«Faremo sempre vivere le sue opere»

Lions non dimenticano don Serafino Ronchi

Di Luca Delpozzo
e.dug.

Don Ser­afi­no Ronchi, una vita spe­sa ad aiutare i più bisog­nosi, ha las­ci­a­to in ered­ità tan­to amore e le sue opere di sol­i­da­ri­età. Tra i tan­ti ami­ci che lo han­no sem­pre sostenu­to ci sono i «Leo club Desen­zano del Gar­da e del­la Riv­iera Host», il cui pres­i­dente è Rino Varoli, il Lions club, e un grup­po di spon­sor, tra cui il Comune di Mon­tichiari. Su speci­fi­ca richiesa di Don Ser­afi­no, al teatro sociale Con­te Gae­tano Bonoris di Mon­tichiari han­no mes­so in sce­na ven­erdì 11 scor­so la com­me­dia bril­lante «La broc­ca rot­ta», rap­p­re­sen­ta­ta dal­la com­pag­nia teatrale «Il nodo»; il rica­va­to è sta­to devo­lu­to al con­sorzio La Ten­da di Vighiz­zo­lo di Mon­tichiari. I Lions ricor­dano Don Ser­afi­no, figu­ra molto conosci­u­ta in tut­ta la provin­cia e nota anche a liv­el­lo nazionale per le varie inizia­tive per il Sud del mon­do. Orig­i­nario di San Ger­va­sio Bres­ciano è sta­to ordi­na­to sac­er­dote ed ha svolto attiv­ità pas­torale a San Zeno Nav­iglio, a Vighiz­zo­lo di Mon­tichiari ed Esen­ta di Lona­to. Reli­gioso di pro­fon­da uman­ità e spir­i­tu­al­ità, ha saputo toc­care le corde più intime di chi si è avvi­c­i­na­to a lui, sem­pre ani­man­do, con grande capac­ità di dial­o­go anche ver­so i laici, le comu­nità ter­ri­to­ri­ali ove ha oper­a­to. Si è pos­to da sem­pre come sac­er­dote «di fron­tiera», con­vin­to e caris­mati­co ani­ma­tore di con­crete espe­rien­ze di sol­i­da­ri­età umana e di vic­i­nan­za alle nuove povertà; tra le inizia­tive più sig­ni­fica­tive ricor­diamo i pri­mi campi di lavoro negli anni ’70 e quel­li nel Friuli ter­re­mo­ta­to, la nasci­ta de «La ten­da», una delle prime coop­er­a­tive di sol­i­da­ri­età sociali bres­ciane, ger­ente di una comu­nità di tossi­codipen­den­ti, servizi per minori ed inser­i­men­to lavo­ra­ti­vo per svan­tag­giati. Infine la nasci­ta del Grimm per sostenere varie attiv­ità benefiche nel Ter­zo mon­do (dall’Africa al Sud­est asi­ati­co, dall’Europa dell’est al Brasile) e gestire ogni anno l’adozione a dis­tan­za di qua­si 1.500 bam­bi­ni. I Lions Club di Desen­zano e del­la Riv­iera Host, uni­ti a tan­ti ami­ci «non dimen­ticher­an­no le opere intrap­rese da Don Ser­afi­no — dice Varoli — tutte deg­ne del­la nos­tra atten­zione e meritevoli di essere sostenute e divul­gate. Noi sare­mo in pri­ma lin­ea come sem­pre per pro­muover­le e fare­mo l’impossibile per far­le vivere».