Davanti ai 75 miliardi dei trentini s'attendeva una reazione più responsabile

Limone vuole i danni, Riva perde la pazienza

24/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Nel­la pos­ta pro­to­col­la­ta giovedì in munici­pio c’era anche una let­tera del­lo stu­dio del­l’avvo­ca­to Mal­ossi­ni di Rovere­to, il cui con­tenu­to era noto ed annun­ci­a­to: il legale, che agisce per con­to del Con­sorzio degli alber­ga­tori del­la Riv­iera dei Limoni, pre­an­nun­cia una richi­es­ta di ris­arci­men­to dan­ni derivan­ti agli oper­a­tori tur­is­ti­ci dal­la chiusura del col­lega­men­to con Riva. La let­tera è sta­ta la goc­cia che ha fat­to tra­boc­care il vaso del­la pazien­za. Ieri mat­ti­na c’è sta­ta una riu­nione stra­or­di­nar­ia del­la giun­ta dal­la quale uscirà un comu­ni­ca­to, ma annac­qua­to rispet­to alle val­u­tazioni incro­ci­ate­si sul­l’inizia­ti­va dei limone­si. «Sono total­mente fuori del sem­i­na­to» è il più edul­co­ra­to dei com­men­ti per un’inizia­ti­va giu­di­ca­ta assurda.Premesso che un’even­tuale aper­tu­ra del­la stra­da, a finestre o meno, parziale od anche totale, non sarebbe cer­to osta­co­la­ta dai rivani, deve però essere chiaro che la , per esplici­ta e chiaris­si­ma affer­mazione del­l’ingeg­n­er Cop­po­la (che ne è il diret­tore) non sarà mai in gra­do di smaltire tut­to il traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co diret­to ver­so la spon­da bres­ciana. Altret­tan­to chiaro che i traghet­ti sbolog­nano al mas­si­mo una cinquan­ti­na di auto­mo­bili all’o­ra. L’au­to che si mette in fila all’In­vi­o­la­ta (davan­ti ce ne saran­no cir­ca 140 in atte­sa) dovrà aspettare tre ore pri­ma di imbar­car­si. Forse ‑argo­men­tano a Riva, ma a Limone non la vogliono capire- sarebbe meglio con­sigliare il cliente a far­si un’o­ra d’au­tostra­da in più invece che las­cia­r­lo cuo­cere tre ore in fila. Non bas­ta: chi arri­va dopo l’ul­ti­mo pos­to macchi­na buono su viale Canel­la (oltre la 140esima posizione) ver­rà rimosso dai vig­ili urbani per­chè non è pos­si­bile tap­pare viale Tren­to e viale dei Tigli con auto­mo­bili ferme a lato del­la stra­da. Ques­ta è la situ­azione. Se poi i limone­si vogliono chiedere i dan­ni per­chè è venu­ta giù la frana, fac­ciano pure: ognuno si diverte come gli pare. Ma non è pos­si­bile dimen­ti­care che di fronte all’e­mer­gen­za, la provin­cia di Tren­to ha rispos­to nel giro di due mesi impeg­nan­do 75 mil­iar­di e non chi­ac­chiere, per risol­vere in via defin­i­ti­va il prob­le­ma. Dal­l’al­tra parte si pas­sa anco­ra sul­la frana, nè risul­ta che siano sta­ti effet­tuati quei dis­gag­gi che la chiusura obbli­ga­ta del­la stra­da avrebbe facil­i­ta­to di molto. Questo ha fat­to dire a Casagran­da che la provin­cia non pote­va davvero fare più di quel che ha fat­to. E come ringrazi­a­men­to si vede recap­itare il pre­an­nun­cio d’u­na richi­es­ta di ris­arci­men­to dan­ni che quan­to a fon­datez­za, fa solo rid­ere con­di­to con la minac­cia d’u­na dis­erzione delle urne il 13 mag­gio, qua­si che la cosa potesse min­i­ma­mente inter­es­sare i trentini.

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