Moltissimi appassionati di storia locale hanno affollato la rassegna dell’editoria gardesana

Libri rari e riviste incantano non solo gli esperti e i collezionisti

18/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Lazise

La sod­dis­fazione per l’esito del­la otta­va rasseg­na del­la edi­to­ria garde­sana si legge­va a chiare let­tere sul viso di Giulio Rama, pres­i­dente dell’associazione Francesco Fontana, nel­lo sce­nario del por­to vec­chio, del­la chieset­ta di San Nicolò, del­la , del cuore più vivo e pul­sante di Lazise. In mez­zo a tan­ta bellez­za di pae­sag­gio ben si è introdot­ta la «bellez­za» del­la rasseg­na edi­to­ri­ale che da tem­po è un vero e pro­prio pun­to di rifer­i­men­to per i molti appas­sion­ati di cul­tura e sto­ria locale. «I tan­tis­si­mi vis­i­ta­tori del­la rasseg­na», spie­ga Giulio Rama «era­no tut­ti molto inter­es­sati alla visione dei molti lib­ri posti in rasseg­na. Ci sono sta­ti scam­bi, acquisti, ven­dite, dis­qui­sizioni, apprez­za­men­ti, inter­esse per la con­sis­tente dose di tomi a dis­po­sizione». Inter­esse vivis­si­mo per la pre­sen­za di testi rari e per le edi­zioni popo­lari di riv­iste e man­u­ali ormai introv­abili. Tra gli introv­abili una gui­da tur­is­ti­ca dei pri­mi del ’900 a cui han­no lavo­ra­to molto i fratel­li Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti; in modo par­ti­co­lar­mente puntiglioso il lacisiense Vit­to­rio Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti, uomo di eccelse doti umane e di grande cul­tura ed amore per la sua Lazise. «A mio parere», spie­ga Gior­gio Penazzi dell’associazione Francesco Fontana che ha orga­niz­za­to la rasseg­na «il libro più impor­tante, subito ven­du­to, era quel­lo di Ciro Polli­ni, che fu mae­stro di Francesco Fontana, inti­to­la­to «Viag­gio al Lago di Gar­da», mes­so a dis­po­sizione da un noto collezion­ista garde­sano. È anda­to subito a ruba per­ché è raris­si­mo e uni­co. E si sono subito volatiliz­za­ti anche alcu­ni numeri del­la riv­ista «Il Gar­da», edi­ta­ta nel peri­o­do del ven­ten­nio fascista dall’Associazione scalig­era di Verona. Un men­sile su car­ta pati­na­ta, ric­co di foto in bian­co e nero, i cui con­tenu­ti sono di grande inter­esse stori­co». Nem­meno alla Capi­to­lare c’è una collezione com­ple­ta di ques­ta impor­tante riv­ista. Solo alcu­ni pri­vati ne sono in pos­ses­so, in maniera gelosa e rara. Ecco il per­ché di ques­ta imme­di­a­ta ven­di­ta dei pochi tomi spa­iati anco­ra disponi­bili. Un’altra chic­ca del­la mostra sono i due tomi del Cime­lio tipografi­co e pit­tori­co di Giambat­tista Bodoni. È una ristam­pa del 1990, ma puntigliosa­mente emes­sa dal­la tipografia Val­done­ga con pres­sa a mano. Un vero cime­lio di arte tipografi­ca per pochissi­mi esti­ma­tori. Un altro pez­zo raro pre­sente a Lazise era il Cat­a­l­o­go dei mano­scrit­ti del­la Bib­liote­ca Comu­nale di Verona, stam­pa­to nel 1892, inton­so, dal­la tipografia G. Civ­el­li di Verona, redat­to da Giuseppe Biadego, uno dei più gran­di diret­tori del­la bib­liote­ca civi­ca. Ma non è fini­ta qui. «Scop­er­ta una vera rar­ità», spie­ga Penazzi «sia dal pun­to di vista grafi­co che edi­to­ri­ale, su car­ta ritagli­a­ta a mano, una relazione del Podestà di Verona, nobile Edoar­do Cav. De Bet­ta, con gli atti del Con­siglio comu­nale di Verona ed una ampia relazione pro­gram­mat­i­ca per la ges­tione del ter­ri­to­rio nel lon­tano 1867. È sta­ta stam­pa­ta dal­la impor­tante tipografia Vicen­ti­ni & Fran­chi­ni di Verona». Sug­ges­ti­va, infine, a con­clu­sione del­la ric­ca set­ti­mana cul­tur­ale lacisiense, la pre­sen­tazione, a casa Ros­set­ti, ex palaz­zo medievale Bal­ladoro, del libro stori­co, intes­su­to anche di poe­sia, in un lin­guag­gio ader­ente al medio evo, scrit­to da Ita­lo Boset­to, dal tito­lo «Lucia del­la Scala». Lo ha pre­sen­ta­to l’editore Pier­lui­gi Per­osi­ni di Zevio, il quale ha esalta­to l’intreccio felice di sto­ria e nar­razione del libro, che sep­pur minus­co­lo, è fedele agli avven­i­men­ti stori­ci, per una «sto­ria-vicen­da» tut­ta fem­minile in una civiltà del tem­po, tut­ta maschilista e lega­ta alle vicende del potere per la soprav­viven­za delle sig­norie. Lucia è una com­po­nente del­la potente famiglia Del­la Scala, la cui sto­ria è pas­sa­ta sot­to silen­zio e che Boset­to ha volu­to risco­prire e rap­p­re­sentare con un lin­guag­gio che ti con­sente di iden­ti­fi­care un per­son­ag­gio e la sua epoca. Emerge quin­di Lucia e la sua vicen­da umana, lega­ta anche essa a Lazise ed al suo castel­lo scaligero.

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