Domenica, in località Prabi, nei pressi della chiesa di Sant’Apollinare ad Arco.

Legionari Cecosolvacchi. Solenne cerimonia al monumento

19/09/2013 in Storia
Parole chiave:
Di Redazione

Il mar­tirio di Antonin Jezek, Josef Jiri Slegl, Vaclav Svo­bo­da e Fran­tisek Karel Novacek – che per aver com­bat­tuto gli aus­troun­gari­ci a fian­co del­l’e­serci­to ital­iano furono con­siderati dis­er­tori – è ricorda­to con una solenne cer­i­mo­nia uffi­ciale che si svolge al mon­u­men­to loro ded­i­ca­to, in local­ità Pra­bi, nei pres­si del­la chiesa di Sant’Apollinare.

Si svolge domeni­ca 22 set­tem­bre con l’ec­cezionale parte­ci­pazione – nei ven­t’an­ni del­la cel­e­brazione – del­l’ambas­ci­a­tore Petr Buri­anek, accom­pa­g­na­to da una fol­ta del­egazione del­l’As­so­ci­azione Legionari Cecoslo­vac­chi di Pra­ga (del­la quale saran­no ad Arco 40 mem­bri), e da una del­egazione del Min­is­tero del­la Dife­sa (gui­da­ta dal colon­nel­lo Milan Bachan), la com­mem­o­razione del sac­ri­fi­cio dei quat­tro gio­vani legionari cecoslo­vac­chi gius­tiziati il 22 set­tem­bre 1918 a Pra­bi. Per l’oc­ca­sione la cer­i­mo­nia al mon­u­men­to al Grez ricorderà anche Alois Storch, il legionario cecoslo­vac­co ucciso a Riva del Gar­da.

Il ritro­vo alla chiesa di San­t’Apol­linare è in pro­gram­ma alle ore 10.45; alle 11 la Mes­sa nel par­co dei Cadu­ti, con la parte­ci­pazione del Coro Cas­tel del­la sezione Sat di Arco; quin­di le ono­ranze ai Cadu­ti e salu­to delle autorità.

La cer­i­mo­nia – orga­niz­za­ta dal Comune di Arco e dal Grup­po Alpi­ni Arco – si svolge dal 1993, quin­di da ven­t’an­ni esat­ti. Per l’oc­ca­sione sarà pre­sente anche il colon­nel­lo Josef Mrnous, che nel 1993, in qual­ità di Addet­to Mil­itare ed Aero­nau­ti­co del­l’Am­bas­ci­a­ta ceca a Roma, ave­va pre­sen­zi­a­to come rap­p­re­sen­tante del Gov­er­no ceco. L’or­ga­niz­zazione del­l’even­to era sta­ta allo­ra a cura di Sil­vi­no Miorel­li, Alpino e dipen­dente comu­nale, gra­zie al quale la man­i­fes­tazione è nata e si è con­sol­i­da­ta, arrivan­do oggi ad essere pro­fon­da­mente sen­ti­ta da entrambe le comu­nità, arcense e ceca. Oggi sia il colon­nel­lo Josef Mrnous, sia Sil­vi­no Miorel­li sono in pen­sione.

Da seg­nalare che il Coro Cas­tel, che accom­pa­g­n­erà i momen­ti salien­ti del­la cer­i­mo­nia, è reduce da un viag­gio a Pra­ga che s’è svolto nel­la scor­sa fine set­ti­mana, per un incon­tro uffi­ciale pro­prio con l’As­so­ci­azione Legionari Cecoslo­vac­chi. Il Coro Cas­tel nel cor­so del­la sua per­ma­nen­za a Pra­ga ha vis­i­ta­to il cimitero di Olsany, dove sono sta­ti sepolti i resti dei mor­ti ricor­dati dal mon­u­men­to di Pra­bi, oltre ad Alois Storch, il gio­vane solda­to ucciso a Riva del Gar­da e là ricorda­to da un mon­u­men­to. E pro­prio nel­la mat­ti­na­ta di domeni­ca 22, una del­egazione ceca com­pos­ta dagli ospi­ti qui pre­sen­ti, si recherà a ren­dere omag­gio anche a questo luo­go di rimem­bran­za, con una breve cer­i­mo­nia che inizierà alle ore 9, assis­ti­ta dagli Alpi­ni di Riva del Gar­da e di Sant’Alessandro.

Legionari Cecoslovacchi (Cerimonia 2012)

Cen­ni stori­ci

In prossim­ità del Doss Casi­na, sul Monte Altissi­mo, nel cor­so di un’azione mil­itare vio­len­ta, la notte del 21 set­tem­bre 1918 furono fat­ti pri­gion­ieri dall’esercito aus­tri­a­co cinque gio­vani sol­dati di orig­ine boe­ma che com­bat­te­vano nelle file dell’esercito ital­iano. I cinque ven­gono por­tati a Ceni­ga per un som­mario proces­so mil­itare. Uno di essi, gio­vanis­si­mo, viene imp­ri­gion­a­to, men­tre gli altri quat­tro (Antonin Jezek, Josef Slegl — ripor­ta­to Jiri Schlegl – Vaclav Svo­bo­da e Fran­tisek – ripor­ta­to Karel – Novacek) furono impic­cati ad Arco, in local­ità Pra­bi, vici­no alla pro­pri­età di Giuseppe Recla. Era il 22 set­tem­bre 1918. Le cronache suc­ces­sive ripor­tano che l’impiccagione avrebbe dovu­to avvenire a Maso Gere o forse sul­la piaz­za di Ceni­ga, ma gli abi­tan­ti del pos­to opposero resisten­za – forse anche per la gio­vane età dei con­dan­nati – e quin­di la con­dan­na fu ese­gui­ta a Pra­bi, in prossim­ità del­la vil­la di Giuseppe Recla, luo­go più defi­la­to.

Sicu­ra­mente i quat­tro face­vano parte del­la ses­ta divi­sione cecoslo­vac­ca in Italia, più comune­mente defini­ta la “Legione Ceca”. Si trat­ta­va di sol­dati prove­ni­en­ti dai ter­ri­tori ceco e slo­vac­co che, indipen­den­tisti, ave­vano deciso di pas­sare nelle fila dell’esercito ital­iano per con­tribuire alla dis­fat­ta dell’Impero aus­tro-ungari­co, così da ottenere l’indipendenza per il pro­prio ter­ri­to­rio. Sim­ili legioni si era­no cos­ti­tu­ite anche sul fronte francese e sul fronte ucraino. Per l’Italia ed in par­ti­co­lare per il fronte Trenti­no, era respon­s­abile e coman­dante in capo il col. Tul­lio Mar­che­t­ti (poi diven­ta­to gen­erale), arcense apparte­nente alla famiglia Mar­che­t­ti (pro­pri­etaria dell’omonimo palaz­zo). Fu lui a dirigere le oper­azioni bel­liche in zona altog­a­rde­sana e soprat­tut­to, dal momen­to che face­va parte dell’intelligence ital­iana, a gestire tut­ti i con­tat­ti per il reclu­ta­men­to dei dis­er­tori aus­triaci, molto spes­so uti­liz­za­ti anche come infor­ma­tori o spie infil­trate per con­to dell’esercito ital­iano. Del­la medes­i­ma legione (del 39° reg­g­i­men­to “Avio”), e con com­pi­ti di intel­li­gence, fu anche Alois (Lui­gi) Storch, cat­tura­to a segui­to del fal­li­men­to dell’operazione che sta­va com­pi­en­do per con­to dell’esercito ital­iano e ucciso per impicca­gione a Riva del Gar­da nel luglio 1918.

Parole chiave: