Un piano triennale di scavi alla ricerca di quello che manca del giogo e dell'aratro del Lavagnone.

L’età del bronzo ha casa al lago

18/04/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Sergio Mari

Un piano tri­en­nale di scavi alla ricer­ca di quel­lo che man­ca del gio­go e del­l’ara­tro del Lavagnone. E’ la pro­pos­ta del­l’asses­sore Emanuele Gius­tac­chi­ni, una deci­sione di ril­e­van­za mon­di­ale per­chè con­sen­tirebbe di ricostru­ire l’evoluzione del­la civiltà degli antichi abi­tan­ti del­la zona, che vi sog­giornarono sta­bil­mente per oltre 1000 anni, sicu­ra­mente dal 2028 a.C., uni­co esem­pio in tut­ta l’I­talia set­ten­tri­onale. Con l’asses­so­ra­to alla cul­tura col­lab­o­ra­no gli esper­ti del Museo Ram­bot­ti di Desen­zano e alcu­ni stu­diosi di fama mon­di­ale, come è il caso del pro­fes­sor Kuni­holm (Cor­nell Uni­ver­si­ty di Itha­ka), un rifer­i­men­to pri­mario nel­la den­dro­cronolo­gia, il quale ha già oper­a­to parec­chi pre­lievi sulle palafitte del­la zona. Sec­on­do i suoi stu­di, ma non solo, la pri­ma palafit­ta risale a 4029 anni fa,mentre il leg­no di quer­cia usato per for­gia­re l’ara­tro risale ad un peri­o­do data­bile fra il 2048 e il 2008 a.C. (età del bron­zo anti­co). Se si tro­ver­an­no i fon­di nec­es­sari si pro­ced­erà in estate ad una cam­pagna di scavi nel set­tore dove venne por­ta­to alla luce l’ara­tro, alla ricer­ca speci­fi­ca delle par­ti man­can­ti sia del­l’ara­tro che del gio­go, trovati al Lavagnone e vec­chi di oltre 4000 anni.« Dopo le cam­pagne di sca­vo del 1991, dal 1993 al 1997 e poi nel 1999, ci si è fer­mati per man­can­za di fon­di — spie­ga l’asses­sore Emanuele Gius­tac­chi­ni- ma gli esper­ti che han­no lavo­ra­to qui sosten­gono che si trat­ta del luo­go ide­ale per stu­di­are l’evoluzione delle strut­ture di abi­ta­to in rap­por­to all’am­bi­ente e al cli­ma. Il Lavagnone doc­u­men­ta tut­ta la sequen­za crono­log­i­ca del­l’età del bron­zo ed ecco per­chè ulte­ri­ori scavi e stu­di ci con­sen­tireb­bero di arrivare a risul­tati di por­ta­ta internazionale».Le nuove cam­pagne di sca­vo potreb­bero portare alla real­iz­zazione di un vero e pro­prio sito arche­o­logi­co per­ma­nente, in gra­do di inter­es­sare stu­diosi di ogni parte d’I­talia e del mon­do, pro­prio per l’u­nic­ità del sito, mai abban­do­na­to dal­l’uo­mo prim­i­ti­vo per oltre mille anni. Una vec­chia idea del­l’asses­sore Farinel­li potrebbe diventare realtà.Un vero e pro­prio par­co arche­o­logi­co del­l’area del bas­so lago di Gar­da insom­ma, capace di attrarre stu­diosi da tut­to il mon­do ed appas­sion­ati di arche­olo­gia, che potreb­bero avere ulte­ri­ori motivi per sog­giornare in zona. Per arrivare a con­cretiz­zare l’in­ter­es­sante idea, servi­ran­no fon­di, che potreb­bero essere reper­i­ti anche dai privati.

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