Iniziato l’iter che porta alla dismissione dello stabile: passerà alla competenza del demanio. Chincarini: «Abbiamo rischiato di avere un penitenziario civile»

L’esercito lascia il carcere

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

È sta­ta pro­to­col­la­ta il 9 gen­naio la let­tera con la quale il Coman­do dell’organizzazione pen­iten­ziaria mil­itare che ha base a Sul­mona comu­ni­ca al Comune che dal pri­mo gen­naio di quest’anno viene chiusa «ogni attiv­ità, nei locali ubi­cati in via XXX Mag­gio numero 8, rel­a­ti­va alle caserme XXX Mag­gio e La Roc­ca». È dunque inizia­ta la dis­mis­sione, anche dal pun­to di vista del­la com­pe­ten­za, del carcere mil­itare e dell’attigua strut­tura un tem­po uti­liz­za­ta per gli allog­gi dei mil­i­tari in servizio. «Già da qualche anno la strut­tura non era più uti­liz­za­ta come carcere», dice il sin­da­co di Peschiera, sen­a­tore , «con questo doc­u­men­to, che cor­risponde alla denun­cia di ces­sazione del servizio di smal­ti­men­to dei rifiu­ti soli­di urbani, si può dire che inizi uffi­cial­mente l’iter attra­ver­so il quale la com­pe­ten­za di queste due caserme passerà dall’esercito al demanio». Carcere mil­itare vuo­to, dunque, non solo per­ché i mil­i­tari non ci sono più ma anche per­ché nes­suno pro­duce rifiu­ti da smaltire. Una delle prime con­seguen­ze di ques­ta situ­azione è la mag­giore facil­ità con cui, sostiene il sin­da­co, si potrà pro­cedere alla demolizione del muret­to di recinzione. «Abbi­amo vota­to in Giun­ta questo inter­ven­to per­ché la doc­u­men­tazione in nos­tro pos­ses­so ci ha por­ta­to alla con­clu­sione che quel muret­to è sta­to costru­ito in fun­zione del carcere, quin­di molti anni dopo la real­iz­zazione dell’edificio da parte degli aus­triaci». «La pro­pri­età del­lo Sta­to», sot­to­lin­ea Umber­to Chin­car­i­ni, «coin­cide e finisce, sec­on­do noi, pro­prio con la caser­ma; la recinzione invece sorge su un’area comu­nale. Dopo la let­tera del coman­do di Sul­mona pen­so sarà anco­ra più sem­plice ripristinare la via XXX Mag­gio così come era nell’epoca aus­tri­a­ca». Nelle ultime set­ti­mane pro­prio la XXX Mag­gio e La Roc­ca, insieme a Forte Ardi­et­ti e a un’area in local­ità Bor­go Sec­o­lo, sono sta­ti indi­vid­uati dal­lo Sta­to come pro­pri­età dis­mis­si­bili. La deci­sione ave­va sus­ci­ta­to pre­oc­cu­pazione in alcu­ni pro­fes­sion­isti del set­tore, che a tale propos­i­to ave­vano orga­niz­za­to un incon­tro sul tema «Peschiera in ven­di­ta». Alla ser­a­ta non ave­va pre­so parte nes­sun espo­nente dell’amministrazione e lo stes­so Chin­car­i­ni era inter­venu­to nei giorni seguen­ti per pre­cis­are che la ces­sione di beni stori­ci di ques­ta por­ta­ta era tutt’altro che decisa. «Su questi edi­fi­ci sono state spese molte parole. Ma forse non molti sono a conoscen­za del fat­to che, una vol­ta deciso di non uti­liz­zarla più come carcere mil­itare, la XXX Mag­gio ha cor­so il ris­chio di diventare carcere civile». «Dico cor­so il ris­chio», rib­adisce il sen­a­tore, «per­ché non saprei come meglio definire un prog­et­to sim­i­le, che avrebbe col­lo­ca­to in cen­tro, in un’area dal­la con­dizion­a­ta, niente meno che un pen­iten­ziario civile». «Per questo», con­tin­ua Chin­car­i­ni, «pri­ma di par­lare di ipote­si cer­chi­amo di seguire l’evolversi delle vicende con atten­zione. La crisi di spazi carcer­ari c’è anco­ra e mi pare trop­po presto per pre­oc­cu­par­si ora di quale des­ti­nazione potrebbe avere ques­ta strut­tura. Aspet­ti­amo che lo Sta­to definis­ca il pas­sag­gio del­la sua com­pe­ten­za al demanio».

Parole chiave: