E la variante di Ponte San Marco è bloccata per colpa di una firma

L’incredibile vicenda del cantiere, aperto ben undici anni fa

04/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Flavio Marcolini

I lavori sono com­in­ciati undi­ci anni fa, ma la ques­tione è lon­tana dal­la soluzione. In sin­te­si: il com­ple­ta­men­to del­la vari­ante ester­na all’abitato di Ponte San Mar­co di Cal­ci­na­to (la stra­da statale 11 Bres­cia-Verona) res­ta una chimera. Approvate l’anno scor­so le per­izie richi­este per la cir­con­va­l­lazione del cen­tro abi­ta­to di Ponte San Mar­co, la prat­i­ca che dovrebbe dare il via alla gara d’appalto giace da tem­po a Roma, nell’ufficio diret­ti­vo dell’Anas. Nei giorni scor­si il sin­da­co di Cal­ci­na­to, Pierange­lo Crot­togi­ni, ha scrit­to all’Anas, ai par­la­men­tari bres­ciani, ai con­siglieri region­ali, a quel­li provin­ciali e al pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li l’ennesima let­tera «per chiedere il vostro inter­es­sa­men­to sui fat­ti recen­ti legati al com­mis­sari­a­men­to del com­par­to Anas del­la Lom­bar­dia, dal quale dipende la con­clu­sione dell’opera. Da mesi — ricor­da il pri­mo cit­tadi­no di Cal­ci­na­to — man­ca solo una fir­ma per iniziare la gara d’appalto per la mes­sa a nor­ma del­la gal­le­ria arti­fi­ciale, che con­sen­tirebbe l’apertura di questo trat­to». Crot­togi­ni aus­pi­ca quin­di che «la situ­azione non pro­d­u­ca una sta­gione di nuovi ritar­di». Sul­la ques­tione del­la vari­ante di Ponte San Mar­co, sono inter­venu­ti anche i con­siglieri provin­ciali di oppo­sizione con un’interrogazione al pres­i­dente Cav­al­li. Il pun­to spin­oso è la mes­sa in sicurez­za di una gal­le­ria lun­ga 1200 metri, che inizia nel­la frazione Cam­pag­no­la di Bedi­z­zole e, dopo il salto del pic­co­lo Monte Fontana, ter­mi­na in local­ità San Marchi­no. La lunghez­za com­p­lessi­va: 1.200 metri. «Quel­lo del­la cir­con­va­l­lazione di Ponte San Mar­co — osser­va Crot­togi­ni — è un nodo che sti­amo cer­can­do di risol­vere da anni, fino­ra invano. Più volte abbi­amo sol­lecita­to più volte tut­ti gli enti per sta­bilire i tem­pi per l’inizio delle opere “. I lavori furono avviati nel feb­braio 1992. L’opera avrebbe dovu­to con­sen­tire lo snel­li­men­to dell’intenso traf­fi­co che tran­si­ta nel­la zona. Nel tri­en­nio 1988–1990 i Comu­ni di Bedi­z­zole e di Cal­ci­na­to ave­vano con­tribuito, insieme alla Provin­cia, alla redazione defin­i­ti­va del prog­et­to, che poi l’Anas ave­va inizia­to a real­iz­zare avvian­do i cantieri tut­to­ra in cor­so. Ma in questi anni l’opera è sta­ta sospe­sa più volte, per­lop­iù per motivi tec­ni­ci: prog­et­ti incom­pleti, neces­sità di con­tinui aggius­ta­men­ti in cor­so d’opera (con grad­uale lievi­tazione dei costi, che sono pas­sati dai 13,9 mil­ioni di euro iniziali ai 31,5 finali), dif­fi­coltà a ottenere in tem­pi cer­ti i nul­la osta nec­es­sari per le per­izie e lun­gag­gi­ni buro­cratiche di varia natu­ra. I lavori han­no inter­es­sato la tan­gen­ziale sud, dal­la local­ità nei pres­si del­la stra­da Gavar­di­na fino alla stra­da Caselle, per un trat­to di 5,830 chilometri, con la posa delle opere com­ple­men­tari: ven­ti­lazione in gal­le­ria, impianti elet­tri­ci, seg­nalet­i­ca e guard-rail. Par­ti­co­lar­mente impeg­na­ti­va è sta­ta la real­iz­zazione del nuo­vo ponte sul fiume Chiese (lun­go ben 260 metri), di due gran­di svin­coli (uno in local­ità Bertag­no-Gavar­di­na, un altro in zona Caselle) e di una gal­le­ria arti­fi­ciale. Una vol­ta ter­mi­na­ta, la nuo­va tan­gen­ziale si col­legherà con il trat­to, già in fun­zione da qualche anno, che scorre a nord di Lona­to, e cos­ti­tuirà un’alternativa alla Bres­cia-Verona in ter­ri­to­rio di Cal­ci­na­to. e risolverà i prob­le­mi di Ponte San Mar­co, tagli­a­ta in due dal traf­fi­co del­la statale.