Tempo di premiazioni per la scuola bottega: «Ma è ora di cambiare»

L’istituto diploma 12 giovani e delinea il futuro

18/06/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
s.z.

La scuo­la bot­te­ga di Salò ha chiu­so l’anno con­seg­nan­do i diplo­mi nel­la sala con­sil­iare del palaz­zo comu­nale. Dod­i­ci i gio­vani “maturi”: al mat­ti­no lavo­ra­vano nel­la bot­te­ga di un arti­giano, il pomerig­gio stu­di­a­vano. Due sono faleg­na­mi: Mas­si­m­il­iano Alessi di Toscolano Mader­no (segui­to da Gior­gio Turla) e Clau­dio Fil­ip­pa di Prevalle (con Rober­to Fil­ip­pa). Quat­tro gli idrauli­ci: Andrea Chiari­ni di Vobarno (con Simone Fuci­na), Cris­t­ian Longhi di Salò (con Alessan­dro Mus­es­ti di Pueg­na­go), Davide Pasqua di Gargnano (con Alber­to Balzari­ni) e Fabi­ano Oli­vari di Pueg­na­go (con la dit­ta Maf­fiz­zoli di Maner­ba). E anco­ra. Due i mec­ca­ni­ci: Clau­dio Andreoli di Toscolano Mader­no (all’Auto Gar­da di Roè Vol­ciano) e Ji Bin di Salò (da Pao­lo Lavo). Due i par­ruc­chieri: Shane D’Angeri di Salò (da Fran­co Van­zani) e Francesca Fran­zosi di Pueg­na­go (da Luisa Poli). Infine un pas­tic­cere (il salo­di­ano Andrea Baz­zani, del­la «Con­ca d’oro», che ha impara­to il mestiere da Patrizia Ardigò di Toscolano Mader­no) e un flori­coltore (Sonia Gaffu­ri­ni di Vil­lan­uo­va, con Gian Fran­co De Paoli). Maria Tere­sa Zavat­taro ha sot­to­lin­eato l’importanza del­la scuo­la bot­te­ga. «È sor­ta 18 anni fa, gra­zie all’impegno del nos­tro club — ha ricorda­to la pres­i­dente del Sorop­ti­mist Gar­da sud -. Sicuri di avere reso un servizio alla comu­nità, ringrazi­amo tut­ti quan­ti han­no con­tribuito a far­la vivere e a val­oriz­zarla. Molti ragazzi si sono inser­i­ti nel mon­do del lavoro, diven­tan­do a loro vol­ta abili arti­giani». «La nos­tra scuo­la — ha pros­e­gui­to Afra Di Giovine, la pre­side — ha dato notevoli oppor­tu­nità ai gio­vani. Adesso dob­bi­amo con­frontar­ci con la rifor­ma Morat­ti. Le autorità si sono impeg­nate per­chè non ven­ga sop­pres­sa. Ringrazi­amo l’Amministrazione comu­nale per quan­to fat­to fino­ra». L’assessore alla Pub­bli­ca istruzione, Gabriele Cominot­ti, ha garan­ti­to che «ques­ta realtà non scom­par­irà. Con­tin­uerà a soprav­vi­vere, andan­do incon­tro alle esi­gen­ze del ter­ri­to­rio». Mau­r­izio Cov­ri, diret­tore area attiv­ità pro­dut­tive e for­mazione del­la Provin­cia di Bres­cia, ha illus­tra­to le prospet­tive del­la scuo­la bot­te­ga, «un tipo di espe­rien­za che sta arrivan­do al tra­mon­to, ed ha bisog­no di for­ti cam­bi­a­men­ti. Devono anco­ra uscire i decreti di attuazione del­la rifor­ma Morat­ti, ma esistono già ind­i­rizzi ben pre­cisi. Da un lato i Licei (clas­si­co, sci­en­tifi­co, tec­no­logi­co, infor­mati­co, lin­guis­ti­co, musi­cale), dal­l’al­tro l’istruzione e for­mazione pro­fes­sion­ale (Itis, Ipsia, i cen­tri region­ali)». «I due canali avran­no pari dig­nità — pros­egue Cov­ri — e sarà pos­si­bile pas­sare da uno all’al­tro. Dal 15° anno di età è pre­vista l’alternanza scuo­la-lavoro: un modo nuo­vo di chia­mare la scuo­la bot­te­ga. Ma occor­rerà pen­sare a con­ven­zioni con le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, le imp­rese, la Cam­era di com­mer­cio, gli enti pub­bli­ci ter­ri­to­ri­ali. Diven­terà dif­fi­cile con­tin­uare un’es­pe­rien­za come ques­ta di Salò, basa­ta sul volon­tari­a­to. Bisogn­erà creare una sezione come quelle dei Cfp di Riv­oltel­la o Vil­lan­uo­va. Le risorse finanziarie arriver­an­no dal­la Comu­nità euro­pea, che richiede qual­ità, cer­ti­fi­cazione, accred­i­ta­men­to, con­ti­nu­ità dei servizi e per­son­ale qual­i­fi­ca­to, con un rap­por­to di lavoro. Sarebbe un pec­ca­to che, dopo avere dimostra­to lungimi­ran­za, voi fos­te costret­ti a smet­tere». Il sin­da­co Giampiero Cipani ha ricorda­to che «la scuo­la bot­te­ga si riv­olge a un tipo par­ti­co­lare di uten­ti, a volte un tan­ti­no trascu­rati. Nei prossi­mi mesi ci con­fron­ter­e­mo con l’Amministrazione provin­ciale per trovare la soluzione più appro­pri­a­ta».

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