Castiglione, condanna confermata per abuso, concussione e falso

L’ex primario ora rischia il carcere

Di Luca Delpozzo
Giovanni Benvenuti

Con­cus­sione, abu­so d’uf­fi­cio e fal­so: anche la Corte d’Ap­pel­lo di Bres­cia ha ritenu­to respon­s­abile di questi reati l’ex pri­mario del repar­to di radi­olo­gia del­l’ospedale di Cas­tiglione Giuseppe Cre­mona, 64 anni, di Rodi­go. Sostanzial­mente ha, quin­di, con­fer­ma­to la sen­ten­za di pri­mo gra­do, con lo scon­to di 10 giorni di carcere in quan­to ha ricom­pre­so alcu­ni episo­di di abu­so d’uf­fi­cio nel­la con­cus­sione. Com­p­lessi­va­mente la con­dan­na è di 2 anni, 10 mesi e 20 giorni.I giu­di­ci bres­ciani han­no anche dis­pos­to per la parte civile — L’Us­sl 21, ora Azien­da ospedaliera — rap­p­re­sen­ta­ta dal­l’avvo­ca­to Ser­gio Gen­ovesi, una provvi­sion­ale di 10 mil­ioni, con dan­no da liq­uidar­si in sep­a­ra­to giudizio. Ciò che non ave­va fat­to il Tri­bunale di Man­to­va, che dis­pose solo la liq­uidazione delle spese legali.Dopo ques­ta sen­ten­za, l’ex pri­mario del­l’ospedale San Pel­le­gri­no di Cas­tiglione, rischia di finire in carcere una vol­ta pas­sa­ta in giu­di­ca­to. Anche per­chè ha alle spalle un’al­tra con­dan­na, defin­i­ti­va, a 1 anno e 6 mesi per aver alter­ato la cartel­la clin­i­ca di un paziente mor­to durante una Tac. E’ evi­dente che a questo pun­to al medico di Rodi­go non res­ta altra scelta che quel­la di ricor­rere per Cassazione.Il proces­so di pri­mo gra­do si era con­clu­so il 21 novem­bre 1997 con la con­dan­na a 2 anni e 11 mesi di carcere men­tre il Pm Enzo Rosi­na ave­va chiesto 4 anni. Per cer­care di rib­altare la sen­ten­za del Tri­bunale vir­giliano, il dot­tor Cre­mona si era affida­to ad uno dei più noti penal­isti ital­iani, Gae­tano Pecorel­la. La con­cus­sione gli era sta­ta con­tes­ta­ta in quan­to — sec­on­do l’ac­cusa — l’ex pri­mario ave­va indot­to pazi­en­ti a scegliere la stra­da del­l’ac­cer­ta­men­to stru­men­tale (Tac, ecografie, mam­mo­grafie, radi­ografie, ecc…) a paga­men­to attra­ver­so l’ob­bli­go di una visi­ta da lui, adducen­do tem­pi lunghi se avessero scel­to la via normale.Insomma, pagan­do 120 mila lire per la visi­ta, il paziente pote­va accedere subito, o comunque in bre­vis­si­mo tem­po, all’ac­cer­ta­men­to stru­men­tale, molto spes­so sen­za pagare il tick­et. Il fal­so è col­le­ga­to al fat­to di aver aggiun­to alle impeg­na­tive dei medici di base, la richi­es­ta di altri accer­ta­men­ti per ben­e­fi­cia­re di una specie di bonus. A ciò, bisogna aggiun­gere diver­si com­por­ta­mente che han­no con­fig­u­ra­to l’abu­so d’ufficio.