi, con la Corna.

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