Borghesi: con ABeM solo confusione. Ora l’unica strada è l’accordo con i veronesi perché Brescia gestisca il suo aeroporto

Lega: «Il D’Annunzio deve parlare bresciano»  

20/10/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo

n«Il tema del­lo svilup­po dell’aeroporto di Mon­tichiari è cru­ciale per l’intera econo­mia bres­ciana e per questo moti­vo la Lega Nord si è sem­pre bat­tuta e con­tin­uerà a bat­ter­si per otten­erne il rilan­cio e la ges­tione in casa bres­ciana». Così il seg­re­tario del­la Lega Ste­fano Borgh­e­si a mar­gine del diret­ti­vo riu­ni­to per dis­cutere pro­prio del­lo sca­lo bresciano.«Per la com­pli­ca­ta situ­azione attuale — pros­egue Borgh­e­si — dob­bi­amo “ringraziare” il cen­trosin­is­tra: oggi sbrai­ta, ma come mai quan­do i verone­si assun­sero la mag­gio­ran­za delle quote del­la D’Annunzio, il cen­trosin­is­tra, allo­ra alla gui­da del Bro­let­to, ha aval­la­to l’operazione? Poi ci sono sta­ti dieci anni di ges­tione del­la spa D’Annunzio con sogget­ti nom­i­nati da Cam­era di com­mer­cio e cen­trosin­is­tra. Con­tem­po­ranea­mente Bres­cia era ammin­is­tra­ta da Corsi­ni. In questo las­so di tem­po non solo l’aeroporto non si è svilup­pa­to e l’egemonia veronese non è sta­ta argina­ta, ma nes­suno di questi sogget­ti ha det­to nul­la. Ora invece, dopo aver causato il dan­no, si riem­pi­ono la boc­ca di parole come “tutela del­la bres­cian­ità” e “autono­mia di ges­tione”. E, come se questo non bas­tasse, dicono di vol­er per­cor­rere la stra­da del­la scis­sione tra le con­ces­sioni di Bres­cia e Verona, fin­gen­do di vol­er far ottenere la con­ces­sione ad una spa bres­ciana, sapen­do che è soluzione non più per­cor­ri­bile per­ché il gov­er­no Pro­di, pri­ma di andarsene, ha rin­no­va­to la con­ces­sione ai veronesi».E con­tin­ua: «A tut­to ciò aggiun­giamo poi l’ulteriore con­fu­sione cre­a­ta con l’avvento di ABeM. Se da un lato le va riconosci­u­to il mer­i­to di avere soll­e­va­to la ques­tione del­la tito­lar­ità del­la con­ces­sione, dall’altro non si capisce con quale cred­i­bil­ità un sogget­to non in pos­ses­so dei req­ui­si­ti nec­es­sari pos­sa ambire ad ottenere la con­ces­sione e soprat­tut­to non si capisce quale van­tag­gio otter­reb­bero i bres­ciani da un ricor­so che, qualo­ra vin­to, porterebbe ad un even­tuale ban­do di gara europeo e, se per­so, avrebbe solo fat­to perdere tem­po prezioso».«Chiarite di chi sono le respon­s­abil­ità — con­clude Borgh­e­si — la Lega Nord pro­pone di per­cor­rere l’unica stra­da pos­si­bile: tentare un accor­do con i verone­si con l’obiettivo chiaro che Bres­cia gestis­ca il suo aero­por­to. Le for­mule pos­sono essere diverse e com­bi­nate tra loro: aumen­to delle quote di Bres­cia all’interno del­la Cat­ul­lo, creazione di una hold­ing alla quale fac­ciano capo soci­età oper­a­tive per la ges­tione dei due scali con garanzia di un’autonoma ges­tione bres­ciana dell’aeroporto, pat­ti paraso­ciali che tutelino gli inter­es­si bres­ciani, rotazione del­la pres­i­den­za etc. L’importante è avere chiaro l’obiettivo: svilup­pare l’aeroporto di Mon­tichiari attra­ver­so una ges­tione diret­ta da parte dei bres­ciani, in quan­to solo i bres­ciani deb­bano decidere sul futuro del loro aero­por­to».