Nel tendone alla Spiaggia d’oro l’incontro con il sacerdote impegnato contro la droga

Legalità e giustizia: don Ciotti racconta la società che cambia

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Elisa Rocca

«Legal­ità, gius­tizia, pace: espe­rien­ze e per­cor­si per una soci­età rin­no­va­ta»: questo il tema del­l’in­con­tro con don Lui­gi Ciot­ti orga­niz­za­to dal­l’asses­so­ra­to ai di Desen­zano domani 7 mag­gio alle ore 20.30 nel­la ten­sostrut­tura del­la Spi­ag­gia d’oro, in viale Mot­ta. Se per l’asses­sore Licia Leoni è impor­tante «man­tenere alta la vig­i­lan­za per­ché sia sem­pre vivo l’in­ter­esse per i gran­di val­ori», l’es­pe­rien­za di vita di don Ciot­ti è un esem­pio con­cre­to di come l’im­peg­no sociale pos­sa e deb­ba essere vis­su­to. E’ ques­ta un’ul­te­ri­ore tap­pa del cam­mi­no che la nuo­va ammin­is­trazione ha intrapre­so sin dal suo inse­di­a­men­to schieran­dosi aper­ta­mente con­tro la guer­ra, sia con l’ade­sione al Coor­di­na­men­to nazionale degli Enti locali per la Pace, pros­e­gui­to con l’in­con­tro pub­bli­co con padre Zan­otel­li e con la man­i­fes­tazione per Emer­gency. Durante tutte queste inizia­tive è sta­ta con grande sod­dis­fazione con­stata­ta l’enorme vari­età del­la soci­età civile desen­zanese: una comu­nità cos­ti­tui­ta da com­mer­cianti e impren­di­tori, ma anche da molte per­sone, capaci di lavo­rare a sosteg­no dei gran­di temi sociali. A questo pun­to la neces­sità da parte del­l’Am­min­is­trazione comu­nale si è riv­e­la­ta quel­la di dare un impul­so al silen­zioso movi­men­to di coscien­ze già vivis­si­mo tra i cit­ta­di­ni. L’im­peg­no sociale di don Ciot­ti spazia in vari ambiti: pri­ma di diventare un prete agisce nel movi­men­to che dal 1966 sarà chiam­a­to «Grup­po Abele» e che tut­to­ra opera all’in­ter­no delle carceri mino­rili e aiu­ta le vit­time del­la dro­ga. Nel 1982 lavo­ra per la cos­ti­tuzione del Coor­di­na­men­to nazionale delle comu­nità d’ac­coglien­za men­tre nel 1986 diven­ta il pri­mo pres­i­dente del­la Lega Ital­iana per la lot­ta con­tro l’Aids, nel mar­zo ’95 nasce invece «Lib­era — Asso­ci­azioni, nomi e numeri con­tro le mafie» e il men­sile «Nar­co­mafie». I pen­sieri che ispi­ra­no la sua opera sono rias­sun­ti nelle sue due frasi fon­da­men­tali: «Per­sone e non prob­le­mi» e «resti­tuire l’uo­mo all’uo­mo». La sua è essen­zial­mente una rif­les­sione ped­a­gog­i­ca. L’im­peg­no mag­giore di don Ciot­ti è riv­olto infat­ti a cos­ti­tuire fig­ure pro­fes­sion­ali capaci di dis­tinguer­si dal­la gen­erosità del volon­tari­a­to. Val­ore car­dine di ques­ta prat­i­ca di vita è la respon­s­abil­ità, da con­trap­porre al con­cet­to di onnipoten­za: «Assumere una respon­s­abil­ità vuol dire sapere che vi è un ris­chio con­tin­uo di essere accusati di ciò che è esat­ta­mente l’op­pos­to per cui si opera. Esiste inoltre il ris­chio con­tin­uo di essere usato. E’ un ris­chio che fa parte del­l’at­tiv­ità educa­ti­va». Un ris­chio che diven­ta anche peri­co­lo per la pro­pria inco­lu­mità quan­do si denun­cia il nar­co­traf­fi­co e ci si bat­te per con­trastare il potere mafioso. Sec­on­do l’asses­sore Leoni, «l’es­pe­rien­za di don Ciot­ti — che nel 1998 è sta­to insigni­to del­la lau­rea hon­oris causa in Scien­ze del­l’E­d­u­cazione dal­l’ di Bologna — dec­li­na bene l’im­peg­no in tut­ti i set­tori del­la soci­età in cui questi val­ori chiedono di essere vis­su­ti». Durante la ser­a­ta saran­no inoltre rac­colte firme a sosteg­no del­la pro­pos­ta di legge di inizia­ti­va popo­lare per l’in­tro­duzione del­l’in­seg­na­men­to dell’educazione ai dirit­ti umani nelle scuole sec­on­darie di pri­mo e sec­on­do gra­do.

Parole chiave: -