Il direttore della società di navigazione chiede ai responsabili di intervenire per evitare la fermata di battelli e catamarani. L'ingegner Coppola: «I margini operativi si sono ulteriormente ridotti»

Limitare i prelievi o la Navigarda chiude

19/09/2003 in Attualità
Parole chiave: - -
Di Luca Delpozzo

L’ingeg­n­er Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore del­la , seg­nala alla man­ci­a­ta di uffi­ci com­pe­ten­ti fra Man­to­va, , Par­ma e Venezia, che se va avan­ti di questo pas­so la soci­età rischia di dover inter­rompere il servizio di sul lago. Non era mai suc­ces­so che il liv­el­lo scen­desse tan­to: lunedì 15 set­tem­bre, l’idrometro di Peschiera ha fat­to seg­nare 8 cen­timetri sul­lo zero, una quo­ta mai reg­is­tra­ta dal 1950, anno in cui sono com­in­ciati i rilevamenti.La soglia del più 15 pare­va inval­i­ca­bile: nes­suno è in gra­do di dire con esat­tez­za a quale quo­ta i bat­tel­li dovran­no fer­mar­si, una situ­azione così non s’è mai verificata.Da qualche parte, anche a causa delle onde, le eliche han­no già grat­ta­to il fon­do. «Un ulte­ri­ore abbas­sa­men­to dan­neg­gerebbe ancor di più il servizio di trasporto pub­bli­co di lin­ea sul lago». Fino ad oggi, pros­egue Cop­po­la, la Nav­i­gar­da ha assis­ti­to in silen­zio al con­tin­uo calo: «ora i mar­gi­ni oper­a­tivi si sono ulte­ri­or­mente ridot­ti, sen­za pos­si­bil­ità di soluzioni alter­na­tive alla sospen­sione dei servizi». Ne dis­cende la richi­es­ta di inter­ven­ti tem­pes­tivi «in modo da pot­er inver­tire la ten­den­za alla dimin­uzione del liv­el­lo del lago di Gar­da». Quali siano questi inter­ven­ti è presto det­to: una ulte­ri­ore con­trazione, o addirit­tura lo stop ai pre­lievi di acqua allo sbar­ra­men­to di Salionze. In questo peri­o­do, sec­on­do gli accor­di sui liv­el­li, è con­sen­ti­to un pre­lie­vo di 68 metri cubi di acqua al sec­on­do. Invece i rubi­net­ti sono parec­chio più stret­ti: dall’1 al 9 set­tem­bre sono usci­ti 15 metri cubi al sec­on­do ed il liv­el­lo è sce­so da 21 a 17 cen­timetri sul­lo zero; dal 9 al 14 il pre­lie­vo è rad­doppi­a­to (30 metri cubi/secondo) ed il liv­el­lo ha toc­ca­to gli 8 cen­timetri a mez­zo­giorno del 15; da allo­ra esce meno acqua (dalle 15 del 17 i metri cubi prel­e­vati sono 11) ed il liv­el­lo è tor­na­to a salire fino a 13 cen­timetri. Il Sar­ca nel cor­so del­l’es­tate la con­voglia­to enorn­mi quan­tità d’ac­qua nel lago: bas­ta una ric­og­nizione ai ghi­ac­ciai del Brenta e del grup­po Adamel­lo-Pre­sanel­la per ren­der­si con­to del­l’ero­sione spaven­tosa con­suma­ta da giug­no in avan­ti. Se il lago è piom­bato ad una quo­ta mai reg­is­tra­ta, la ragione sta nei pre­lievi, uti­liz­za­ti per una cen­trale idroelet­tri­ca e soprat­tut­to per l’ir­rigazione delle cam­pagne del man­to­vano. L’in­gener Cop­po­la ha avu­to il mer­i­to di chiarire l’aut-aut. E siamo solo a metà set­tem­bre: la sta­gione non è anco­ra fini­ta.

Parole chiave: - -