La galleria del Dom, quella costruita per raccordare il tunnel dell'Agnese -3 chilometri e 600 metri di retta- con la viabilità della Busa dovrà essere aggiustata.

L’intero massiccio delle alpi di Ledro schiaccia il tunnel

09/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La gal­le­ria del Dom, quel­la costru­i­ta per rac­cor­dare il tun­nel del­l’Ag­nese ‑3 chilometri e 600 metri di ret­ta- con la del­la Busa dovrà essere aggius­ta­ta. E’ annun­ci­a­ta, anco­ra in via uffi­ciosa, una chiusura nel cor­so del prossi­mo autun­no, e potrebbe trat­tar­si di un provved­i­men­to d’u­na cer­ta dura­ta vis­to che si stan­no val­u­tan­do pre­gi e difet­ti delle alter­na­tive, che sono due: attra­ver­so il Dom per la stra­da per­cor­sa dai camion del cantiere durante i lavori, oppure per la stradet­ta delle Foci. La provin­cia con­tin­ua a mon­i­torare gli sposta­men­ti del tun­nel. Che si trat­ti di una pos­to «cal­do», Vin­cen­zo Ces­chi­ni lo spie­ga con facil­ità. Dopo un trat­to in Dolo­mia pura, quel­lo finale del tun­nel del­l’Ag­nese, la gal­le­ria del Dom si infi­la attra­ver­so strati marnosi. Ques­ta mar­na è let­teral­mente sot­to pres­sione. Lì infat­ti pas­sa la lin­ea sis­mi­ca atti­va del Balli­no. Che cosa sig­nifi­ca? In parole povere che c’è uno stra­to di roc­cia incli­na­ta qua­si a 60 gra­di (è vis­i­bile chiara­mente dove affio­ra nel trat­to a cielo aper­to fra le due gal­lerie), su cui pog­gia con tut­to il suo peso, la mon­tagna sopras­tante (e tutte le Alpi ledren­si). Questo peso per grav­ità tende a scivolare ver­so il bas­so e preme addos­so al mas­s­ic­cio del monte che non poten­dosi spostare in direzione est (per­chè bloc­ca­to dai Lessi­ni) si alza: ques­tioni di mil­limetri in un anno, ma si alza: ci sono le mis­ure. Questo peso cal­ca sug­li strati marnosi in cui è sca­v­a­ta la gal­le­ria del Dom e provo­ca quegli sposta­men­ti che nel tem­po si sono resi molto ben vis­i­bili: tan­to che la gal­le­ria finisce per andare fuori asse nonos­tante la molti­tu­dine di chio­di sparati nel­la roc­cia sopra il rives­ti­men­to di cemen­to. Con­clu­sione? quel tun­nel non starà mai fer­mo. Una pres­sione come quel­la eserci­ta­ta sul­la faglia non si può con­trastare nè con­tenere. Bisogna conviverci.

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