L’incidente si era verificato in ottobre a causa di un guasto a una pompa di sollevamento del collettore. Un sopralluogo tecnico per decidere come ripulire la costa e il canneto

Liquami nel rio Sermana

Di Luca Delpozzo

Ieri mat­ti­na ver­tice tec­ni­co ammin­is­tra­ti­vo sul trat­to di cos­ta che prende il nome dal rio Ser­mana, che pro­prio in questo pun­to si get­ta nel lago dopo aver per­cor­so diver­si chilometri pri­ma in ter­ri­to­rio bres­ciano e solo nel suo ulti­mo trat­to in quel­lo veronese. Il sopral­lu­o­go è sta­to deciso dopo lo sver­sa­men­to di liqua­mi che si è reg­is­tra­to lo scor­so otto­bre dal­la pom­pa di soll­e­va­men­to del col­let­tore, che qui è di com­pe­ten­za del con­sorzio bres­ciano Gar­daUno pur essendo ubi­ca­to in un’area che ricade sot­to il comune di Peschiera del Gar­da. L’incidente è sta­to causato da un bloc­co delle pompe del­la stazione di soll­e­va­men­to, il guas­to era sta­to risolto in poche ore; un episo­dio anal­o­go, per modal­ità e dura­ta, si era ver­i­fi­ca­to anche la pri­mav­era scor­sa e pro­prio in questi giorni il con­sorzio Gar­daUno sta lavo­ran­do al rifaci­men­to e alla sis­temazione dell’impianto.Ieri mat­ti­na i tec­ni­ci del Gar­daUno si sono trovati alla Ser­mana insieme al sin­da­co e ai col­leghi di Ags, con­sorzio di ges­tione del col­let­tore veronese; Provin­cia; Con­sorzio di bonifi­ca Adi­ge Gar­da e Arpav. Man­ca­va soltano un rap­p­re­sen­tante del Genio civile del­la Regione, cui spet­ta la com­pe­ten­za del can­neto che insiste su questo trat­to di cos­ta e che è uno dei più impor­tan­ti tra quel­li rimasti nel bas­so lago; area che anche a questo deve il suo inser­i­men­to tra i siti di inter­esse comunitario.«Di pos­i­ti­vo c’è pro­prio questo spir­i­to di col­lab­o­razione», com­men­ta il sin­da­co di Peschiera, «che cre­do ci per­me­t­terà final­mente di pro­cedere al risana­men­to di ques­ta parte di spon­da del lago e del fos­so Ser­mana, cui in tut­ti questi anni non ha gio­va­to la par­ti­co­lar­ità di trovar­si in ter­ri­to­rio veronese ma di dipen­dere, per il col­let­tore, dal­la spon­da bresciana».Il sopral­lu­o­go sull’area inter­es­sa­ta era sta­to deciso durante un pri­mo incon­tro avvenu­to sem­pre a Peschiera. «Da allo­ra abbi­amo già rag­giun­to alcune deter­mi­nazioni, almeno per quan­to ci com­pete: abbi­amo deciso di uti­liz­zare la som­ma di 25mila euro, ovvero cir­ca la metà di quan­to incas­si­amo dal­la ges­tione delle boe, spi­agge e pon­tili, per il risana­men­to ambi­en­tale di questo trat­to di cos­ta. E lo stes­so fare­mo con gli impor­ti che ver­ran­no dal recu­pero di arretrati del­lo stes­so set­tore», annun­cia Chin­car­i­ni. «Dal can­to loro, gli altri enti coin­volti si occu­per­an­no delle man­sioni legate alle rispet­tive com­pe­ten­ze: il Con­sorzio di bonifi­ca Adi­ge Gar­da seguirà l’operatività del dis­in­quina­men­to del fos­so; il Gar­daUno sta già lavo­ran­do alla mes­sa in sicurez­za dell’impianto di soll­e­va­men­to; l’Ags garan­tirà una sor­ta di sorveg­lian­za e di col­lab­o­razione tec­ni­ca; la Regione dovrebbe imp­ie­gare, come noi, metà delle entrate derivan­ti dalle con­ces­sioni per sovven­zionare gli inter­ven­ti necessari».Interventi che, sem­pre sec­on­do le antic­i­pazioni del sin­da­co di Peschiera, saran­no defin­i­ti nel prog­et­to che sarà pre­dis­pos­to dal Con­sorzio Adi­ge Gar­da e che preved­erà sia la pulizia del fos­so che il suo stu­dio det­taglia­to, inclusa la ver­i­fi­ca dell’eventuale pre­sen­za di scarichi lun­go il suo per­cor­so e la natu­ra delle sostanze deposi­tate sul fondale.Chincarini sot­to­lin­ea l’importanza che al tavo­lo oper­a­ti­vo parte­cipino tut­ti gli enti inter­es­sati. «È la garanzia, per chi abi­ta alla Ser­mana e per gli oper­a­tori che lì han­no le loro attiv­ità, che episo­di sim­ili non si ver­i­ficher­an­no più. Ma per me è impor­tante la pre­sen­za di Arpav, che dovrà dire cosa ci sarà da fare con il mate­ri­ale prel­e­va­to dai fon­dali nelle oper­azioni di pulizia e dra­gag­gio». «La nos­tra Agen­zia regionale, infat­ti, non autor­iz­za lo scari­co al largo dei mate­ri­ali rac­colti per­ché rifiu­ti spe­ciali. Il dato curioso è che, invece, la Lom­bar­dia autor­iz­za ques­ta modal­ità di smal­ti­men­to, come se le acque del lago avessero un con­fine le sep­a­ra nettamente».Secondo il sin­da­co di Peschiera l’altro nodo nevral­gi­co da risol­vere è la ges­tione parte­ci­pa­ta del sis­tema di col­let­ta­men­to e del depu­ra­tore con­sor­tile di Peschiera. Un obi­et­ti­vo che potrebbe essere rag­giun­to in tem­pi non lontani.«Stiamo lavo­ran­do da tem­po al prog­et­to di creazione di una soci­età di ges­tione che rioc­cu­pi del depu­ra­tore e dei trat­ti di col­let­tore che rac­col­go­no le acque in comune tra Gar­daUno e Ags», spie­ga Alber­to Ardiel­li, diret­tore dell’, «si trat­ta di una strut­tura molto snel­la, capace di garan­tire un’operatività più veloce in par­ti­co­lare nelle emer­gen­ze che dunque risul­tereb­bero più limitate».I tec­ni­ci si sono dati nuo­va­mente appun­ta­men­to tra un paio di set­ti­mane. L’obiettivo è di sis­temare la Ser­mana pri­ma del­la prossi­ma Pasqua.