Nel 1962 l’edificio, oggi in grave abbandono, fu ceduto a un privato che la rivendette a sua volta al Comune nel 1999. Tra pochi giorni partirà il bando per i lavori che costeranno circa un miliardo e 147 milioni

L’ex chiesa della Disciplina torna alla comunità

11/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

«A metà novem­bre par­tirà il ban­do per i lavori di sis­temazione del­la chiesa del­la Dis­ci­plina». La promes­sa arri­va dal­lo stes­so sin­da­co Arman­do Fer­rari rag­giun­to nel suo uffi­cio di Palaz­zo Gel­met­ti. «Il nos­tro inten­to», spie­ga il sin­da­co, «è di resti­tuire alla comu­nità entro la fine del 2002 l’ex edi­fi­cio sacro di pro­pri­età comu­nale nel­la sua rin­no­va­ta veste». Il com­p­lesso di pro­pri­età comu­nale, sito in Bor­go Garibal­di, è al momen­to in un com­ple­to e des­olante sta­to di abban­dono. La novità rispet­to, al recente pas­sato, è quel­la di porre mano in un colpo solo al com­p­lesso orig­i­nar­i­a­mente ded­i­ca­to a S. Maria del­la Mis­eri­cor­dia suc­ces­si­va­mente denom­i­na­ta Dis­ci­plina per­ché sede del­la con­fra­ter­ni­ta dei “dis­ci­plinati”. Non si dovrebbe quin­di assis­tere ad una cantiere aper­to per l’e­ter­nità ma a lavori svolti in un’u­ni­ca soluzione. «Il pro­cedere in questo modo», ha scrit­to nel­la sua relazione il prog­et­tista Arturo San­dri­ni, «potrebbe ridurre sen­si­bil­mente i tem­pi por­tan­doli dai 32/34 mesi a cir­ca 18/20 con un pos­si­bile più mar­ca­to rib­as­so dei costi». Il cos­to com­p­lessi­vo di tut­ta l’op­er­azione alla fine ammon­terà a un mil­iar­do e 147 mil­ioni con 200 mil­ioni già rice­vu­ti dal­la Fon­dazione Cariverona e 100 da tem­po accan­to­nati dal Comune. Ammin­is­trazione che si sta anco­ra muoven­do alla ricer­ca di ulte­ri­ori forme di finanzi­a­men­to e di con­tribu­ti. «La Fon­dazione Cariverona ha promes­so un sec­on­do inter­ven­to per il 2002», pre­cisa Fer­rari. L’o­bi­et­ti­vo del­l’ar­chitet­to San­dri­ni è di adibire l’ex chiesa ad un cen­tro sociale-cul­tur­ale con sala mostra. Uno spazio polifun­zionale di pres­ti­gio, uti­liz­z­abile come grande aula per con­feren­ze e con­veg­ni (con una capien­za di cir­ca cen­to posti a sedere) ma anche come audi­to­ri­um. Il prog­et­to mira al restau­ro del­la Dis­ci­plina nelle sua com­p­lessi­va arti­co­lazione: vale a dire dal­la cop­er­tu­ra all’in­va­so inter­no con gli adegua­men­ti impiantis­ti­ci nec­es­sari, all’u­nità abi­ta­ti­va annes­sa, sino al cam­panile. L’ac­ces­so prin­ci­pale al com­p­lesso architet­ton­i­co avver­rà dal por­tale centi­na­to che immette nel­l’a­trio anti­s­tante la chiesa. Quest’ul­ti­mo ver­rà cop­er­to e con­trosof­fit­ta­to per ripristinare l’an­ti­ca fun­zione di spazio d’ac­coglien­za. L’ex edi­fi­cio sacro, negli anni Ottan­ta sede di un pan­i­fi­cio, è ubi­ca­to all’ester­no del nucleo abi­ta­ti­vo anti­co di . Insieme all’at­tigua chiesa roman­i­ca di San Severo rap­p­re­sen­ta una delle costruzioni architet­toniche più inter­es­san­ti del Comune. Non per nul­la già nel 1910 il min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione ne decretò il vin­co­lo mon­u­men­tale poi ricon­fer­ma­to il 30 otto­bre 1950. «Al di là del­l’ap­par­ente uni­ta­ri­età for­male, con­no­ta­ta all’in­ter­no di un appa­ra­to dec­o­ra­ti­vo tar­do baroc­co ric­co di stuc­chi, la chiesa pre­sen­ta una strut­tura pluris­trat­i­fi­ca­ta che las­cia trasparire le orig­i­ni tre­cen­tesche e le suc­ces­sive trasfor­mazioni e ampli­a­men­ti», scrive San­dri­ni, «sino all’as­set­to tar­do set­te­cen­tesco che ancor oggi la con­no­ta». In con­seguen­za delle leg­gi napoleoniche sul­la sop­pres­sione delle con­fra­ter­nite laiche l’o­ra­to­rio venne incam­er­a­to agli inizi del sec­o­lo XIX dal regio demanio per essere comunque poi con­ces­so in affit­to ai con­fratel­li del SS. Sacra­men­to che suc­ces­si­va­mente l’ac­quis­tarono. Sac­cheg­gia­ta dalle truppe aus­tri­ache nel­l’Ot­to­cen­to fu spogli­a­ta degli arre­di sac­ri per il non indif­fer­ente ammontare di 1.400 lire. Alla dis­ci­plina venne aggiun­to sem­pre nel­l’Ot­to­cen­to in nuo­vo cam­panile innalza­to sul­l’an­go­lo sud est del fab­bri­ca­to così come appare oggi. Nel 1962 l’in­tero com­p­lesso fu ven­du­to dal­la par­roc­chia ad un pri­va­to. Nel 1999