Ridotte dal Comune pure le aliquote produttive: da 6,75 a 6,50

L’imposta sugli immobili scende fino al 4,3 per mille

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Toscolano Mader­no l’Im­pos­ta comu­nale sug­li immo­bili è sta­ta ridot­ta per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo. Nel Duemi­la è sce­sa dal 4,5 per mille al 4,4. Arriverà al 4,3. Il dis­cor­so riguar­da la pri­ma abitazione (ma anche la sec­on­da, nel caso in cui ven­ga cedu­ta in affit­to o in comoda­to a par­en­ti entro il sec­on­do gra­do, res­i­den­ti in loco), com­pre­si garage e per­ti­nen­ze. Sulle altre rimane invece del 7 per mille. Dimi­nu­ite pure le aliquote riguardan­ti le attiv­ità pro­dut­tive: dal 6,75 al 6,50, rispet­to al 7 del ’99. Ulti­ma novità: la detrazione di 250 mila lire non ver­rà appli­ca­ta soltan­to sug­li allog­gi con val­ore cat­a­stale infe­ri­ore ai cen­to mil­ioni. L’I­ci garan­tisce un get­ti­to annuale di cir­ca quat­tro mil­iar­di e mez­zo. «Ma gli accer­ta­men­ti e i con­trol­li in cor­so effet­tuati attra­ver­so la Dat­a­l­o­gos — spie­gano il sin­da­co Pao­lo Ele­na e l’asses­sore Fabio Bel­loni — ci han­no fat­to recu­per­are dei quat­tri­ni. Abbi­amo scop­er­to eva­sori totali e, in alcu­ni casi, pri­vati che dove­vano effet­tuare dei conguagli. La qual cosa con­sente da un lato la riduzione delle aliquote, dal­l’al­tro nel bilan­cio 2001 la pre­vi­sione di mag­giori introiti, che infat­ti ammon­tano a quat­tro mil­iar­di e 900 mil­ioni». Sec­on­do pun­to. Le tar­iffe del­l’ac­que­dot­to subi­ran­no un aumen­to del 4 per cen­to. La net­tez­za urbana, invece, era già sta­ta mod­i­fi­ca­ta l’an­no scor­so, con rispar­mi per i nuclei com­posti da una o due per­sone e aggravi per quel­li con più di tre. Riv­ista anche la tabel­la degli oneri di urban­iz­zazione. Il ter­zo pun­to prevede che vengano rad­doppi­ate le tar­iffe per l’oc­cu­pazione degli spazi pub­bli­ci, lim­i­tata­mente agli ambu­lan­ti. «Da molto tem­po — affer­ma Ele­na — i 125 banchi del mer­ca­to set­ti­manale, che si svolge il giovedì, paga­vano un mil­ione all’an­no cias­cuno. Come dire: 20 mila lire ogni vol­ta. Poi c’è una quo­ta, in ver­ità mod­es­ta, per la rac­col­ta dei rifiu­ti. Nonos­tante gli aumen­ti, siamo anco­ra molto al di sot­to degli altri comu­ni». Quar­to aspet­to: la pub­blic­ità (cartel­li, inseg­ne, eccetera). Da impos­ta diven­ta canone. Dal pri­mo gen­naio è revo­ca­ta la con­ces­sione all’Aipa, che sarebbe scadu­ta nel 2002. «A riscuotere provved­erà diret­ta­mente il Comune — dice Bel­loni -. Anche se gli impor­ti non cam­bier­an­no, pen­si­amo di incas­sare tre volte la cifra attuale, che è di appe­na 15 mil­ioni. Inoltre chi paga può recu­per­are l’I­va». Esen­zioni sono pre­viste per le man­i­fes­tazioni politiche, reli­giose, sportive, sin­da­cali e cul­tur­ali, orga­niz­zate da asso­ci­azioni conosciute (e per tutte le altre che abbiano il patrocinio di enti pub­bli­ci ter­ri­to­ri­ali). Anco­ra da definire la ques­tione-aff­is­sioni. Il pre­ven­ti­vo è sta­to approva­to dal­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del Polo, e dal musicista Ser­gio Berta­sio, ex Lega Nord, ora Ape. Due con­siglieri di mino­ran­za (Daniela Vas­sali­ni, Gior­gio Pip­pa) han­no abban­do­na­to l’aula, in seg­no di protes­ta per la dif­fi­coltà ad avere doc­u­men­ti. Assen­ti gli altri due (l’ex sin­da­co Sil­vano Boni e l’am­bi­en­tal­ista Cristi­na Milani). Trentadue mil­iar­di e 237 mil­ioni: qua­si undi­ci mil­iar­di più del Duemi­la. A tan­to ammon­tano le entrate (e le uscite) del munici­pio. Spese cor­ren­ti: undi­ci mil­iar­di, di cui tre per il cos­to del per­son­ale. Gli inter­es­si pas­sivi, 641 mil­ioni, rap­p­re­sen­tano il 5,84 per cen­to, men­tre il numero dei dipen­den­ti, che era di 42 nel ’99, sale a 56 in segui­to allo sciogli­men­to del Con­sorzio di vig­i­lan­za urbana con Gar­done Riv­iera e Tig­nale. In con­to cap­i­tale finis­cono 16 mil­iar­di e 780 mil­ioni: più del doppio rispet­to all’an­no scor­so. Per il resto, quat­tro mil­iar­di e 400 mil­ioni tra rim­bor­so di presti­ti e par­tite di giro.