Strade impraticabili, centinaia di auto semidistrutte, imbarcazioni affondate. E i campeggi nel caos, coi turisti che fanno le valigie. Al «Rio» anziano cardiopatico rischia di finire nel lago con la roulotte

L’inferno tra Moniga e Manerba

05/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Basso lago

Moni­ga, Sirmione e Maner­ba, è il caso di dire, nell’occhio del ciclone. A Moni­ga le grand­i­nate del 1998 e del 2001, al con­fron­to, sep­pure dev­as­tan­ti sono state di minore entità. Imprat­i­ca­bili le strade, ricop­erte da piante, detri­ti e mate­ri­ale edile, una sce­na che nel­la sua dev­as­tazione e des­o­lazione ha ricorda­to le tragedie causate dai tifoni nei film amer­i­cani. L’Amministrazione comu­nale, nel­la per­sona del vicesin­da­co Enzo Dol­ci, ha aller­ta­to imme­di­ata­mente la cen­trale oper­a­ti­va inter­co­mu­nale, il grup­po , i vig­ili del fuo­co e anche i dipen­den­ti comu­nali, per pro­cedere alle ver­i­fiche e agli inter­ven­ti pre­lim­i­nari. La tremen­da grand­i­na­ta (chic­chi delle dimen­sioni di una pesca) non ha risparmi­a­to case, auto, ter­reni e piante. Dopo un’ora, a dare il colpo di grazia è giun­to un vio­len­to tem­po­rale, trasfor­matosi in un infer­nale tor­na­do che anda­va a sbat­tere da tutte le par­ti, rov­inan­do altre centi­na­ia di case, scop­er­chi­an­do tet­ti, dis­truggen­do ser­ra­men­ti, vetri, intonaci. «Le auto dan­neg­giate sono migli­a­ia — dice il capo dei vig­ili urbani, Eliseo Miche­li -. Le denunce sono più di tre­cen­to. Del resto, in questo peri­o­do le per­sone in ferie nel paese del sono più di 30mila». «Un pri­mo bilan­cio molto pesante riguar­da i tet­ti delle abitazioni e le auto in sos­ta, la mag­gior parte da rot­ta­mare, tale è sta­ta la furia del­la gran­dine e del ven­to — com­men­ta il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni -; poi l’arredo urbano, la seg­nalet­i­ca stradale inservi­bile, le piante divelte, le colti­vazioni com­ple­ta­mente dis­trutte, molte imbar­cazioni affon­date. Inoltre, fog­na­ture e chiusi­ni intasati e divelti. I campeg­gi sono in ginoc­chio, molti campeg­gia­tori sono dovu­ti ritornare alle pro­prie abitazioni. Si con­tano otto fer­i­ti ricoverati nel noso­comio di Desen­zano, sette in quel­lo di Gavar­do». Nel cantiere in costruzione delle ex Can­tine Simoni la forza del ven­to ha divel­to le impal­ca­ture e le travi, scaglian­dole sul tet­to dell’adiacente far­ma­cia. I ragazzi france­si del­la colo­nia ospi­ta­ta nelle scuole ele­men­tari, let­teral­mente alla­gate a causa del per­fora­men­to del tet­to, sono sta­ti trasfer­i­ti pre­cip­i­tosa­mente nei locali dell’oratorio, mes­si imme­di­ata­mente a dis­po­sizione da don Gio­van­ni Bertaio­la. «Solo ver­so le 12 Moni­ga, gra­zie alla buona volon­tà di tan­ti operai, si è tol­ta dall’isolamento, ren­den­do prat­i­ca­bili le sue strade — pre­cisa il geome­tra del Comune, Rober­to Pel­le­gri­ni -. Le per­sone ferite nei campeg­gi sono state soc­corse con grande dif­fi­coltà, in quan­to i soc­cor­ri­tori non pote­vano rag­giun­gere i luoghi a causa delle strade imprat­i­ca­bili». «Da domani (oggi per chi legge, ndr.) inizier­e­mo a quan­tifi­care conc­re­ta­mente i dan­ni subiti a causa di ques­ta ennes­i­ma grand­i­na­ta esti­va», ha aggiun­to il sin­da­co Polli­ni. I due campeg­gi più col­pi­ti, «Pieve» e «Rio», sono però a Maner­ba , dove la trom­ba d’aria ha prodot­to con­seguen­ze davvero pesan­ti. Al «Rio» un anziano tur­ista tedesco car­diopati­co è sta­to ricov­er­a­to in ospedale, insieme ad altre cinque per­sone meno gravi, per i trau­mi ripor­tati men­tre la sua roulotte, dove sta­va dor­men­do con la moglie, rotola­va, spin­ta dal ven­to, ver­so il lago. Almeno una venti­na i tur­isti accom­pa­g­nati in ospedale di Salò e Gavar­do per le lesioni e le ferite provo­cate dal­la gran­dine. I chic­chi grossi come pesche e del peso anche di un etto e mez­zo han­no provo­ca­to trau­mi crani­ci ed emato­mi alle gambe e alle mani. Durante la mat­ti­na­ta di ieri, nei campeg­gi risuon­a­vano i colpi di martel­lo dei tur­isti che cer­ca­vano di rad­driz­zare le inte­la­ia­ture delle tende. Il sin­da­co di Maner­ba ha dis­pos­to l’alles­ti­men­to di un ricovero d’e­mer­gen­za nel palazzet­to del­lo sport, men­tre i tur­isti rimasti sen­za allog­gio sono sta­ti ospi­tati da alcu­ni pri­vati. Per tut­ta la gior­na­ta si è assis­ti­to alle parten­ze dai campeg­gi dei vil­leg­gianti che han­no con­clu­so antic­i­pata­mente la vacan­za; tra questi, una cop­pia di gio­vani tedeschi che al campeg­gio «Rio» è rimas­ta choc­ca­ta dall’ aver trova­to la pro­pria ten­da com­ple­ta­mente schi­ac­cia­ta da una roulotte sposta­ta dal ven­to. Il nubifra­gio ha solo lam­bito Desen­zano e Sirmione, altri­men­ti la con­ta dei dan­ni nel­la nos­tra provin­cia sarebbe ques­ta mat­ti­na ancor più dram­mat­i­ca. Tut­tavia, Sirmione è sta­ta ugual­mente col­pi­ta dal­la furia del­la trom­ba d’aria e oggi si lec­ca parec­chie ferite. Non si reg­is­tra­no, per for­tu­na, vit­time o per­sone ferite, ma dan­ni sì. Can­tine e locali alla­gati, un centi­naio di piante srad­i­cate, auto dan­neg­giate, il cen­tro stori­co bloc­ca­to per qua­si tut­ta la mat­ti­na a causa delle inter­ruzioni stradali, il delle chiu­so per qualche giorno, infine l’in­tera strut­tura del pal­cosceni­co di piaz­za­le Por­to, inau­gu­ra­ta con il pre­mio «Cat­ul­lo», anda­ta dis­trut­ta. A Desen­zano solo qualche allaga­men­to e dan­ni lievi. Sal­va mira­colosa­mente la pro­duzione agri­co­la del­la zona: vigneti, oliveti, ter­reni sem­i­nati a mais e ad orzo usci­ti inden­ni. La trom­ba d’aria, pre­ce­du­ta da for­ti raf­fiche di ven­to, è piom­bata sul­la peniso­la scalig­era poco dopo le 3 con l’ag­giun­ta del­la gran­dine. A Colom­bare sono volati alcu­ni gaze­bo del mer­cati­no arti­gianale, allesti­ti la sera pri­ma per la fes­ta orga­niz­za­ta dai com­mer­cianti. Alcu­ni scant­i­nati alla­gati, parec­chi rami fini­ti su auto e strade, ma nes­sun dan­no ai natan­ti ormeg­giati nei por­ti pub­bli­ci. Sul­la passeg­gia­ta a lago che col­le­ga Colom­bare e il cen­tro stori­co, invece, la furia del ven­to e del­la gran­dine ha com­in­ci­a­to a fare la sua opera dev­as­ta­trice: alberi e rami srad­i­cati, can­tine alla­gate. Da via Mar­coni alle Grotte di Cat­ul­lo il quadro è peg­gio­ra­to. Alcu­ni pla­tani srad­i­cati sono piom­bati su via Mar­coni, dan­neg­gian­do alcune vet­ture parcheg­giate. Altri alberi sono cadu­ti nel gia­rdi­no pub­bli­co di Ansa de , un cipres­so dietro la chiesa di S.Maria del­la Neve, men­tre il pal­co del Comune in piaz­za­le Por­to si è accar­toc­cia­to su sè stes­so. Altre piante sono cadute in via Piana, via S. Pietro, via Grotte e via Olivi. Dan­ni ingen­ti nei parchi del , di vil­la Arduino e del­lo sta­bil­i­men­to ter­male «Cat­ul­lo», con dan­ni ad alcune vet­ture. La soprint­en­dente ai Beni artis­ti­ci Elis­a­bet­ta Rof­fia, arriva­ta ieri mat­ti­na a Sirmione, ha con­stata­to di perrsona i dan­ni ripor­tati dagli alberi sec­o­lari srad­i­cati dal forte ven­to. Per rimuo­vere i grossi tronchi è sta­to nec­es­sario chi­ud­ere al pub­bli­co il museo, che dovrebbe riaprire già domani. Molte le piante srad­i­cate anche nel par­co comu­nale «Maria Callas», alla­gati gli scant­i­nati di diver­si alberghi del cen­tro. A San Mar­ti­no del­la Battaglia, infine, alcu­ni rami fini­ti sulle strade interne. Il Cen­tro meteo «Bianchi» ha potu­to seguire in diret­ta l’e­volver­si del nubifra­gio. Come lo spie­ga Diego Bianchi: «Alle 2 mi trova­vo nel cen­tro, quan­do sul radar ho vis­to for­mar­si una vio­len­tis­si­ma per­tur­bazione. Ho con­tat­ta­to un col­le­ga di Riva del Gar­da, che mi ha con­fer­ma­to la stes­sa impres­sione. I dati rac­colti con­fer­mano che il ven­to ha rag­iun­to la veloc­ità di 36,7 metri al sec­on­do, ovvero 132 km. all’o­ra, una veloc­ità folle: nei nos­tri archivi non risul­ta mai esser­ci sta­to in cen­t’an­ni un tem­po­rale di tale inten­sità. La sua direzione è sta­ta da ovest-nord-ovest ver­so est-sud-est». Quan­tifi­care i dan­ni non sarà facile. «Sta­vo par­tendo per le vacanze, ma ho dovu­to rin­un­cia­re per seguire l’emergenza. Al momen­to è dif­fi­cile quan­tifi­care l’ammontare dei dan­ni — ha det­to il sin­da­co di Sirmione Mau­r­izio Fer­rari -; temo che si aggiri­no sui 500mila euro. Chieder­e­mo lo sta­to di calamità nat­u­rale. L’Amministrazione si attiverà per ridurre al min­i­mo le con­seguen­ze del dis­as­tro». L’invasione dell’acqua nei negozi ha provo­ca­to ulte­ri­ori dan­ni. Fioren­zo, il tito­lare del­la bou­tique di fronte alle Terme, ha dichiara­to: «Altre volte era entra­ta acqua nel negozio, ma ques­ta notte ha fat­to dis­as­tri. L’acqua ha super­a­to il mez­zo metro e sicu­ra­mente i dan­ni super­a­no i 50mila euro». Prob­le­mi anche per dieci gab­biani, soc­cor­si da tre gio­vani. La sig­no­ra Isabel del­la del Bas­so Gar­da rac­con­ta: «I ragazzi li han­no recu­perati tra le canne, ave­vano le ali spez­zate. Purtrop­po altri uccel­li sono morti».