La proposta dell’ente guidato da Aventino Frau al convegno sulla sicurezza promosso dal capogruppo di maggioranza. Brighenti: «In distribuzione un opuscolo per limitare gli incidenti» Ceresa: «Non si attenda una nuova norma, si facciano le ordinanze»

Legge sulla navigazione del Garda La Comunità: «È obsoleta, si cambi»

17/07/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

 «La legge inter­re­gionale sul­la del lago di Gar­da va mod­i­fi­ca­ta e inte­gra­ta. È ormai obso­le­ta, non risponde più alle esi­gen­ze di sicurez­za e non è al pas­so con le inno­vazioni tec­no­logiche che si sono ver­ifi­cate, in questi anni, sul più grande baci­no di acque interne ital­iano». A sostenere ques­ta tesi sono i ver­ti­ci del­la nel cor­so di un con­veg­no sul­la sicurez­za del­la nav­igazione, orga­niz­za­to in col­lab­o­razione con l’amministrazione comu­nale di Tor­ri pro­mosso dal capogrup­po del­la mag­gio­ran­za e del­e­ga­to alla Sicurez­za Alessan­dro Brighen­ti. Un incon­tro affol­la­to al quale era­no pre­sen­ti, tra gli altri, diver­si sin­daci, rap­p­re­sen­tan­ti delle forze dell’ordine, dei vig­ili del fuo­co, del­la e dei subacquei.«Tra pochi giorni», antic­i­pa Brighen­ti, «gra­zie alla col­lab­o­razione con la Comu­nità del Gar­da, dis­tribuire­mo opus­coli infor­ma­tivi in tre lingue sul­la sicurez­za del­la nav­igazione. L’obiettivo è aumentare la pre­ven­zione per lim­itare gli inci­den­ti e, soprat­tut­to, far sì che chi si tro­va al tim­o­ne di una imbar­cazione, sia esper­to che neo­fi­ta, pos­sa appli­care le più ele­men­tari norme di buon sen­so. Già questo, di per sè, lim­iterebbe di molto i problemi».A fare il pun­to sul­la dis­ci­plina vigente ci pen­sa il seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità del Gar­da, Pier­lu­cio Cere­sa. La nor­ma­ti­va, ana­grafi­ca­mente, non sarebbe molto data­ta: è in vig­ore dal 1 gen­naio 2002. Però «è sta­ta con­cepi­ta molti anni pri­ma, nel 1984. Poi è sta­ta approva­ta dal­la Regione Vene­to nel 1989, nel 1994 è sta­ta recepi­ta dal­la Lom­bar­dia e infine, nel 2001, dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to», spiega.Insomma, sono pas­sati 26 anni durante i quali «il Gar­da è pro­fon­da­mente muta­to e i lim­i­ti, i rego­la­men­ti e le novità, in buona parte dei casi, non sono più attuali e fun­zion­ali alla situ­azione odier­na», sosten­gono Cere­sa e il pres­i­dente del­la Comu­nità, Aventi­no Frau.E via con gli esem­pi: «Anni fa», illus­tra­no, «non c’erano i kite- surf che oggi, nell’alto Gar­da, pos­sono cos­ti­tuire un serio peri­co­lo per i bag­nan­ti o per le imbar­cazioni, se non adeguata­mente con­trol­lati e lim­i­tati entro cer­ti apposi­ti spazi». E anco­ra: «L’assenza di pos­si­bil­ità di con­trol­lare la veloc­ità delle imbar­cazioni, la man­can­za di con­trol­lo di chi è al tim­o­ne in sta­to di ebbrez­za o sot­to l’effetto di stu­pe­facen­ti, nonché di una nor­ma che regoli veloc­ità e com­por­ta­men­ti delle barche in base alle con­dizioni meteo e al moto ondoso sono lim­i­ti del­la attuale legge inter­re­gionale che van­no superati».L’avvocato Vir­gilio Frau, che col­lab­o­ra con l’Ente di Gar­done, spie­ga come la Comu­nità del Gar­da «stia redi­gen­do una inte­grazione alla legge che per il suo essere di natu­ra inter­re­gionale è dif­fi­cil­mente mod­i­fi­ca­bile in tem­pi bre­vi per­chè dovrebbe essere adot­ta­ta dai due con­sigli region­ali, quel­li di Vene­to e Lom­bar­dia, e dal Con­siglio Provin­ciale di Trento».La pro­pos­ta è quin­di quel­la di «agire attra­ver­so ordi­nanze region­ali, uno stru­men­to più flessibile e imme­di­a­to, ido­neo a rac­cogliere rap­i­da­mente le nec­es­sarie inte­grazioni che la Comu­nità del Gar­da pro­por­rà a breve, sia alla Lom­bar­dia che al Vene­to, che alla Provin­cia di Tren­to». Questo approc­cio eviterebbe di dover atten­dere altri 10 anni per la redazione e l’attivazione di una nuo­va legge: molto meglio, quin­di, dis­cutere di emen­da­men­ti da appli­care subito con iden­tiche ordi­nanze da parte degli uffi­ci region­ali