Paolo Matteotti rilancia le società miste, ma con il Comune vero protagonista

«Lido e Spiaggia Olivi: cambiare rotta si può»

12/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Pao­lo Mat­teot­ti è con­sigliere comu­nale del­la Margheri­ta. Ma non solo. Dopo essere sta­to ad un pic­co­lo pas­so dal­la can­di­datu­ra a sin­da­co, è sta­to a lun­go capogrup­po ed ora è coor­di­na­tore rivano di tut­to lo schiera­men­to. Il suo pen­siero, nel quadro politi­co cit­tadi­no, è da con­sid­er­are con atten­zione. E’ sig­ni­fica­ti­vo che — sol­lecita­to da un nos­tro com­men­to sulle vicis­si­tu­di­ni e le prospet­tive delle cosid­dette «soci­età miste» — Mat­teot­ti abbia deciso di uscire allo scop­er­to con un lun­go doc­u­men­to, da cui si desume che il futuro di Lido spa potrebbe avere svilup­pi diver­si dal copi­one già scrit­to, sia per gli inter­ven­ti oper­a­tivi (restau­ro del­l’ho­tel), sia sulle ges­tioni in sca­den­za (Spi­ag­gia degli Olivi). Ecco di segui­to quan­to scrive Matteotti.«Nel suo arti­co­lo inti­to­la­to soci­età, dog­mi e scara­muc­ce Ser­gio Moli­nari scrive che a Riva del Gar­da si coman­da e si decide più nei cen­tri di potere fuori dal Munici­pio che nel­la Giun­ta e nel Con­siglio Comu­nale o, meglio, che si rag­giunge inevitabil­mente un tac­i­to accor­do di spar­tizione dei ruoli per cui il Comune fa fun­zionare i servizi e gli uffi­ci a“piccolo cab­o­tag­gio” men­tre le ges­tioni red­di­tizie delle soci­età a parte­ci­pazione di cap­i­tale pub­bli­co ven­gono las­ci­ate coscien­te­mente al con­trol­lo di quel­li che, eco­nomi­ca­mente poten­ti, riescono a van­i­fi­care anche il ruo­lo di ind­i­riz­zo che il Con­siglio Comu­nale vuol dare se questo è in con­trasto con i loro obi­et­tivi. Fac­cio ironi­ca­mente notare che se anche fos­se così, noi a Riva sarem­mo politi­ca­mente in ritar­do rispet­to a quel­lo che suc­cede a Roma ove, non essendo anco­ra risol­ta la ques­tione del con­flit­to d’in­ter­esse, si ha la per­fet­ta riu­nione nel­la per­sona del Capo del Gov­er­no, del potere politi­co e di una buona dose di potere economico.A mio avvi­so, tut­tavia, le cose non stan­no pro­prio così: par­to dal­la ovvia con­sid­er­azione che dai poteri for­ti citati nel­l’ar­ti­co­lo (Miorel­li in prim­is) non si può ovvi­a­mente pre­scindere e che da loro ci si deve aspettare, da impren­di­tori, che cerchi­no di ricavare prof­itti ovunque e di non restare fuori da ogni ges­tione inter­es­sante, sia pure una soci­età mista pub­bli­ca e pri­va­ta. Dici­amo che fan­no il loro mestiere; il cit­tadi­no si aspet­ta che pure il politi­co fac­cia il suo nobile mestiere nel riguar­do delle Soci­età comu­nali: sal­va­guardia del­l’in­ter­esse comune, ind­i­riz­zo, con­trol­lo. Ciò sig­nifi­ca, ad esem­pio, evitare che si ripeta quel­lo che è già accadu­to per l’Ho­tel Lido: la mano pub­bli­ca tro­va i quat­tri­ni, real­iz­za la ristrut­turazione, il pri­va­to gestisce e guadagna e dopo una deci­na d’an­ni è anco­ra li a chiedere che si ripeta l’op­er­azione, più in grande, men­tre gli attori politi­ci in parte sono cam­biati ma non sono in gra­do o non vogliono inter­ferire con queste oper­azioni dei poteri eco­nomi­ci forti.Io sono invece con­vin­to che, ad un cer­to pun­to a Riva si è ten­ta­to di iniziare una sta­gione nuo­va nei rap­por­ti di cui si par­la: allo­ra si parla­va di“mani sul­la cit­tà” e pro­prio la vit­to­ria del sin­da­co Moli­nari è sta­ta resa pos­si­bile dal­la volon­tà di roves­cia­re un sis­tema trop­po sbi­lan­ci­a­to a favore dei poteri eco­nomi­ci. Pro­prio in quel peri­o­do è inizia­to il proces­so che ha trasfor­ma­to la soci­età comunale“Alberghi Atesi­ni” nel­la Lido, soci­età ora parzial­mente pri­va­tiz­za­ta, e l’Am­sea nel­la spa. La Lido è ora un“grande soci­età”, ric­ca di immo­bili molto cos­tosi da ristrut­turare ma che potreb­bero essere inter­es­san­ti da gestire; anco­ra una vol­ta la par­ti­ta si giocherà qui. In questo caso speci­fi­co, però il Con­siglio Comu­nale ha det­to delle cose inter­es­san­ti e ha vota­to degli ind­i­rizzi pre­cisi con lo speci­fi­co inten­to di evitare monop­o­li di ges­tione dei beni del­la Lido; ha approva­to l’af­fi­da­men­to del­la ristrut­turazione e del­la ges­tione del­l’Ho­tel Lido, ad un cer­to prez­zo ed a certe con­dizioni, alla soci­età Gar­da Trenti­no Sviluppo.Con queste pre­messe è cor­ret­to chieder­si se ha ragione Ser­gio Moli­nari nel dipin­gere un quadro così pes­simisti­co dei rap­por­ti tra potere politi­co ed eco­nom­i­co nel­la ges­tione delle soci­età Comu­nali e del­la Lido in par­ti­co­lare. Non è pos­si­bile, sec­on­do me, dare una rispos­ta in questo pre­ciso momen­to, per­chè pro­prio adesso stan­no venen­do al pet­tine le ques­tioni fon­da­men­tali: mi sem­bra inoltre che pro­prio in questo con­siglio comu­nale si avver­ta l’e­si­gen­za di“mettere in dis­cus­sione e mod­i­fi­care i dog­mi”. Le prin­ci­pali par­tite sono ora più che mai sul tavo­lo ma per me sono fon­da­men­tali le risposte a tre questioni.1) La ques­tione del­l’Ho­tel Lido: costi di ristrut­turazione e ges­tione. Il Pres­i­dente del­la soci­età, l’ar­chitet­to Mau­ro Malfer (non sem­pre entu­si­as­ta, per così dire, nel perseguire gli ind­i­rizzi del con­siglio comu­nale) ora affer­ma sul gior­nale che il cos­to del prog­et­to Cec­chet­to è molto più oneroso di quan­to si pote­va prevedere. Se questo è vero ven­gono superati gli accor­di per la ges­tione futu­ra già rat­i­fi­cati dal Con­siglio. Sem­bra dunque scon­ta­to che il rap­por­to esclu­si­vo per la ristrut­turazione, affida­to alla Gar­da Trenti­no Svilup­po, si potrà ridis­cutere allargan­do la visuale oltre alla GTS, superan­do pro­tezion­is­mi e local­is­mi e mag­a­ri anche la pau­ra di vedere se vi sarà una volon­tà polit­i­ca per­vi­cace nel ricer­care sola­mente i soli­ti inter­locu­tori da parte del­la Ammin­is­trazione Comu­nale e del Con­siglio di Ammin­is­trazione del­la Lido Spa oppure se ci sarà la capac­ità polit­i­ca di met­tere in com­pe­tizione i pri­vati per la gestione.2) L’ac­quis­to delle azioni Tec­nofin. La soci­età finanziaria del­la Provin­cia di Tren­to è pronta a vendere alla Gts il suo 20%: se andasse così la Gts per poche centi­na­ia di mil­ioni diven­terebbe socia di mag­gio­ran­za del­la soci­età Pala­con­gres­si (gestisce fiere ecc.) con il 55%. Ovvero, con un piat­to di lentic­chie farebbe quel­lo che vuole delle fiere, com­pre­so spostar­le se rende al pri­va­to las­cian­do la Soci­età Lido in“braghe di tela”. La Lido, se farà valere il suo dirit­to di prelazione, farà scen­dere la quo­ta del­la Gts sot­to il 50%. Anche così il prob­le­ma da risol­vere sta nel­la pos­si­bil­ità di scri­vere dei“patti paraso­ciali” di fer­ro che diano garanzie a lun­ga dura­ta e diano pos­si­bil­ità di inter­ven­to alla Lido a fronte di obi­et­tivi dis­at­te­si dal­la Gts. (Tra l’al­tro è cor­ret­to inter­rog­a­r­si se Tecnofin“finanziaria provin­ciale”, abbia ricer­ca­to l’in­ter­esse col­let­ti­vo nel delib­er­are ques­ta ven­di­ta di azioni, oppure per­chè la Tec­nofin abbia delib­er­a­to di far fare un affare alla sola Gts).3) La ges­tione del com­pen­dio Spi­ag­gia degli Olivi. Il con­trat­to con la ges­tione Chemol­li è scadu­to e la soci­età pro­pri­etaria (Lido Spa) deve affi­dare la ristrut­turazione e ges­tione (come si usa ed è cor­ret­to fare, per­chè le ges­tioni dirette di sim­ili immo­bili cre­do che siano vera­mente impro­poni­bili) ricer­can­do, come det­ta­to dal Con­siglio Comu­nale, altre ges­tioni al di fuori dei rap­por­ti già intrapre­si per la ges­tione di altri beni immo­bili. Mi pare evi­dente che anche in questo caso l’Am­min­is­trazione avrà fat­to un buon lavoro se la ges­tione pro­dur­rà il mas­si­mo van­tag­gio per la cit­tà (non solo in ter­mi­ni economici).Per far­la breve, pri­ma di sostenere che Ser­gio Moli­nari ha ragione affer­man­do la scarsa effi­ca­cia delle Ammin­is­trazioni Comu­nali nel far gestire soci­età pubbliche/private (nelle quali stori­ca­mente si è sem­pre pri­va­tiz­za­to l’u­tile e social­iz­za­to il cos­to del­la trasfor­mazione), la prevalen­za del potere eco­nom­i­co ed il ruo­lo mar­ginale del Con­siglio Comu­nale, vedi­amo pure come ver­ran­no sci­olti questi tre nodi (non rin­vi­a­bili nel tem­po da una Ammin­is­trazione seria). Se le risposte saran­no la ripe­tizione delle cose già viste, e se la ges­tione finirà inte­gral­mente ai soli­ti noti, allo­ra si dovrà dare ragione al com­men­ta­tore politi­co (con grande ram­mari­co). Ma io non sono pes­simista, ed oltre a movi­men­ti politi­ci inter­es­san­ti (anche l’us­ci­ta dal­la mag­gio­ran­za di Riva Domani per molti aspet­ti è in relazione con queste fac­cende), mi sem­bra­no giun­gere anche altri seg­nali pos­i­tivi se è vero, come pare, che anche sul­la ges­tione del com­pen­dio Spi­ag­gia degli Olivi si stan­no facen­do avan­ti più grup­pi di impren­di­tori in sana com­pe­tizione tra di loro».

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