Iniziativa del circolo Pal del Vo

Lezione al Carnacina sulla globalizzazione

11/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.b.

La soci­età del ris­chio, ovvero le prospet­tive aperte dal­la glob­al­iz­zazione. Due sono i con­cetti basi­lari su cui si fon­da oggi la glob­al­iz­zazione: il globo, quin­di il piane­ta; la rete, quin­di il sis­tema con cui si col­legano sogget­ti agli antipo­di del piane­ta. «È una fase nuo­va del­la sto­ria che si con­cretiz­za agli inizi degli anni 90», sot­to­lin­ea Car­lo San­drel­li, docente di filosofia al liceo garde­sano Car­naci­na, «che si espande a mac­chia d’olio dopo la cadu­ta del muro di Berli­no che rap­p­re­sen­ta­va una divi­sione polit­i­ca ed eco­nom­i­ca fra i due bloc­chi allo­ra dom­i­nan­ti nel con­testo mon­di­ale». Questo l’avvio di un’esposizione con­cisa e paca­ta, ma luci­da e puntigliosa, che il docente ha pre­sen­ta­to in una gremi­ta sala civi­ca su invi­to del cir­co­lo cul­tur­ale garde­sano Pal del Vo, dove sono inter­venu­ti anche molti stu­den­ti del liceo garde­sano. La glob­al­iz­zazione ha orig­ine, sec­on­do San­drel­li, anco­ra sec­oli fa, quan­do la borgh­e­sia inizia a impor­si sul­la sce­na sociale con l’attivazione di una rete di traf­fi­ci plan­e­tari. Lo ril­e­va­va già Carl Marx nel 1848, affer­man­do che «la borgh­e­sia ha dato al mon­do un carat­tere cos­mopoli­ta, ovvero una conoscen­za e una serie di con­tat­ti mon­di­ali a tut­to ton­do». «Già nei tem­pi antichi», affer­ma San­drel­li, «dei gre­ci e dei romani, ci fu una glob­al­iz­zazione. Fu una glob­al­iz­zazione che si tra­mandò attra­ver­so le idee e non come oggi che si trasferisce attra­ver­so lo stru­men­to tec­no­logi­co, Inter­net, piut­tosto che la tele­vi­sione satel­litare o i sis­te­mi spaziali. Oggi c’è con la glob­al­iz­zazione l’omogeneizzazione degli sta­ti di vita dell’uomo. C’è la cadu­ta delle bar­riere politiche. Lo Sta­to nazionale è ormai in una fase di perdi­ta del­la sovran­ità e di fat­to sta diven­tan­do un gus­cio vuo­to che apre alla mul­tiet­nic­ità ed alla mul­ti­razz­ial­ità anche nel­la vec­chia e con­ser­va­trice Europa». Anche il lavoro è oggi in peri­co­lo. L’avvento del­la tec­nolo­gia riduce l’opera dell’uomo; la flessibil­ità e la mobil­ità sono più che mai una neces­sità. Sec­on­do San­drel­li sti­amo viven­do una fase stor­i­ca di cam­bi­a­men­to e di dis­ori­en­ta­men­to, per gli anziani come per i gio­vani, e quin­di ecco per­ché la soci­età del­la glob­al­iz­zazione è la soci­età del ris­chio, nel­la prospet­ti­va dell’arricchimento rec­i­pro­co, con con­ve­nien­ze e rispet­to di tut­ti nel­la speci­fi­ca differenza.