Spettacolo curato e messo in scena da Paola Bigatto, a Palazzo Bondoni-Pastorio, sabato 14 settembre dalle 21.

L’estate castiglionese presenta: “La banalità del male”

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Di Redazione

Saba­to 14 set­tem­bre (domani) alle ore 21 è di sce­na il penul­ti­mo even­to del­la ric­ca sta­gione sti­va dell’estate Cas­tiglionese 2013. Si trat­ta del­lo spet­ta­co­lo “La banal­ità del male” cura­to e mes­so in sce­na da Pao­la Bigat­to, che si ter­rà a Palaz­zo Bon­doni-Pas­to­rio, via Mar­coni, alle ore 21 con ingres­so gra­tu­ito.

Pao­la Bigat­to, attrice, reg­ista, dram­matur­ga. Diplo­ma­ta alla Scuo­la d’Arte Dram­mat­i­ca Pao­lo Gras­si di nel 1988 e lau­re­a­ta in Filosofia pres­so l’Università di Gen­o­va ha lavo­ra­to con i prin­ci­pali reg­isti per i più pres­ti­giosi enti teatrali ital­iani, debut­tan­do sot­to la gui­da di Gian­car­lo Cobel­li e recitan­do in una lun­ga serie di spet­ta­coli diret­ti da Luca Ron­coni; con Rober­ta Alloisio fon­da l’Associazione Cul­tur­ale La via del Cinque, par­ti­co­lar­mente atti­va nelle pro­poste pres­so il Set­tore Musei del Comune di Gen­o­va. Docente di dizione poet­i­ca e recitazione pres­so la Scuo­la d’Arte Dram­mat­i­ca Pao­lo Gras­si di Milano dal 2002 al 2012, inseg­na attual­mente pres­so la Civi­ca Accad­e­mia Nico Pepe di Udine e l’Accademia teatrale vene­ta di Venezia.

Lo spet­ta­co­lo di Cas­tiglione delle Stiviere (Mn) è lega­to al libro-doc­u­men­to del­la filoso­fa tedesca Han­nah Arendt, che nel  1961 segue, come invi­a­ta del The New York­er, il proces­so Eich­mann a Gerusalemme: il reso­con­to esce pri­ma sulle colonne del gior­nale nel 1963, quin­di, sem­pre nel­lo stes­so anno, in vol­ume e sus­citerà una grande onda­ta di proteste e una acce­sa polem­i­ca soprat­tut­to da parte del­la comu­nità ebraica inter­nazionale, a causa del­la par­ti­co­lare let­tura che la Arendt, ebrea e tedesca, dà al fenom­e­no dell’Olocausto e dell’antisemitismo in Ger­ma­nia. Han­nah Arendt osser­va la macchi­na del­la gius­tizia di Israele con impla­ca­bile occhio criti­co. Non esi­ta, ebrea, a inda­gare le respon­s­abil­ità morali e dirette del popo­lo ebraico nel­la trage­dia dell’Olocausto, né ad attribuire a tut­to il popo­lo tedesco pesan­ti respon­s­abil­ità durante il Nazis­mo e ipo­criti sen­si di col­pa durante la ricostruzione post-bel­li­ca. Sco­pre che è la men­zogna elet­ta a sis­tema di vita sociale e polit­i­ca la prin­ci­pale artefice delle tragedie naziste, la men­zogna come strate­gia esisten­ziale attua­ta pri­ma di tut­to nei con­fron­ti di se stes­si. (Fonte immag­ine: http://www.fondazione-bondonipastorio.eu)

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