Nuova statale 11: la Commissione Ue mette in mora l’Italia e chiede al governo le proprie osservazioni

L’Europa boccia la variante «Non si è valutato l’impatto ambientale co

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’ Europa mette in mora l’Italia sulle modal­ità di real­iz­zazione del­la vari­ante alla statale 11, in par­ti­co­lare il trat­to tra il casel­lo di Peschiera del Gar­da e la roton­da di Cav­al­caselle: la scelta di pro­cedere a stral­ci, evi­tan­do il pas­sag­gio del­la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale com­p­lessi­vo dell’opera, por­ta la Com­mis­sione euro­pea per l’ambiente a con­sid­er­are che «la Repub­bli­ca ital­iana sia venu­ta meno agli obb­lighi derivan­ti dall’articolo 4, com­ma 2, del­la diret­ti­va 85337 Cee». La stes­sa com­mis­sione ha già chiesto al gov­er­no ital­iano di «inviare le pro­prie osser­vazioni in mer­i­to a quan­to seg­nala­to nel­la let­tera di mes­sa in mora». La Comu­nità euro­pea ha, dunque, accolto il reclamo pre­sen­ta­to dal coor­di­na­men­to dei comi­tati del Bas­so Gar­da su una vicen­da che era sta­ta ripresa anche nel doc­u­men­to redat­to dal­lo stes­so coor­di­na­men­to, con le osser­vazioni al prog­et­to del­la stes­sa vari­ante: si ricor­da­va che nel giug­no di quest’anno, la com­mis­sione regionale Via (Val­u­tazione impat­to ambi­en­tale) ave­va sot­to­pos­to a val­u­tazione solo il pri­mo stral­cio in ter­ri­to­rio veronese del­la vari­ante- ovvero quel­lo dal­la Roviz­za (Bs) sino al casel­lo autostradale di Peschiera- e solo per quan­to riguar­da­va il sito di inter­esse comu­ni­tario del laghet­to del Frassi­no. Nel testo i comi­tati sot­to­lin­ea­vano che, invece, non era sta­ta fat­ta «la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale sul sec­on­do stral­cio, quel­lo da Peschiera a Cav­al­caselle; non è sta­to con­sid­er­a­to l’impatto sulle aree agri­cole, sui fon­di agri­coli, sul cen­tro di Peschiera divi­so dal­la per­ife­ria per la chiusura dei sot­topas­si fer­roviari. I cen­tri abi­tati di Forte Laghet­to e Por­to Vec­chio ver­ran­no mas­sacrati da una con­sis­tente mole di traf­fi­co prove­niente dal­la nuo­va stra­da. È facile prevedere che ver­rà aggi­ra­to anche l’ostacolo dell’area Sic del laghet­to del Frassi­no, poiché la non ha anco­ra fisi­ca­mente delim­i­ta­to l’area del sito e tan­to meno ha defini­to le zone spe­ciali di con­ser­vazione». La pre­oc­cu­pazione dei rap­p­re­sen­tan­ti dei comi­tati (comi­ta­to di San Benedet­to, comi­ta­to per la dife­sa del San­tu­ario del Frassi­no e del Ter­ri­to­rio, asso­ci­azione prospet­ti­va crit­i­ca, comi­ta­to di Por­to Vec­chio, comi­tati di Castel­n­uo­vo e Cav­al­caselle, grup­po eco­logi­co di Peschiera del Gar­da, Legam­bi­ente di Verona, comi­ta­to per il Par­co delle colline moreniche) è così appro­da­ta a Brux­elles sot­to for­ma di reclamo, un reclamo accolto dal­la Com­mis­sione euro­pea direzione gen­erale ambi­ente. «La deci­sione ci fa molto piacere», com­men­ta a nome del coor­di­na­men­to comi­tati Emilio Crosato, pres­i­dente del comi­ta­to per il Par­co delle colline moreniche, «per­ché ci auguri­amo che ques­ta sor­ta di occhio vig­ile, che pare esser­ci anco­ra almeno in Europa, suoni come un moni­to per chi di dovere a non andare avan­ti con sot­tili fur­bizie, omet­ten­do quan­to pre­vis­to dal­la legge». «Siamo tut­ti con­vin­ti che se per questo trat­to di vari­ante alla statale 11, fos­se sta­ta fat­ta la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale com­p­lessi­vo, si sarebbe cer­ta­mente impedi­ta la real­iz­zazione di un’arteria che, così com’è, sem­bra una vera feri­ta che squar­cia un cor­done col­linare, prob­a­bil­mente un ter­raz­zo flu­viale, tra i più bel­li dell’entroterra garde­sano». Crosato insiste sul­la neces­sità di «riflet­tere sul­la del bas­so Gar­da e su ciò che se ne vuol fare: siamo cer­ti che i prog­et­ti attuali rispon­dano alle esi­gen­ze esisten­ti e a quelle future con­seguen­ti alle mas­s­ic­ce oper­azioni di urban­iz­zazione adot­tate dai molti Comu­ni garde­sani o da strut­ture, a com­in­cia­re da ? Occorre pen­sare molto bene a quan­to si vuol fare e a come far­lo, per­ché le prospet­tive sono dif­fi­cili: siamo sta­ti invi­tati dagli alber­ga­tori di Sirmione per esam­inare insieme le pos­si­bili cause del crol­lo di pre­sen­ze sul Gar­da; dati eco­nomi­ci nazion­ali e inter­nazion­ali indi­cano una crisi ben lon­tana dall’essere super­a­ta: siamo cer­ti che sia lungimi­rante dis­trug­gere l’ambiente e, con esso, la mag­giore, e forse uni­ca, risor­sa eco­nom­i­ca che ci per­me­tte di non affon­dare in ques­ta con­giun­tu­ra?». Su questo tema il coor­di­na­men­to comi­tati orga­nizzerà al più presto un incon­tro pub­bli­co «cui spero inter­ver­ran­no sia i politi­ci, per dirci cosa vogliono fare, ma anche i cit­ta­di­ni, che non pos­sono più restare pas­sivi: pro­prio la deci­sione euro­pea», con­clude Crosato, «dimostra come sia impor­tante restare vig­ili su quan­to avviene nell’ambito in cui si vive e sul­la qual­ità del­la vita così forte­mente minacciata».

Parole chiave: