I dettagli dell'operazione da 30-40 miliardi verranno illustrati a giorni dal presidente Mauro Malfer

Lido di Riva è padrona del palafiere

25/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il palafiere alla Bal­tera da una set­ti­mana è di pro­pri­età del­la Lido di Riva spa. La ven­di­ta dal­l’Im­mo­bil­iare Ros­mi­ni degli impren­di­tori Laz­zara e Man­del­li alla soci­età pub­bli­ca di cui è azion­ista di mag­gio­ran­za il comune, è sta­ta per­fezion­a­ta dopo una com­p­lessa trat­ta­ti­va dura­ta otto mesi che ha inter­es­sato anche la Pala­con­gres­si srl, soci­età orga­niz­za­trice di fiere e congressi.L’operazione real­iz­za un pas­sag­gio qual­i­f­i­cante che la giun­ta Mal­ossi­ni ha ered­i­ta­to dal­la prece­dente di Moli­nari: la sep­a­razione cioè fra tito­lar­ità del pat­ri­mo­nio ‑che deve rimanere pub­bli­ca e quin­di del­la Lido di Riva spa, dove la mag­gio­ran­za delle azioni rimar­rà sem­pre intes­ta­ta al comune- e ges­tione, affi­da­ta alla Pala­con­gres­si srl, in cui il pri­va­to potrà avere ruo­lo deci­sion­ale deter­mi­nante. La trat­ta­ti­va, che ver­rà illus­tra­ta det­tagli­ata­mente nel giro di qualche giorno dal pres­i­dente di Lido di Riva architet­to Mau­ro Malfer, ha inter­es­sato i padiglioni B e C del com­p­lesso alla Bal­tera. Per il B, il cosid­det­to padiglione stori­co in fun­zione già da qualche anno, la Lido di Riva spa è suben­tra­ta alla Pala­con­gres­si srl nel leas­ing che la soci­età pub­bli­co-pri­va­ta pre­siedu­ta da Gian­ni Zon­ti­ni ave­va in cor­so con la Immo­bil­iare Ros­mi­ni. Per il padiglione C ‑quel­lo nuo­vis­si­mo, appe­na ulti­ma­to che com­prende anche il palazzet­to dove vor­rebbe gio­care a bas­ket il Gs Riva- la Lido di Riva spa ha provve­du­to all’ac­quis­to dal­l’Im­mo­bil­iare Ros­mi­ni. Non è anco­ra pre­cisato come e dove abbia reper­i­to la venti­na di mil­iar­di occor­ren­ti alla con­clu­sione del­l’af­fare, che dove­va essere chiu­so entro il 31 luglio, giorno del­la sca­den­za del­l’opzione di ven­di­ta sot­to­scrit­ta nel­l’es­tate scor­sa. Dopo quel ter­mine i 2 mil­iar­di cor­risposti alla Ros­mi­ni come anticipo sul­l’ac­quis­to, sareb­bero diven­tati il puro e sem­plice canone di affit­to per il pri­mo anno di attiv­ità. Le fonti di finanzi­a­men­to del­la Lido sono: 5 mil­iar­di ver­sa­ti dal­la Tec­nofin; 10 mil­iar­di di presti­to obbligazionario garan­ti­to dal­la stes­sa Tec­nofin; 15 mil­iar­di di con­trib­u­to provin­ciale, promes­so ma non anco­ra cor­rispos­to (i sol­di potran­no entrare solo quan­do il prg ed il pup avran­no sanzion­a­to che quel­la è zona com­mer­ciale e non più arti­gianale-indus­tri­ale). Una voce essen­ziale del­l’en­tra­ta del­la Lido spa è poi cos­ti­tui­ta dal­l’af­fit­to che la Pala­con­gres­si srl cor­rispon­derà per l’u­ti­liz­zo delle strut­ture. A gran­di linee si può affer­mare che i cir­ca 3 mil­iar­di annui che la soci­età ver­sa­va, parte a tito­lo di affit­to, parte per il leas­ing, all’Im­mo­bil­iare Ros­mi­ni, ver­ran­no ora dirot­tati sul­la Lido che li uti­lizzerà per pagare i muri. Malfer è sod­dis­fat­to del­la chiusura del­la manovra, molto labo­riosa per la molti­tu­dine di inter­es­si in ballo.