Una lettera del circolo territoriale di An all’assessore regionale Massimo Giorgetti per salvare la struttura «Un brutto biglietto per chi visita il centro»

«L’ex asilo è ormai un rudere»

10/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Garda

«Da diver­si anni ormai, l’ex asi­lo di via Don Gnoc­chi ver­sa in con­dizioni fatis­cen­ti. È giun­to il momen­to, sen­za porre ulte­ri­ori indu­gi, che sia total­mente ristrut­tura­to e can­cel­li quell’immagine di trascu­ratez­za che, per la sua posizione cen­trale, dà del­la nos­tra cit­tad­i­na»: com­in­cia così la let­tera che il respon­s­abile del Cir­co­lo ter­ri­to­ri­ale garde­sano di Allean­za Nazionale, Daniele Tac­chi­ni, ha invi­a­to all’assessore regionale Mas­si­mo Gior­get­ti, anch’egli di An. «Deside­ri­amo far­ci por­tav­oce pres­so l’assessore regionale Mas­si­mo Gior­get­ti — con­tin­ua Tac­chi­ni — affinché i lavori di ristrut­turazione pos­sano com­in­cia­re quan­to pri­ma, e, con l’occasione, con­sid­er­a­ta la volon­tà dell’attuale ammin­is­trazione di real­iz­zare un sot­topas­so prat­i­ca­bile anche dalle car­rozzelle e quin­di sen­za bar­riere architet­toniche, sarebbe oltremo­do aus­pi­ca­bile che la Regione con­cedesse una parte del­la sua pro­pri­età per attuare quan­to sopra espos­to». In effet­ti, il palaz­zone dell’ex asi­lo non è cer­to un bel bigli­et­to da visi­ta per Gar­da. Ridot­to in con­dizioni pietose, è in posizione cen­tralis­si­ma, a lato del­la roton­da che, sul­la stra­da Garde­sana, all’incrocio per Coster­mano, ha sos­ti­tu­ito il vec­chio semaforo. L’edificio, inti­to­la­to ad Umber­to Principe di Piemonte, era sta­to inau­gu­ra­to l’11 giug­no del 1908. A ren­derne pos­si­bile la costruzione era­no sta­ti una pri­ma don­azione al comune di una caset­ta e di un ter­reno da parte di don Giulio Boc­cali, prete garibaldino, e poi un sostanzioso con­trib­u­to del­la con­tes­sa Pincher­le. Di lì sono pas­sate gen­er­azioni di garde­sani. Il caseg­gia­to ha poi ces­sato la fun­zione di sede del­la scuo­la mater­na nel 1972. Da allo­ra s’è fat­to un gran dis­cutere sul­la sua des­ti­nazione: chi vol­e­va abbat­ter­lo, chi ricavar­ci un super­me­r­ca­to, chi far­ci la nuo­va sede munic­i­pale. Si rac­colsero firme per sostenere l’una o l’altra tesi. Inevitabil­mente, l’argomento ha sur­riscalda­to per un paio di decen­ni il dibat­ti­to politi­co locale. Final­mente, nel ’96 il futuro del palaz­zo sem­bra­va delin­eato: il Con­siglio comu­nale ne ave­va infat­ti deciso la ces­sione per un mil­iar­do di lire all’azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca, alla quale era des­ti­na­to un finanzi­a­men­to regionale di pari impor­to. Ma nes­suno ave­va fat­to i con­ti con la buro­crazia statale, la quale sta­bilisce che un ente ter­ri­to­ri­ale pos­sa cedere parte del pro­prio pat­ri­mo­nio vin­co­la­to solo ad un altro ente ter­ri­to­ri­ale: niente da fare, dunque, per la ven­di­ta fra il comune e l’Apt, che era solo un «ente stru­men­tale» del­la Regione. Allo­ra ecco che l’anno dopo il Comune ha deciso di vendere l’ex asi­lo diret­ta­mente alla Regione, la quale s’impegnava a ricavar­ci sia la sede dell’Apt del­la Riv­iera degli Olivi, sia gli uffi­ci di altre impor­tan­ti entità, come ad esem­pio l’ispettorato di por­to. E sta­vol­ta i vari enti coin­t­er­es­sati era­no tut­ti d’accordo: anche i min­is­teri com­pe­ten­ti (quel­li dei Beni cul­tur­ali e quel­lo delle Finanze), che ave­vano dato il via lib­era. Poi però l’iter s’è bloc­ca­to, anche per­ché nel frat­tem­po la Regione ave­va deciso di elim­inare le Apt, del­e­gan­do le Province in mate­ria di tur­is­mo. Ora il Cir­co­lo garde­sano di An sol­lecita la Regione: occorre che la ristrut­turazione par­ta al più presto.