Il Comitato residenti ha segnalato in Comune il disagio di molti giovanissimi

L’incubo del sabato sulle notti del Due Giugno

20/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Uffi­cial­mente il Comi­ta­to Res­i­den­ti nel quartiere Due giug­no nascerà con l’assem­blea che il pres­i­dente Cris­t­ian Trinchieri ha con­vo­ca­to per la ser­a­ta del 5 otto­bre: tut­tavia la pri­ma pre­sa di posizione sul tema del­la vivi­bil­ità è già plana­ta sul tavo­lo del sin­da­co. Si trat­ta d’u­na let­tera in cui si richia­ma l’at­ten­zione del­la giun­ta sul fenom­e­no delle bande di gio­vani che migra­no, numerosi e rumor­osi, nelle not­tate del saba­to trasfor­man­do in incu­bi quelle che dovreb­bero essere ore di sacrosan­to riposo.Il comi­ta­to non invo­ca mis­ure repres­sive: si limi­ta a seg­nalare quel­lo che inter­pre­ta come un dis­a­gio sociale da «curare» con i mezzi che una giun­ta atten­ta anche alle prob­lem­atiche gio­vanili (c’è l’ap­posi­ta del­e­ga) dovrebbe essere in gra­do di met­tere in cam­po. Gli iscrit­ti al comi­ta­to sono oltre il centi­naio, 116 per l’e­sat­tez­za fra soci sos­ten­ten­i­tori (i non res­i­den­ti, legati comunque alle sor­ti del quartiere, che non potran­no rico­prire cariche elet­tive) ed ordi­nari: quel­li cioè che pas­sano giorni e not­ti nel­la striscia di cit­tà nata dagli anni Set­tan­ta in qua, intorno ai pri­mi «casoni» del­l’Itea. Gli iscrit­ti (ma il tessera­men­to non è chiu­so mai: tut­ti pos­sono dunque inter­venire con pari dig­nità) si tro­ver­an­no nel­l’Au­di­to­ri­um delle Sighele nel­la ser­a­ta di ven­erdì 5 otto­bre, per approvare uno statu­to che indi­vid­ua le final­ità del­l’as­so­ci­azione: le ques­tioni gen­er­ali del­la vivi­bil­ità del quartiere, ma priv­i­le­gian­do sem­pre e comunque le occa­sioni del­l’ag­gregazione: non solo pic­cole sto­rie di mar­ci­apie­di scas­sati o di pan­chine inesisten­ti, ma l’in­di­vid­u­azione di un pac­chet­to di temi su cui sia pos­si­bile costru­ire, nel tem­po e dal con­fron­to, un’i­den­tità civi­ca che il bisog­no pri­mario di con­quis­tar­si un’abitazione ha rel­e­ga­to negli anni pas­sati in sec­on­do o ter­zo piano.