Dal famoso incendio di Bagolino, che costò la vita a tante persone, il paese non si è più fatto cogliere impreparato di fronte all'emergenza fuoco.

L’inferno di Bagolino del 1779

29/01/2000 in Storia
Di Luca Delpozzo
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Dal 1779, anno del famoso incen­dio di Bagoli­no che costò la vita a tante per­sone, il paese non si è più fat­to cogliere imprepara­to di fronte all’e­mer­gen­za fuoco.Come ogni anno, in occa­sione di S. Bar­bara, patrona dei Vig­ili del fuo­co, nel­la local­ità Cer­re­to si è tenu­to un incon­tro fra il grup­po Vig­ili del fuo­co di Bagoli­no, l’Am­min­is­trazione comu­nale, rap­p­re­sen­ta­ta dal sin­da­co Mar­co Scalvi­ni, e dalle nelle per­sone dei mares­cial­li Gia­co­mo Dal Prete e Diego D’Agosti­no. La pre­sen­za di questi ulti­mi è sta­ta molto impor­tante, in fun­zione del­la col­lab­o­razione in atto, per moltepli­ci inter­ven­ti che si trovano a effet­tuare sul ter­ri­to­rio, con i vig­ili del fuo­co. In occa­sione del fes­teggia­men­to annuale, sono state con­seg­nate alcune onori­f­i­cen­ze ai volon­tari del grup­po di Bagoli­no, asseg­nate dal min­istro del­l’In­ter­no, com­pe­tente per la Direzione gen­erale del­la e dei servizi antincendio.La con­seg­na delle onori­f­i­cen­ze è dovu­ta ai par­ti­co­lari mer­i­ti di servizio, durante i quindi­ci anni di attiv­ità, svolti al servizio del­la col­let­tiv­ità di Bagoli­no e del ter­ri­to­rio del­la loro giurisdizione.Il min­istro ha deciso di asseg­nare a sei volon­tari la Croce d’anzian­ità per mer­i­to, con attes­ta­to di ben­e­meren­za e Croce con most­ri­na da indos­sare­sul­la divisa.I volon­tari Osval­do Care, Diego Melzani, Mau­ro Melzani, Mau­ro Peliz­zari, Fer­nan­do Sal­vadori, Dar­lo Zanet­ti han­no rice­vu­to dalle mani del sin­da­co, inter­venu­to in veste uffi­ciale, i riconosci­men­ti in un’at­mos­fera di gen­erale commozione.È sta­ta inoltre asseg­na­ta anche la medaglia d’oro con most­ri­na al caposquadra Gilber­to Lom­bar­di, per 25 anni di servizio. Il sin­da­co, nel suo inter­ven­to, ha pre­cisato che la comu­nità di Bagoli­no ha un forte deb­ito di riconoscen­za nei con­fron­ti di queste per­sone, umili e silen­ziose, che nel­l’anon­i­ma­to svol­go­no, a ris­chio del­la pro­pria vita, un’at­tiv­ità di volon­tari­a­to in dife­sa del­la vita altrui e per la sal­va­guardia del ter­ri­to­rio. o“Molte volte non ricevono nem­meno un gra­zie, ma sap­pi­amo che i cit­ta­di­ni sono più tran­quil­li, sapen­do che, in caso di peri­co­lo, c’è chi veg­lia sul­la loro sicurezza”.Questo è il forte sen­so di respon­s­abil­ità che ani­ma i volon­tari. Mar­co Scalvi­ni ha ricorda­to l’in­cen­dio di qualche anno fa che ave­va bru­ci­a­to decine di ettari di bosco, cau­san­do la chiusura del­la stra­da di S. Anto­nio, con il con­seguente iso­la­men­to del paese.In quel­l’oc­ca­sione gran parte del­la veg­e­tazione esistente sul pen­dio prospiciente il lago d’Idre, in prossim­ità del­l’Os­sario di Mon­te­suel­lo, andò in fiamme per cir­ca una set­ti­mana. I vig­ili del fuo­co, con l’aiu­to di molti volon­tari, si impeg­narono in pri­ma persona.Durante la cel­e­brazione è’ sta­to sot­to­lin­eato come Bagoli­no sia uno dei pochi pae­si ad avere un Cor­po dei vig­ili del fuo­co, che con­ta cir­ca ven­ti volon­tari. Per agevolare il lavoro di queste per­sone, l’Am­min­is­trazione comu­nale, nel cor­so degli anni, ha pre­dis­pos­to, nel cen­tro stori­co, una serie di boc­chette anti­ncen­dio per evitare che i fab­bri­cati più antichi, tra l’al­tro addos­sati l’uno all’al­tro, pos­sano fare da ulte­ri­ore esca al divam­pare di even­tu­ali incen­di. Non ulti­ma la sot­to­lin­ea­tu­ra che il lavoro por­ta­to avan­ti da queste per­sone ha bisog­no di con­ti­nu­ità, e che per­tan­to neces­si­tano nuove forze per garan­tire l’im­peg­no sin qui pro­fu­so dagli attuali com­po­nen­ti del grup­po..