Il Comune ha destinato all’intervento una parte del parcheggio Pedrazzi. Il costo: 3,5 milioni di euro

L’«eredità» della giunta:il terreno per il palasport

14/10/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Piano di gov­er­no del ter­ri­to­rio di Salò, adot­ta­to dal Con­siglio comu­nale col sì del­la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra, il no delle mino­ranze e l’astensione dal voto dell’esponente dei Ver­di Car­lo Cani­pari, ha pre­vis­to la costruzione di un Palazzet­to del­lo sport su una fet­ta del parcheg­gio Pedrazzi, sit­u­a­to tra la casa di riposo e il con­do­minio Bion­do, pres­sochè ultimato.La scelta dell’area ha colto un po’ tut­ti di sor­pre­sa, poiché ver­rebbe a togliere spazio sia alla sos­ta delle auto che al mer­ca­to del saba­to. L’assessore allo sport, Aldo Sil­vestri, ha aggiun­to che «l’ubicazione potrà essere dis­cus­sa. In ogni caso il palazzet­to è una strut­tura indis­pens­abile. Spero che questo ven­ga capi­to. Mi dispi­ace che la deci­sione ven­ga con­sid­er­a­ta una forzatu­ra elettorale».Cinque anni fa, nel­la frazione di Bar­bara­no, fu real­iz­za­to il «Palafrate» (chiam­a­to così per­chè uno degli ani­ma­tori del­la Robur, la soci­età sporti­va locale che ha ottenu­to la ges­tione del­l’impianto, è frate Gia­co­mo, del vici­no con­ven­to dei Capuc­ci­ni), prog­et­ta­to dal­l’ar­chitet­to Gino Fer­rari, con cam­po di pal­la­cane­stro, vol­ley e calcetto.COPERTURA IN VETRO e leg­no lamel­lare di abete. All’interno niente tri­bune, ma una ter­raz­za in gra­do di accogliere un centi­naio di spet­ta­tori. Un impianto ritenu­to insuf­fi­ciente per l’attività sporti­va di un cer­to liv­el­lo, tan­to che la squadra di bas­ket più impor­tante di Salò, la Ferraboli, pri­ma ha usufruito del­la palestra dell’Istituto tec­ni­co Bat­tisti, poi è dovu­ta emi­grare a Mazzano.«In pochi anni la nos­tra asso­ci­azione – ha ricorda­to il pres­i­dente, l’appassionato Davide Apol­lo­nio — è par­ti­ta dal­la Pri­ma divi­sione, arrivan­do al cam­pi­ona­to ital­iano di serie C. L’ultima pro­mozione, ottenu­ta nel 2007, ci ha ripor­ta­to di nuo­vo lon­tano dal lago, dopo che in pas­sato erava­mo sta­ti costret­ti ad andare pri­ma a Gar­done, poi a Cal­vagese per la man­can­za di una strut­tura adegua­ta. Nel 2006/07, gra­zie all’aiuto dell’assessore Sil­vestri, siamo rius­ci­ti a met­tere una top­pa alla situ­azione, instal­lan­do nel­la palestra del Bat­tisti una tri­buna da 140 posti che ha per­me­s­so di gio­care la C2 in tale impianto. Il bal­zo in C1 ci ha però imped­i­to di con­tin­uare su questo cam­po, per la man­can­za delle dimen­sioni e delle regole base imposte dal­la Fed­er­azione. Costret­ti di nuo­vo a emi­grare, colpevoli solo di avere vin­to il cam­pi­ona­to. La pros­e­cuzione di un cal­vario, di un dis­a­gio enorme».«LA COSA che mi pre­oc­cu­pa – ha aggiun­to Apol­lo­nio — è che l’amministrazione comu­nale di Salò non met­ta l’intervento tra gli obi­et­tivi strate­gi­ci. Il palazzet­to porterebbe enor­mi van­tag­gi, non solo sportivi. Ci sarebbe final­mente la pos­si­bil­ità di orga­niz­zare anche gran­di even­ti (con­cer­ti, spet­ta­coli, meet­ing azien­dali) sen­za pre­oc­cu­par­si delle con­dizioni meteo». Adesso l’impianto è sta­to dis­eg­na­to sul­la car­tografia del Piano di gov­er­no. Spe­sa pre­vista: 3,5 mil­ioni. «Chi ver­rà elet­to in con­siglio nel 2009 avrà gli stru­men­ti per oper­are», ha com­men­ta­to Sil­vestri. Ma la scelta del luo­go ha fat­to storcere la boc­ca a molti.