La Conferenza dei servizi del Consorzio dei Comuni bresciani ha detto no ad un noleggiatore. Si valuterà l’impatto ambientale e la sicurezza per le rotte dei battelli

Limiti alle boe d’ormeggio

02/02/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Un prin­ci­pio des­ti­na­to a tenere ban­co anche in futuro in tutte le local­ità del Gar­da bres­ciano è sca­tu­ri­to da una deci­sione pre­sa all’unanimità l’altro giorno dal­la «con­feren­za dei servizi» (con­vo­ca­ta dal Con­sorzio dei Comu­ni del­la spon­da bres­ciana del ). Il Con­sorzio dei Comu­ni era chiam­a­to, a Salò, ad esprimere un parere sul­la doman­da avan­za­ta da un noleg­gia­tore di Sirmione, per avere in con­ces­sione un’area dema­niale lacuale davan­ti al lun­go­la­go Diaz, dove inten­de­va col­lo­care dieci boe d’ormeggio. Il «no» del Con­sorzio dei Comu­ni garde­sani è sta­to deciso per una serie di aspet­ti, che van­no dal­la tutela dell’ambiente pae­sis­ti­co-ambi­en­tale in cui si tro­va l’area (davan­ti alla passeg­gia­ta con vista lago del­la cit­tad­i­na ter­male), alla pos­si­bile inter­feren­za con le rotte dei bat­tel­li di lin­ea e del­la da dipor­to. Insom­ma , gli even­tu­ali «campi boa», almeno a Sirmione, dovran­no essere sin­go­lar­mente val­u­tati. Ovvi­a­mente, come spie­ga a «Bres­ciaog­gi» l’ingegnere Faus­ta Ton­ni, respon­s­abile tec­ni­co del con­sorzio del demanio, ogni Comune esprime le pro­prie val­u­tazioni, in relazione alla mor­folo­gia del pro­prio ter­rri­to­rio. Il diniego è sta­to espres­so, come si dice­va, da tut­ti i sogget­ti pre­sen­ti alla con­feren­za dei servizi, vale a dire il Comune di Sirmione, , Soprint­en­den­za, Provin­cia e il Con­sorzio dei Comu­ni. La doman­da di con­ces­sione dell’area, di 800 metri qua­drati all’altezza del «Bar­racu­da», era sta­ta pre­sen­ta­ta dal noleg­gia­tore Aure­lio Fran­cioso, lo stes­so che tem­po fa ha inoltra­to un ricor­so al Tar di Bres­cia con­tro un diniego del Comune a propos­i­to di un provved­i­men­to che tut­tavia, come ril­e­va un fun­zionario comu­nale, «non è più richiesto dal­la vigente leg­is­lazione per l’esercizio dell’attività di noleg­gio di natan­ti sen­za con­du­cente». A sua vol­ta l’assessore alla e al demanio Luca Azzoni ha poi chiesto ed ottenu­to dal­la Giun­ta di Sirmione la revo­ca del­la delib­era, con cui si era in un pri­mo momen­to pen­sato di dis­ci­pli­nare in via gen­erale la mate­ria, pref­er­en­do invece affrontare sin­go­lar­mente ogni doman­da di con­ces­sione. Tesi che, come s’è vis­to, è sta­ta recepi­ta dal­la con­feren­za dei servizi. Nel­la con­feren­za dei servizi lo stes­so asses­sore Luca Azzoni ha ril­e­va­to «un’intrinseca peri­colosità del­la zona acquea davan­ti al Bar­racu­da, in cui si sono reg­is­trati numerosi inci­den­ti nau­ti­ci, alcu­ni dei quali con con­seguen­ze mor­tali». Tra l’altro, nel­la stes­sa area venne ormeg­gia­to quindi­ci anni fa l’Ufo gal­leg­giante, lo Space Boat di pro­pri­età del­la dit­ta Sane, che per for­tu­na venne trasfer­i­to dall’altra parte, nel­lo spec­chio acqueo anti­s­tante il parcheg­gio Mon­te­bal­do. Anche allo­ra si gridò allo «scem­pio ambi­en­tale», che tut­tavia non può essere parag­o­na­to alle boe d’ormeggio che il moto­scafista avrebbe volu­to col­lo­care. Attual­mente, con­fer­ma l’ingegner Faus­ta Ton­ni, sono cir­ca 1.700 le boe extra­por­tu­ali autor­iz­zate e dis­sem­i­nate lun­go la cos­ta bres­ciana del Gar­da. La parte del leone la recitano local­ità come Maner­ba, San Felice, Portese, Moni­ga. Sirmione e Desen­zano invece, a causa del­la mor­folo­gia del ter­ri­to­rio e dei for­ti ven­ti, ne con­tano un numero decisa­mente infe­ri­ore. Il canone viene deter­mi­na­to in base alla super­fi­cie real­mente occu­pa­ta dal natante ed è di 25 euro al metro quadra­to. Nel 2005 la com­p­lessi­va ges­tione del demanio extra­por­tuale, dunque non solo riferi­ta alle boe d’ormeggio, ha per­me­s­so un introito al Con­sorzio di oltre 2 mil­ioni e 800 mila euro. Da notare che quat­tro anni pri­ma, quan­do le attiv­ità veni­vano eserci­tate dal­la Regione per il tramite degli Ispet­tora­tio di Por­to, l’incasso si era aggi­ra­to sui 275 mila euro. Nel 2004 l’ente, pre­siedu­to dall’assessore salo­di­ano Bernar­do Berar­dinel­li, ave­va già incas­sato 2 mil­ioni e 600 mila euro, dunque un crescen­do con­tin­uo da allo­ra. A guidare la «hit parade» degli introiti è Sirmione, con qua­si 560 mila euro (la peniso­la è dis­sem­i­na­ta di pon­tili, darsene, solar­i­um, ter­razze, ecc.), segui­to da Mader­no, Gargnano e Manerba.

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