L’emergenza maltempo. Buone notizie dopo le ricerche sotto 5.000 metri cubi di terra

Limone, frana senza vittime

20/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Wilma Petenzi Wilma Petenzi

La frana cadu­ta a Limone non ha fat­to vit­time. Sot­to i mas­si, la ter­ra e i rami che han­no let­teral­mente trasci­na­to nel lago la non sarebbe rimas­ta alcu­na per­sona. Fin da saba­to sera, subito dopo i pri­mi inter­ven­ti, la tes­ti­mo­ni­an­za di due auto­mo­bilisti di Riva, pas­sati pochi istan­ti pri­ma che la parete cedesse ave­va tran­quil­liz­za­to i soc­cor­ri­tori. Le due per­sone di Riva, due cli­en­ti del sin­da­co di Riva, ave­vano da subito avvisato le autorità e i soc­cor­ri­tori di quan­to suc­ces­so sul­la Garde­sana. «Abbi­amo vis­to scen­dere un pez­zo di mon­tagna, ma la stra­da era lib­era. Non c’era nes­suno» ave­vano dichiara­to i due ai , i pri­mi ad arrivare sul luo­go del­la frana. L’ulteriore con­fer­ma è venu­ta ieri, quan­do le unità cinofile dei del­la provin­cia di Berg­amo e Lec­co han­no con­clu­so il loro lavoro. Per tut­ta la mat­ti­na­ta i cani cer­ca per­sone han­no annusato e ras­pa­to tra sas­si e ter­ric­cio, ma sen­za fiutare nul­la. Nel pri­mo pomerig­gio i cani sono rien­trati alla base. A ras­si­cu­rare ulte­ri­or­mente sul­lo scam­pa­to peri­co­lo con­tribuisce anche il fat­to che in zona non è sta­ta pre­sen­ta­ta alcu­na denun­cia di scom­parsa: nes­suno man­ca da casa, tut­ti sono rien­trati rego­lar­mente. Nel­la notte c’erano sta­ti momen­ti di pau­ra per la seg­nalazione, giun­ta da Tremo­sine, del man­ca­to rien­tro a casa di una per­sona, ma si trat­ta­va di un sem­plice ritar­do e la frana non c’entrava nul­la. Tut­to las­cia sup­porre che la frana non abbia fat­to vit­time, ma le forze dell’ordine preferiscono non sbi­lan­cia­r­si e tem­poreg­gia­re dichiaran­do che appare «molto remo­ta» la pos­si­bil­ità che tut­ti quei metri cubi di ter­ra e sas­si abbiano stron­ca­to qualche vita umana. L’unica vera vit­ti­ma accer­ta­ta del­la frana è la stra­da. La Garde­sana occi­den­tale è chiusa dalle 22,45 di saba­to sera. Un trat­to di stra­da, all’altezza del chilometro 102, quel­lo subito a ridos­so del tun­nel arti­fi­ciale para­mas­si, è scivola­to nel lago. Sul­la Garde­sana sono fra­nati su un fronte di cir­ca ses­san­ta metri almeno 5000 metri cubi (ques­ta la pri­ma sti­ma) di ter­ra e mas­si e altret­tan­to mate­ri­ale incombe in parete, pron­to a franare da un momen­to all’altro. Pro­prio ques­ta even­tu­al­ità ha fat­to lavo­rare ieri in situ­azione di estrema emer­gen­za, con l’attenzione e la con­cen­trazione a mille. Il mate­ri­ale frana­to — lo definis­cono i tec­ni­ci — è anco­ra molto insta­bile: piovono pietre e questo con­tin­uo fla­gel­lo ha reso dif­fi­coltoso il lavoro dei cani. Il pri­mo inter­ven­to con­siste, dunque, nel ren­dere più sta­bile la frana. Già ieri pomerig­gio si sono arrampi­cati sul­la parete i roc­cia­tori dell’Anas. Il loro com­pi­to è quel­lo di «spi­anare» la stra­da per gli esca­v­a­tori. Lavo­ran­do con pic­cole cariche di dina­mite i roc­cia­tori fran­tu­mer­an­no i mas­si più grossi, quel­li che sono in bil­i­co e rischi­ano di franare da un momen­to all’altro. I roc­cia­tori effettuer­an­no alcu­ni sopral­lu­oghi sul­la cer­s­ta del­la mon­tagna da cui si è stac­ca­ta la frana, per stu­di­are la situ­azione e pre­ven­ti­vare altri even­tu­ali peri­coli. Fini­ta ques­ta pri­ma fase di preparazione, la stra­da potrà essere rip­uli­ta. I lavori non saran­no bre­vi. La situ­azione è grave, ma non grave come nel feb­braio dell’anno scor­so quan­do una frana uccise un pen­sion­a­to trenti­no di Arco, che pas­sa­va sul­la Garde­sana con il suo Ape car, e Limone rimase com­ple­ta­mente irrag­giun­gi­bile dal­la spon­da bres­ciana. La stra­da rimase chiusa per lun­go tem­po, con grosse difif­coltà per i trasporti e enor­mi dif­fi­coltà per pen­dolari e studneti.