Un pensionato 63enne dopo la maratona di New York ha collezionato una nuova avventura, questa volta ciclistica. Ha pedalato da solo per quasi mille chilometri, seguito dalla moglie in macchina

L’impresa di Bisacchi: Salò-Parigi in bici

12/10/2003 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
s.z.

Da Salò a Pari­gi: 990 chilometri in bici­clet­ta. E’ l’im­pre­sa com­pi­u­ta da Fed­eri­co Bisac­chi, un 63enne salo­di­ano che, dopo essere anda­to in pen­sione, ha scop­er­to il gus­to del­lo sport e il con­fron­to con se stes­so. Questo il per­cor­so. Pri­ma tap­pa: fino a Tre­cate, per 160 chilometri. Sec­on­da: Novara, Ver­cel­li, Chatil­lon, di 140. Terza: Aos­ta, Cour­mayeur, tun­nel del monte Bian­co, Ginevra (155 chilometri). Quar­ta: Fer­net, Gex, Col de la Fau­cille, Cam­pag­nole (90). Quin­ta: Poligny, Dole, Aux­onne, Digione (120). Ses­ta: Ale­sia, Ancy, abbazia di Fonte­nay, Ton­nerre, Chablis, Aux­erre (145). Set­ti­ma: Joigny, Sens, Fontainebleau, Pari­gi (180). L’ar­ri­vo, in Place d’I­tal­ie. Ma il giorno suc­ces­si­vo Bisac­chi non ha rin­un­ci­a­to a toglier­si una sod­dis­fazione che insegui­va da tem­po: per­cor­rere in bici i Campi Elisi, dove ogni anno arrivano Arm­strong, Ulrich e tut­ti i cam­pi­oni del Tour de France. Ha ped­ala­to per altri trenta chilometri, pas­san­do davan­ti al Lou­vre, superan­do Place de la Con­corde e volan­do fino all’Ar­co di Tri­on­fo. Qui si è fer­ma­to, alzan­do le brac­cia per la felice con­clu­sione del­l’avven­tu­ra. Il sign­or Fed­eri­co, orig­i­nario del­la cit­tà, ha sem­pre fat­to il com­mer­ciante. Alle For­naci vende­va scaf­fala­ture indus­tri­ali, nas­tri trasporta­tori, ecc. Una vita pas­sa­ta lavo­ran­do, sen­za un atti­mo di pausa e di diver­ti­men­to. Nel ’93 la scelta di cam­biare. Smes­sa l’at­tiv­ità, ha deciso di entrare nel grup­po dei pen­sion­ati. E, per non trascor­rere le gior­nate al bar o passeg­gian­do sul lun­go­la­go di Salò, dove abi­ta, ha com­in­ci­a­to a met­tere cal­zonci­ni cor­ti e fare foot­ing. Chissà, forse un modo di con­ser­vare il gus­to per la fat­i­ca. Via di cor­sa, quin­di, tra campi e sen­tieri. E un appun­ta­men­to di rilie­vo, la mara­tona di New York, dis­pu­ta­ta e con­clusa. Poi Bisac­chi ha scop­er­to il ciclis­mo. Iscrit­to alla soci­età locale (ora pre­siedu­ta da Dino Zam­bar­da, figlio di Vit­to­rio, mor­to nel­la strage di piaz­za Log­gia, di cui abbi­amo par­la­to ven­erdì), ha parte­ci­pa­to a numerose «escur­sioni»: il giro a tappe del­la Sicil­ia, la Salò-Roma, ecc. Ha pure sca­la­to lo Stelvio, le Tre cime di Lavare­do e diver­si pas­si dolomiti­ci. La sgrop­pa­ta fino a Pari­gi l’ave­va pro­gram­ma­ta da parec­chio, con moglie e bici come fedeli com­pagne di viag­gio. Costret­to a riman­dar­la per l’in­cen­dio (e la suc­ces­si­va chiusura) del­la gal­le­ria del monte Bian­co, ha pazien­te­mente atte­so la ria­per­tu­ra. Quest’an­no ha deciso che sarebbe sta­ta la vol­ta buona. Per ten­er­si in for­ma ha per­cor­so novemi­la chilometri: su e giù per la Valvesti­no, la Valle Sab­bia, la Mad­dale­na, Val­lio e il colle di S.Eusebio. Il gran cal­do di agos­to lo ha costret­to a un ulti­mo rin­vio, per non incor­rere in qualche guaio fisi­co. Nel­la sec­on­da metà di set­tem­bre la parten­za. Lui davan­ti, su una Car­rera ben acces­so­ri­a­ta, for­nitagli da Davide Boifa­va, lo sco­pri­tore di tan­ti nomi famosi. E la moglie (Car­la Tono­li, ex imp­ie­ga­ta del­la Tas­soni, sorel­la di due fotografi e di un infer­miere) dietro, su una Cit­roen. Gli ami­ci, abit­u­ali com­pag­ni di grup­po e di stra­da? Tut­ti a casa, non uno dis­pos­to a pigia­re sui ped­ali al suo fian­co. Ogni giorno Fed­eri­co scat­ta­va dal­l’al­ber­go alle 7.30 del mat­ti­no, muni­to di bor­rac­ce, bar­rette e inte­gra­tori. Car­la si alza­va più tar­di, tene­va i col­lega­men­ti tele­foni­ci e ogni tan­to lo rag­giunge­va, antic­i­pan­do­lo all’ar­ri­vo. Così fino a Pari­gi. Sen­za dimen­ti­care qualche digres­sione per ammi­rare la casa- di Voltaire a Fer­ney, quel­la di Louis Pas­teur a Dole, oppure Alise Sainte Reine, l’ex Ale­sia, dove c’è il mon­u­men­to di Vercinge­torige, il re dei Gal­li scon­fit­to da Giulio Cesare nel 52 a.C. Per Bisac­chi 990 chilometri in bici, a esclu­sione degli undi­ci del­la gal­le­ria del monte Bian­co (lì è sal­i­to sul­l’au­to del­la moglie). I due han­no trascor­so la set­ti­mana suc­ces­si­va in Fran­cia, non più pic­cioni viag­gia­tori ma colom­bi innamorati.

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