Una possibile spiegazione del fenomeno che ha sconvolto la strada Graziani

L’esplosione sul Baldo?C’è l’ipotesi-meteorite

08/08/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
B.B.

Ful­mine o resid­u­a­to bel­li­co, trom­ba d’aria oppure addirit­tura un mete­orite? È anco­ra mis­tero fit­to sulle orig­i­ni del cratere che si è aper­to lun­go la provin­ciale poco pri­ma di Boc­ca Navene, in ter­ri­to­rio comu­nale di Mal­ce­sine, sul­la stra­da che attra­ver­sa la cate­na del monte Bal­do e col­le­ga la provin­cia di Verona con quel­la di Tren­to. Un cratere dal diametro di una venti­na di metri, attorno al quale sono trovati detri­ti e pezzi d’asfalto nel rag­gio di più di un chilometro.L’unico dato di fat­to è che un’esplosione è avvenu­ta nel­la notte fra ven­erdì e saba­to scor­si, ed è sta­ta dis­tin­ta­mente udi­ta dal gestore di una vic­i­na mal­ga. Le prime ipote­si parla­vano di un ful­mine di stra­or­di­nar­ia poten­za: un even­to che due anni fa, sul­la cres­ta del Bal­do, incenerì numerose pecore scaglian­dole anche a 300 metri di dis­tan­za. Restando sug­li even­ti mete­o­ro­logi­ci, qual­cuno ha azzarda­to anche l’ipotesi di una trom­ba d’aria, che un po’ di tem­po fa avrebbe spaz­za­to via parte di una casa.C’è chi ipo­tiz­za invece che una saet­ta avrebbe potu­to colpire un resid­u­a­to bel­li­co: ma tale effet­to — sec­on­do alcu­ni esper­ti — potrebbe derivare solo da una bom­ba d’aereo da 500 lib­bre, che d’altra parte nel­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale veni­va sgan­ci­a­ta in prossim­ità di pon­ti e fer­rovie. Le pen­di­ci del Bal­do, invece — sem­pre sec­on­do gli esper­ti — furono bom­bar­date solo con proi­et­tili d’artiglieria di medio calibro.D’altro can­to, il mese scor­so una bom­ba d’aereo era sta­ta trova­ta lun­go la statale Garde­sana ori­en­tale, in ter­ri­to­rio trenti­no, forse scivola­ta dalle pen­di­ci pro­prio del Bal­do. E ciò ave­va causato la chiusura del­la stra­da per una notte. Sem­pre a propos­i­to di esplo­sivi, res­ta in pie­di l’ipotesi dell’esplosione di un depos­i­to di armi forse risalente alla guer­ra oppure cre­ato per la costruzione del­la strada.Per il geol­o­go e sis­mol­o­go Luca Valen­sise, dell’Istituto nazionale di geofisi­ca e vul­canolo­gia, a orig­inare il fenom­e­no potrebbe essere sta­to uno spro­fon­da­men­to di natu­ra car­si­ca. «Si trat­ta di un fenom­e­no», spie­ga il sis­mol­o­go, «in segui­to al quale la roc­cia si dis­cioglie sot­to l’azione dell’acqua cir­colante nel sot­to­suo­lo in par­ti­co­lari con­dizioni. Ciò deter­mi­na la for­mazione di cav­ità sot­ter­ra­nee che, a loro vol­ta, pos­sono portare a fenomeni di spro­fon­da­men­to delle aree di ter­reno superiori».Mentre geolo­gi, e, presto, gli arti­ficieri cer­cano di dare una spie­gazione plau­si­bile alla for­mazione del cratere, spun­ta anche l’ipotesi di un mete­orite. Ipote­si avval­o­rata dal­la tes­ti­mo­ni­an­za di un com­mer­ciante di Rovere­to che avrebbe vis­to un bolide pre­cip­itare dal cielo. Che pos­sa esser­si trat­ta­to di un mete­orite non lo esclude neanche il pres­i­dente del Poligono di tiro di Rovere­to, Mar­co Leonardi.Ben diver­so il parere del cap­i­tano del­la com­pag­nia di Capri­no, il cap­i­tano Enri­co D’Amato, che si è reca­to più volte sul pos­to e non ha dub­bi in propos­i­to: «Quel­la del mete­orite è pura fan­ta­scien­za: il cratere è trop­po pic­co­lo. Ma mi sen­to di esclud­ere anche l’ipotesi del ful­mine. Non ci sono seg­ni di bruciature».Mentre le ricostruzioni si accav­al­lano, le certezze potran­no venire solo dall’esame sui cam­pi­oni di ter­ric­cio rac­colti nel mis­te­rioso cratere.

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