L’installazione “Cave Canem”, di Virle Treponti, chiuderà i battenti domenica 2 ottobre.

29/09/2016 in Attualità
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Di Redazione

Il 10 set­tem­bre in una sug­ges­ti­va cava dismes­sa di Vir­le Tre­pon­ti è sta­ta inau­gu­ra­ta l’‘installazione Cave Canem che chi­ud­erà i bat­ten­ti domeni­ca 2 otto­bre.

L’even­to, orga­niz­za­to dal Con­sorzio Marmisti Bres­ciani nel­l’am­bito del­la val­oriz­zazione del­la Via del Mar­mo e cura­to da Lil­lo Mar­ciano, ha pre­sen­ta­to al pub­bli­co un’in­stal­lazione site-spe­cif­ic di Crack­ing Art ed ha vis­to qua­si 4000 vis­i­ta­tori ad oggi.

Ci sono volu­ti 7 anni per real­iz­zare il sog­no di Lil­lo Mar­ciano di riva­l­utare con il nos­tro inter­ven­to un luo­go stori­co abban­do­na­to, facen­do si che la Via del Mar­mo si trasfor­masse in un Per­cor­so d’Arte”, ha dichiara­to Ren­zo Nucara uno dei sei artisti di Crack­ing Art. “Sette anni per real­iz­zare un even­to che andasse al di là dell’invasione di uno spazio. Uti­liz­zan­do energie, sin­ergie ed eccel­len­ze, l’even­to fa anche da cor­nice alla nasci­ta di una nos­tra nuo­va opera d’arte, un lupo in Mar­mo di Bot­ti­ci­no, per rilan­cia­re con l’installazione Cave Canem il con­fron­to naturale/artificiale che è alla base del­la filosofia Crack­ing Art, dan­do così moder­nità al mar­mo e clas­sic­ità alla plas­ti­ca, nos­tro medi­um artis­ti­co per elezione e che, gra­zie al nos­tro prog­et­to di ‘Arte che rigen­era l’Arte’ mira­to al restau­ro di mon­u­men­ti, diven­ta Plas­ti­ca che sostiene il Mar­mo”, ha con­clu­so Nucara.

Realtà nat­u­rale come il mar­mo e arti­fi­ciale come la plas­ti­ca” è il moti­vo con­dut­tore che spie­ga la nos­tra scelta di pro­porre un even­to Crack­ing Art in una bel­lis­si­ma cava dismes­sa del­la “via bres­ciana del mar­mo”, ha dichiara­to Lil­lo Mar­ciano cura­tore dell’installazione. “Cava Burgazzi per un mese da non luo­go diven­terà il luo­go dell’arte, il luo­go ide­ale nel quale riflet­tere sul­la sto­ria mil­lenar­ia del­la lavo­razione del mar­mo e, nel­lo stes­so tem­po, ren­dere fruibile un eco­museo ric­co di bellezze pae­sag­gis­tiche che, da Bres­cia, arri­va fino al lago di Gar­da. E’ ormai evi­dente che il pri­ma­to ital­iano del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale mon­di­ale non sia solo rap­p­re­sen­ta­to dal­la quo­ta mag­gior­i­taria di opere d’arte, ma si riconosca soprat­tut­to nel­la pre­sen­za sul­la nos­tra peniso­la di un impreved­i­bile dif­fu­so di cul­ture orig­i­nali che ha il mer­i­to di aver preser­va­to la memo­ria dei luoghi e tut­to ciò che anco­ra li carat­ter­iz­za”, ha con­clu­so Mar­ciano.

Il lupo, ani­male sim­bo­lo per gli artisti di Crack­ing Art, che comu­ni­ca l’idea del bran­co, dell’agire per il bene comune, padroneg­gerà nel­la cava bres­ciana in tut­ta la sua maestosità ed ele­gan­za. Quest’opera in pietra che rac­chi­ude in sè anche un’idea di solid­ità e forza indi­vid­uale, sarà imm­er­sa in un bran­co col­orato di lupi di plas­ti­ca, come ulte­ri­ore svilup­po del rap­por­to tra nat­u­rale e arti­fi­ciale che è alla base del­la filosofia Crack­ing Art.

Dal 2012 Crack­ing Art ha lan­ci­a­to il prog­et­to “L’Arte Rigen­era l’Arte” che con­siste nel­la rac­col­ta fon­di a favore del restau­ro del pat­ri­mo­nio artis­ti­co e per il sosteg­no di prog­et­ti cul­tur­ali.

Il rica­va­to di Cave Canem – che si real­izzerà attra­ver­so la ven­di­ta di pic­coli ani­mali di plas­ti­ca per tut­ta la dura­ta dell’installazione — ver­rà des­ti­na­to alla Scuo­la delle Arti e del­la For­mazione Pro­fes­sion­ale Rodol­fo Van­ti­ni, l’istituto più anti­co del­la Lom­bar­dia con sede a Rez­za­to (Bres­cia).

Orari: Cave Canem è vis­itabile il saba­to e la domeni­ca. L’apertura è alle ore 15.30, l’ultimo ingres­so alle ore 20.30.

 Cava Burgazzi

Dismes­sa sin dagli anni 70, la cava Burgazzi è divenu­to un sim­bo­lo dell’immagine rez­za­tese e di quel­la che è la sua attiv­ità cul­tur­ale ed eco­nom­i­ca più carat­ter­is­ti­ca, l’attività estrat­ti­va. Vis­i­bile da un rag­gio di 30 km di dis­tan­za, gra­zie alla maestosità delle sue bianche pareti alte fino a 200 m, la cava prende la for­ma di un immen­so anfiteatro alla cui base si for­ma un laghet­to di acqua sor­gi­va, dai col­ori lucen­ti gra­zie al fon­do roc­cioso di base cal­carea.

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