La proprietà dell’immobile è dell’Amministrazione provinciale di Cremona

L’edificio «Cremonese»

16/07/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il pres­i­dente dell’Amministrazione provin­ciale di Cre­mona, Giuseppe Tor­chio, d’accordo col diret­tore dell’Asl, Wal­ter Locatel­li, ha inizia­to le pro­ce­dure per vendere lo splen­di­do immo­bile sit­u­a­to sul lun­go­la­go di Mader­no, conosci­u­to come «il Cre­monese». La cifra si aggi­ra sui 13 mil­ioni di euro.Nel dopoguer­ra l’edificio, ex hotel Bris­tol, ospi­ta­va bam­bi­ni a ris­chio di infezioni pol­monari e figli di degen­ti nei sana­tori. Cir­ca 11mila metri cubi la vol­ume­tria com­p­lessi­va, di cui 8.800 il fab­bri­ca­to prin­ci­pale, su sei piani, con una grande ter­raz­za, e 2.000 mc., la vic­i­na palazz­i­na a due piani, la vil­let­ta del cus­tode, il bloc­co dei servizi, ecc. Area di 8.500 metri qua­drati, di cui 1.000 cop­er­ti e 7.500 il gia­rdi­no, con 160 piante (anche cedri del Libano e pini marem­mani). Fronte a lago di 120 metri lineari.NEL SETTEMBRE ’80 il Con­sorzio anti­tu­ber­co­lare, che ne era pro­pri­etario, donò il fab­bri­ca­to alla Ammin­is­trazione provin­ciale di Cre­mona, chieden­do di man­tenere la des­ti­nazione a scopi socio-san­i­tari. Dopo aver cer­ca­to (inutil­mente) di vender­lo, nel 2000 ci si ori­en­tò ver­so ques­ta soluzione: cedere l’edificio in comoda­to gra­tu­ito (per 99 anni) all’Ente ospedaliero di Sospiro che, nel­la local­ità a una dozzi­na di chilometri dal­la cit­tà del Tor­raz­zo, ospi­ta 750 anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti, dis­abili, per­sone sof­fer­en­ti di prob­le­mi psichi­ci. L’o­bi­et­ti­vo: trasfor­mare l’immobile di Mader­no in un cen­tro vacanze. Un’iniziativa guar­da­ta con favore, per­chè avrebbe avu­to riper­cus­sioni pos­i­tive sull’indotto.Approfittando del fat­to che il Piano rego­la­tore con­sen­ti­va aumen­ti di vol­ume­tria per cir­ca 3mila metri cubi, Sospiro ha incar­i­ca­to l’impresa Castel­li di Mor­beg­no di effet­tuare i lavori di ristrut­turazione (ulti­mati nel gen­naio 2005) per un impor­to di 5 mil­ioni di euro.Ora l’Amministrazione provin­ciale di Cre­mona ha deciso di tornare sui suoi pas­si e di vendere al miglior offer­ente. L’intenzione è di des­tinare una parte del rica­va­to a coprire i deb­iti e una parte a un fon­do socio-assistenziale.La super­fi­cie com­p­lessi­va di calpes­tio dell’edificio è di 3.660 mq., e le camere 35, per un totale di 70 posti let­to. Al piano ter­ra la sala con­gres­si, i locali di servizio e quel­lo per gli hob­by. Al pri­mo: recep­tion, bar, sala med­ica ed infer­me­ria. Negli altri piani (3°, 4°, 5°) le camere da let­to. Per com­pletare l’edificio e per sis­temare il par­co ester­no occor­rono altri 3 o 4 mil­ioni di euro.«Per ques­ta strut­tura — spie­ga il sin­da­co Righet­ti­ni — il piano rego­la­tore prevede già una clas­si­fi­cazione alberghiera. Di con­seguen­za non c’è bisog­no di alcun cam­bio di des­ti­nazione. Noi ci auguri­amo che riapra in fret­ta, e torni a chia­mar­si hotel Bris­tol, come in pas­sato. Esiste la pos­si­bil­ità di un aumen­to di vol­ume­tria».