I lavori di un convegno promosso a Desenzano dall’intergruppo parlamentare

L’informatica potrà ottimizzaretutte le risorse idriche del Garda

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Di Luca Delpozzo
m.to.

Nasce a Desen­zano un prog­et­to per l’ottimizzazione delle risorse idriche del nos­tro Paese, un sor­ta di man­i­festo per richia­mare tut­ti a rispettare questo bene prezioso, pas­san­do però dal­la retor­i­ca ai fat­ti. E’ questo il risul­ta­to che si rica­va dal con­veg­no «Aqua mater», pro­mosso dall’intergruppo par­la­mentare «Ami­ci dei laghi e dei fiu­mi», la cui coor­di­na­trice è Maria Ida Ger­mon­tani, par­la­mentare di An già pres­i­dente del con­siglio comu­nale del­la cit­tà gardesana.Un con­veg­no che ha vis­to esper­ti ed espo­nen­ti politi­ci tentare di met­tere a pun­to un min­i­mo di prog­et­to di parten­za. Coma ha pre­an­nun­ci­a­to infat­ti l’on. Ger­mon­tani, «si dovrà real­iz­zare un ciclo di incon­tri dell’intergruppo par­la­mentare con le com­mis­sioni par­la­men­tari per l’Ambiente per affrontare i prob­le­mi dell’acqua e, in par­ti­co­lare, dei liv­el­li del lago di Gar­da». Tema questo soll­e­va­to dagli inter­ven­ti del sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za e del pres­i­dente del­la , che da decen­ni si bat­te per risol­vere l’annoso prob­le­ma. A Desen­zano, però, si è par­la­to anche di lagu­na di Venezia, del­la povertà d’acqua, del­lo spre­co delle risorse idriche e dei guasti strut­turali che non si riesce a sis­temare. Per la provin­cia di Bres­cia, invece, sono arrivati con­sen­si da parte dei rela­tori, defini­ta «provin­cia mod­el­lo per aver saputo risol­vere i prob­le­mi idrici».Difatti nel suo inter­ven­to il pres­i­dente Alber­to Cav­al­li ha sot­to­lin­eato che «nei prossi­mi vent’anni saran­no investi­ti non meno di 700 mil­ioni di euro nel set­tore, di cui solo 120 des­ti­nati al baci­no del Gar­da». Pre­oc­cu­pa­to, invece, è sta­to l’intervento del respon­s­abile acque del Wwf, Andrea Agapi­to, per la con­tin­ua minac­cia ad alcune specie ittiche endemiche ( del Gar­da, car­pi­one del Fibreno, ecc.), cioè pre­sen­ti solo in Italia, causa­ta dalle fre­quen­ti con­dizioni di sic­c­ità in cui ver­sano i nos­tri laghi e fiu­mi. Un esem­pio, ha rin­car­a­to anco­ra Agapi­to? «Un altro dato sig­ni­fica­ti­vo, se si ripar­tisce il vol­ume medio ann­uo uti­liz­za­to tra i 17 mil­ioni di abi­tan­ti del baci­no idro­grafi­co del Po, è rap­p­re­sen­ta­to dal pre­lie­vo idri­co medio, di 1900 mc/sec.: in altri Pae­si tale pre­lie­vo è nell’ordine dei 600 mc/sec, meno di un terzo».Cosa fare, dunque? «Rivedere il decre­to leg­isla­ti­vo del 2006, recepire ed appli­care cor­ret­ta­mente la diret­ti­va quadro sulle acque del­la Comu­nità Euro­pea — ha con­clu­so Agapi­to — met­tere ordine a tutte le com­pe­ten­ze sul­la risor­sa idri­ca, rilan­cia­re il ruo­lo cen­trale delle autorità di baci­no e di dis­tret­to con il com­pi­to di rias­sumere una fun­zione di coor­di­na­men­to effettivo».Infine, un prog­et­to per l’analisi e l’ottimizzazione delle risorse da real­iz­zare a Desen­zano è sta­to pre­sen­ta­to dai ricer­ca­tori Mar­co Mon­e­si ed Elisa Car­raro, mod­el­lo bat­tez­za­to «Acqual­a­bel», che prevede l’organizzazione infor­mat­i­ca di dati già esisten­ti, com­ple­tati da nuove ril­e­vazioni, per pro­cedere ad un con­trol­lo dei pun­ti di forza e di crit­ic­ità, per anal­iz­zare i con­su­mi delle aziende e delle abitazioni civili, per una map­patu­ra idri­ca del ter­ri­to­rio. Il mod­el­lo desen­zanese potrà poi essere esporta­to in altri Comuni.

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