Un futuro da decifrare

Lido spa padrona della Baltera: affare o no?

06/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La sostan­za del­l’­op­er­azione con­siste nel­la deci­sione di com­prare per 45 mil­iar­di e 750 mil­ioni i due padiglioni B e C alla Bal­tera e di affit­tar­li alla Pala­con­gres­si per 2,8 mil­iar­di all’an­no che diven­ter­an­no 2,5 nel 2002–2003 e 2 mil­iar­di dal 2004.Per finanziare l’in­ves­ti­men­to — illus­tra­to l’al­tra sera dal Cesare Mal­ossi­ni, Mau­ro Malfer e Gian­ni Zon­ti­ni, rispet­ti­va­mente sin­da­co del­la cit­tà, pres­i­dente del­la Lido spa e pres­i­dente del­la Pala­con­gres­si srl — la Lido uti­liz­za 3 mil­iar­di del comune, 5 mil­iar­di del­la Tec­nofin, altri 10 mil­iar­di presta­ti dal­la Tec­nofin, un’al­tra venti­na di mil­iar­di li pagherà in 15 anni in ragione di 1 mil­iar­do e mez­zo l’an­no e per il resto ha acce­so un mutuo di 20 mil­iar­di con la Car­itro, con la sper­an­za di resti­tuirne 15 in un colpo solo a giug­no 2001, quan­do incasserà il con­trib­u­to già inser­i­to a bilan­cio dal­la provin­cia. Sic­come le entrate del­la Lido sono rap­p­re­sen­tate qua­si esclu­si­va­mente dal­l’af­fit­to paga­to da Pala­con­gres­si, i bilan­ci del­la soci­età com­in­cer­an­no ad andare pesan­te­mente in rosso dal 2005 quan­do occor­rerà aggiun­gere al paga­men­to degli inter­es­si la resti­tuzione delle quote annue del cap­i­tale sui 10 mil­iar­di presta­ti dal­la Tec­nofin. La Lido dovrà quin­di cer­care di ottenere ulte­ri­ori finanzi­a­men­ti pub­bli­ci. Sul­la manovra ci sono val­u­tazioni opposte. Il con­sigliere Pier Gior­gio Zam­bot­ti giu­di­ca ecces­si­va­mente pesante e ris­chioso l’in­deb­ita­men­to del­la Lido. Se per un caso qualunque non dovessero arrivare i mil­iar­di del­la provin­cia, diven­terebbe assai dif­fi­cile il trovare i sol­di per pagare i ratei annui del leas­ing e del mutuo. Il gra­do di dipen­den­za del­la Lido dagli stanzi­a­men­ti provin­ciali viene giu­di­ca­to ecces­si­vo dal con­sigliere: Tren­to sarebbe davvero in gra­do di stran­go­lare la soci­età del comune. Di parere diame­tral­mente oppos­to Anto­nio Miorel­li, pres­i­dente del coor­di­na­men­to impren­di­tori pre­sente, attra­ver­so la Gts (la soci­età dei pri­vati cos­ti­tui­ta per le ges­tioni tur­is­tiche), nel­la Pala­con­gres­si. Il comune di Riva ha sbor­sato 3 mil­iar­di attra­ver­so l’au­men­to di cap­i­tale sociale del­la Lido di Riva, soci­età di cui avrà sem­pre la mag­gio­ran­za; e fra quindi­ci anni si tro­verà pro­pri­etario di un cap­i­tale immo­bil­iare di 45 mil­iar­di. «Se non è un affare questo. Del resto a Pala­con­gres­si (in cui i pri­vati deten­gono la mag­gio­ran­za azionar­ia, ndr), sarebbe anda­to benis­si­mo anche con­tin­uare a pagare le rate del leas­ing e trovar­si, fra qualche anno, pro­pri­etaria del padiglione fieris­ti­co. E’ sta­to il comune a decidere la sep­a­razione delle com­pe­ten­ze e ad indi­care nel­la Lido, in ogni caso a mag­gio­ran­za pub­bli­ca, la tito­lare delle pro­pri­età. L’af­fit­to paga­to dal­la Pala­con­gres­si alla Lido, pur infe­ri­ore alla som­ma degli affit­ti che paga­va alla Ros­mi­ni, res­ta intorno al 6% del cap­i­tale e quin­di è con­gruo rispet­to ai val­ori di mer­ca­to. La Pala­con­gres­si ha bisog­no di sol­di per la promozione».